"razza corsara" e' un libro decisamente interessante, che contiene una mole di dati e informazioni notevole, da cui Giacalone ha estratto una piccola parte in un articolo che ha fatto arrabbiare Colaninno. (al link il botta e risposta)
Davide Giacalone.it.
Davide Giacalone.it.
...2. Colaninno ricorda i successi di Telecom Italia, sotto la sua gestione, in campo internazionale. Devo rammentargli, però, che la presenza in Sud America data da epoca largamente precedente e che le gare per le privatizzazioni furono vinte sotto la gestione di Gian Mario Rossignolo. Successivamente, però, le avventure brasiliane si colorarono di inauditi ed inimagginabili sprechi, compresa la mai chiarita storia di Globo.com, che la gestione successiva, quella di Tronchetti Provera, fu costretta ad azzerare. A quegli anni, invece, si devono le gare in Grecia e Turchia. Approfondire quei conti e quelle storie è ancora un compito aperto. Di queste cose, comunque, il mio articolo non parlava. (ndr. coincidentalmente era il periodo della stagione di giocatori turchi all'Inter Emer, Okan e Sukur)
3. Né ho scritto del debito. Colaninno s’indigna, ma non so con chi. Visto che ci tiene, però, è da ricordarsi che i debiti di Telecom, precedentemente alla scalata, erano irrisori, mentre le conseguenze delle lotte per il controllo, quindi non solo l’Opas lanciata da Colaninno, l’hanno ridotta assai male. In tal senso, Colaninno si rammarica di non avere avuto il tempo di completare le operazioni che aveva in mente, con le quali si sarebbe imbrigliato il debito. Solo che deve rammaricarsene con i suoi soci, che glielo impedirono.
4. E veniamo alle sponsorizzazioni politiche. Egli dice: non ne ho mai avute e subimmo controlli rigorosi, anche dalla Consob. Già, peccato che l’allora presidente del Consiglio annunciò l’iniziativa di “capitani coraggiosi” prima che il consiglio d’amministrazione di Olivetti deliberasse l’Opas. Peccato che Olivetti fu beccata a vendere azioni Telecom nel mentre annunciava di volerle comprare. Peccato che il presidente della Consob fu chiamato a rispondere, a Palazzo Chigi, dei rilievi mossi sulla regolarità dell’Opas. Peccato, insomma.
5. S’indigna, Colaninno, e smentisce di avere mai posseduto azioni di società lussemburghesi, come smentisce ogni coinvolgimento nell’Oak Fund, il Fondo Quercia. E dov’è che ho scritto il contrario? Questa è bella: l’articolo si basava proprio sulla dimostrazione che l’Oak Fund non era riconducibile a Massimo D’Alema (e ricordavo che ben si conoscono i beneficiari di quel fondo), e che ero stato io a far notare quanto avesse ragione Guido Rossi, nel sostenere che a Palazzo Chigi non parlavano l’inglese, altrimenti si sarebbero accorti di questo singolare fondo. Che c’entra Colaninno? O no? Quel che affermavo, invece, lo ripeto: la proprietà di Telecom Italia, dopo l’Opas, divenne lussemburghese, perché la società utilizzata, la Bell, era lussemburghese. Può smentire? A riprova di ciò citavo il successivo passaggio: Tronchetti Provera comperò e pagò all’estero, riportando in Italia la proprietà...



