Telecom contrattacca in Argentina: Sostiene TI: non puo' essere il governo a giudciare ma l'antitrust, ma dato che questo non ha aperto il caso, la decisione spetta alla suprema corte di giustizia che deve decidere se sia vero o no che la presenza di Telefonica in Telco ha ripercussioni sul mercato argentino
Telecom:
los italianos acusan al Gobierno.
"Lo
que hizo el Poder Ejecutivo es una parodia y no cumple con el último
fallo judicial (que disponía la remoción de Moreno del caso Telecom
entre otros aspectos)", explica Massimiliano Paolucci, portavoz de
Telecom Italia. "No se puede designar como autoridad de aplicación a la
Secretaría de Programación Económica -dirigida por Feletti-. El Poder
Judicial estableció que el Tribunal de Defensa de la Competencia es el
único organismo que puede garantizar la objetividad e imparcialidad en
la materia", agrega.
Como ese tribunal nunca se formó, Telecom Italia entiende que la Corte
Suprema de Justicia es la única habilitada a dar el próximo paso. "Que
designe una cámara para determinar sobre la cuestión de fondo, que es si
Telefónica ejerce influencia sobre Telecom Italia y consecuentemente en
Telecom Argentina", puntualiza.
Reuters: rinviata la decisione su commissariamento
(Reuters) - Il gip di Roma Aldo Morgigni ha rinviato di 48 ore la decisione sulla richiesta di interdizione di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, società di Telecom Italia , e la contestuale nomina di un commissario giudiziale, avanzata dalla procura nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio
MF: "Nelle piu' ampie critiche alla 231" ? Di solito viene detto che e' una norma inefficace..
Il dibattito sul commissario per Fastweb e Sparkle si inserisce
nell'ambito più ampio delle critiche alla Legge 231. La richiesta della
procura si basa proprio su questa legge, che prevede sanzioni per le
aziende che non predispongano misure idonee a evitare danni all'intero
assetto societario.
MF: Il delisting non e' una priorita'; non al momento. ma se fosse delistata, potrebbero sterilizzre il valore a bilancio rispetto ad iniziative giudiziarie che, rischiando di essere mediaticamente di impatto, potrebbero spingere al ribasso il titolo costringendo Swisscom ad una costosa svalutazione.
«Il delisting di Fastweb non è una priorità al momento». Josef Hubert,
portavoce di Swisscom, ha spiegato ieri che «la situazione attuale è
molto delicata e vogliamo vedere come evolverà» rifilando poi un
laconico «no comment» sulla possibilità che si proceda a un'opa
residuale sulle azioni della società una volta che si chiariranno le
conseguenze legate alle vicende giudiziarie. Piazza Affari, ormai
abituata a decifrare anche il significato che sta dietro alle parole
ufficiali, al posto di leggere una smentita, ha interpretato le
dichiarazioni di Swisscom come una mezza conferma di quanto anticipato
da MF-Milano Finanza e ha spinto al rialzo il titolo del gruppo,
scommettendo anche sul rinvio della decisione sul commissariamento.
MF: Il GIP ci va giu' durissimo. ma bisogna osservare che non esiste alcuna sanzione o censura a Scaglia da parte delle autorita' di vigilanza per gli eventi di quel periodo.
La cessione a Swisscom del pacchetto di maggioranza di Fastweb, proprio
all'indomani delle prime indiscrezioni di stampa sull'inchiesta della
Procura di Roma (23 gennaio 2007), per il giudice rafforzerebbe i «gravi
indizi di colpevolezza a carico dell'indagato». L'accordo raggiunto da
Scaglia con la compagnia elvetica, che viene definita «un'operazione
sospetta per modalità e tempi di realizzazione», dimostrerebbe a detta
del gip «una pervicace e continua attività simulatoria» da parte dell'ex
presidente di Fastweb, «volta a eludere le conseguenze delle proprie
azioni, scaricando le responsabilità sui manager da lui dipendenti».
Questo anche alla luce del fatto che il 16 gennaio 2007, poche settimane
prima dell'ufficializzazione dell'accordo con gli svizzeri ma
contestualmente alla sua discesa dal 25% al 18,5% nel capitale di
Fastweb, Scaglia comunicava al mercato la volontà di «mantenere stabile»
la sua presenza nel capitale della società
Premessa: non so cosa sperare circa il commissariamento. Da una parte mi viene istintivo, anche per vicinanza all'ambiente e per la ocnoscenza delle persone, che non venga commissariata. Dall'altra ho in mente l'operato del Commissario Bondi in Parmalat e non si puo' dire che non abbia fatto un gran bene all'azienda.
Sole 24 ore in antitesi con il Giornale (vedi sopra)
[il commissariamento è]una misura che viene di regola applicata per
salvaguardare
l'occupazione e lo svolgimento di un servizio di pubblica utilità,
quando, come in questo caso, l'interruzione dell'attività metterebbe a
grave rischio l'una e l'altro, date le dimensioni e l'importanza
economica delle società.
Il Giornale in antitesi con il Sole 24 Ore (vedi sopra)
L’amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi,
si è detto fermamente contrario all’ipotesi di commissariamento perché
metterebbe in ginocchio una società sana e con 3.500 dipendenti.
Il Giornale:
Secondo l’accusa, sia Fastweb che Telecom Italia Sparkle, sono colluse
con chi è stato coinvolto nell’inchiesta. Se però le aziende sapranno
dimostrare la propria estraneità il giudice non procederà con la nomina
di un commissario.
Sole 24 Ore: Misure durissime per Scaglia: non poteva incontrare il suo avvocato !
Scaglia, indagato per associazione per delinquere transnazionale
pluriaggravata e per dichiarazione infedele mediante l'uso di fatture o
altri documenti per operazioni inesistenti, è stato raggiunto anche
dalla misura di divieto di contatto con il difensore, che incontrerà
oggi per la prima volta dopo l'arresto
Corriere della Sera: Scaglia ribdisce la sua estraneità
«Scaglia - ha detto il suo legale, l’avvocato Pier Maria Corso - ha spiegato di non aver mai visto né conosciuto Mokbel. Lui non ha mai visto né conosciuto tutti questi soggetti venuti fuori a vario titolo in questa vicenda, a partire da Di Girolamo». Per quanto riguarda l’imprenditore Carlo Focarelli, figura chiave nell’inchiesta della Procura di Roma sul riciclaggio, per Scaglia, ha proseguito l’avvocato, «si trattava di un consulente esterno che ha avuto rapporti con qualche dirigente non di alto livello, ma non con Scaglia direttamente».
I legali dell'ex ad di Fastweb hanno poi chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare come ha annunciato lo stesso avvocato Pier Maria Corso al termine dell'interrogatorio. «In subordine - ha spiegato il legale - chiederemo gli arresti domiciliari».
L'ipotesi di reato per Scaglia è quella di associazione per delinquere pluriaggravata finalizzata al riciclaggio transnazionale, al falso in atti pubblici e all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'ex ad di Fastweb si trova in carcere da giovedì notte, quando al suo rientro dal Sudamerica si è consegnato alla Guardia di Finanza.