Sembra proprio una spy story d'appendice. Il responsabile della security di Telecom che attacca L'Antitrust per fare multare Telecom, su incarico di Fastweb.
La domanda sorge spontanea: dov'era Mazinga ?
L'Avvenire.
La domanda sorge spontanea: dov'era Mazinga ?
L'Avvenire.
Un accordo tra Fastweb, la società di tlc finita recentemente nel mirino della procura di Roma, e l’Autorità garante per la Concorrenza «per far ricevere una multa molto rilevante a Telecom Italia». Perciò «fu chiesta un’attività di intrusione informatica» nei server dell’Authority ai tempi della presidenza Tesauro. Lo ha rivelato Fabio Ghioni, ex vertice della sicurezza informatica di Telecom e coinvolto nell’inchiesta sul dossieraggio illegale targato Telecom, durante l’incidente probatorio davanti al gup di Milano. Rispondendo ai pm ha fornito dettagli anche sulla ormai «famosa» intrusione informatica nel server di Rcs per spiare l’ex amministratore delegato Vittorio Colao e il giornalista Massimo Mucchetti. «Non ero d’accordo con quanto mi ordinò Tavaroli: “Abbiamo bucato Rcs ora andate a dirglielo”. Insomma era come la mafia, prima spaventa e poi offre protezione». A proposito dell’intrusione nei sistemi informatici del Garante, Ghioni spiega: «L’evento, che è sempre stato segnalato da Tavaroli era in relazione a una specie di accordo che, secondo Tavaroli, Sasinini e Bernardini (gli ultimi due rispettivamente ex giornalista e investigatore privato a loro volta sotto inchiesta) era stato fatto tra l’Authority e Fastweb per far ricevere una multa a Telecom Italia.



