... E’ infatti necessario aver ben chiaro che l’imposizione di cui stiamo parlando è un indennizzo che non ha nulla a che fare con la pirateria ed i danni da questa derivanti.
Il “compenso” infatti non è previsto per il download illegale o per la duplicazione abusiva ... ma è previsto per la c.d. copia privata, ovvero la facoltà legalmente riconosciuta a chi legittimamente possiede un esemplare dell’opera di duplicarla per la propria esclusiva fruizione personale e senza alcun fine commerciale.
...Se compro un DVD, perchè dovrei pagare di nuovo per vederlo sul mio
portatile in montagna trasferendolo sull’hard disk? Del pari, se compro
un CD, non ho dubbi sul fatto di poterlo trasferire sull’iPod o sul P.C.
Eppure dobbiamo pagare anche per quello.
...Se il balzello fosse legato al file sharing, la previsione di un equo
compenso pagato dall’intera collettività potrebbe esser diversamente
valutato, e magari con qualche aggiustamento a favore degli autori e la
contestuale rinuncia all’insensata battaglia contro la condivisione in
rete potrebbe esser una buona via di mediazione tra utenti e titolari.
Ma il meccanismo di indennizzo oggi è legato alla legittima copia privata, che più che un’eccezione al copyright o una libera utilizzazione, è una modalità necessaria ed inevitabile nella fruizione dei contenuti digitali. Se ho pagato per poter fruire di quel contenuto, perchè dovrei pagare di nuovo, ed anzi costringer tutti a pagare, se lo uso su diversi dispositivi?
L’attuale sistema a tutela del diritto d’autore è davvero insostenibile con il nostro tempo.
Da un lato la copia privata viene astrattamente consentita come libera utilizzazione o eccezione, ma dall’altro la stessa legge non solo autorizza e tutela i dispositivi atti ad impedirla ...ma prevedendo un compenso che di fatto è inesigibile dal singolo, crea una tassa generalizzata.
Il tutto per consentire quella che oggi, nel mondo digitale, è una usuale modalità di fruizione, priva di danno per i produttori.
Quale mancato sfruttamento dovrei indennizare in relazione alla o alle copie private che inevitabilmente eseguo utilizando più dispositivi?
Nessuno si è mai sognato, neppure in epoca pre-digitale, di comprare tanti supporti quanti sono gli apparecchi di riproduzione che possiede.
Mica che una volta se avevo due giradischi mi compravo due vinili. Dov’è la perdita per i produttori se, comprato legittimamente un esemplare dell’opera, lo sento (a fini personali e senza fini commerciali) su più dispositivi creando copie private?
"puro vangelo"
Kit Carson
