La SIAE ha comprato una pagina sul giornale per porre 10 domande ed un invito, come riporta Marco Pierani; provo a dare un punto di vista, (grazie per i solleciti)
Le 10 domande della SIAE ! « L'angolo di Pierani.
1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?
chi lo dice ?
2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?
due domande in una. Alla prima: chi non lo critica ? (pero' pls define "furto", ovvero, pls, prima definire gli usi ammissibili digitali. esempio: come si fa
a prestare un ebook ?)
3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?
chi lo dice ?
4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?
di nuovo, due domande in una. ma comunque, chi lo dice ? mi pare che tutti (anche alla presentazione del "famigerato" libro bianco, abbiano detto chiaramente che occorre assicurare la remunerazione della proprietà intellettuale. peccato che non c'era nessuno della SIAE)
5. Perché il diritto all’equo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?
forse perche' i secondi non sono stabiliti per via regolamentare ed imposti a tutti a presceindere dell'uso effettivo ? e comunque non è una tassa ma una Levy.
6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?
chiedere ad Alitalia, alle Telco, ai call center, ai manufatturieri, ecc. se il passaggio ad internet è stato finora più una opportunità che un pericolo. (a parte che dipende da come lo si interpreta. c'e' chi si è messo a fare videogiochi e campa benissimo. c'e' chi fa banche dati e sta bene...)
7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?
già, buona domanda. a tutela di quali interessi ? (*)
8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che l’ha “rubata” te la mette a disposizione?
la libertà di prendere un oggetto e farne una copia privata, di fruirlo quando vuole e sul dispositivo di sua scelta, di regalarlo o prestarlo a terzi, la libertà di fruirlo in compagnia in privato (da definire cosa significhi "in privato", online), la libertà di commentarlo, criticarlo, farne una parodia, ecc.
la libertà di sapere chi è il titolare dei diritti (per ottenerne una licenza per farne lavori derivati, ad esempio), ecc. ecc.
non c'e' solo la libertà di prendere senza pagare, quella non e' libertà.
Una libertà che secondo me non ci dovrebbe essere per i fornitori è quella di imporre ai clienti un solo strumento di pagamento, o di imporre loro i dispositivi, tempi e modi di fruizione, o di imporre loro di non poterlo prestare o regalare, o di fruirlo in privato con chi desiderano, ecc. ecc.
perche' il messaggio che riuscite a fare passare è che invece tutte queste libertà dei consumatori non contino. L'unica libertà che hanno è di pagare e usare nel modo piu' ristretto possibile il bene digitale, restringendo le libertà che oggi ci sono. (vedi
post sul "commissario pirata" e il primo commento)
9. Perché nessuno dice che l’industria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società “over the top” al massimo qualche decina? E perché chi accusa l’industria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
anche qui due domande in una. la prima contiene una affermazione palesemente falsa. quelle che direttamente se ne occupano in italia sono 150.000 secondo lo studio di Boston Consulting. Poi' c'e' tutto l'indotto ...
alla seconda domanda, vedi risposta alla domanda precedente. pare strano che i clienti non amino finanziare chi vuole usare la tecnologia pre restringere i loro diritti, anzichè assicurarli ? (**)
10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere “ figli di un Dio minore”?
giustissimo. Altrettanto, perchè secondo voi i clienti non hanno il diritto di difendere i diritti acquisiti nel mondo fisico nella loro trasposizione nel digitale ed essere considerati solamente agrumi da spremere in forza di un monopolio legalmente istutito (che quindi non è un "level playing field", per costruzione) ed essere figli di nessun Dio ?
L’invito
Auspichiamo che il regolamento AGCOM in quella che sarà la sua definitiva formulazione possa essere realmente efficace.
Non vogliamo sottrarci al dibattito e al confronto ma è necessario che le soluzioni vengano individuate, e al più presto.
L'auspicio è comune. Anche per i diritti degli utenti.
E condivido che vadano individuate al piu' presto. Quale è la vostra proposta ? La mia (e di altri)
è qui; ci abbiamo lavorato pro bono per anni.
Non vi piace ? (anche se non l'avete mai esaminata, in realtà. Quale defizione di entità, quale protocollo, quale regola, quale principio non va bene ?)
Fate la vostra proposta. Partiamo da un semplice caso d'uso: il diritto a prestare un bene digitale. Vediamo le norme, regolamenti e meccanismi tecnologici che tirate fuori.
Fatemi prestare un ebook.
O volete che questo diritto non esista più ? basta dirlo.
(*) a beneficio dei lettori, ricordo che 5 mesi fa le federazioni degli editori musicali e degli autori dicevano
"La SIAE smantellata eticamente ed economicamente da chi la gestisce"
(**) un invito: date un bel segnale introducendo un insieme di principi dal titolo "Il trasponimento dei diritti acquisiti dei consumatori dal fisico al digitale" e si implementino questi di pari passo agli altri sacrosanti diritti.