Facciamo un esperimento mentale.
Immaginiamo che per qualche ragione si arrivi ad una situazione in cui esiste un solo ed unico proprietario di sale cinematografiche in italia.
E' lui, il proprietario dei cinema, che può mettere il veto all'uscita di un prodotto nelle sale e che dice quanto possono costare i biglietti e che puo' decidere, inaudita altera parte, di promuovere il prodotto di questo o quel produttore (*) e che magari si mette anche a contrattualizzare gli studios per acquisire i diritti esclusivi di distribuzione eliminando la possibilità di vendita su altri mezzi (DVD, TV,..).
(*) magari estero, tanto non è soggetto alle norme che obbligano il sostegno all'industria culturale nostrana)
Questa situazione piacerebbe all'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche e Audiovisive ?
Nei prossimi (pochi) anni ci saranno piu' tablet che PC o TV e, a meno che la regolamentazione non intervenga, ci saranno uno o due (tre se va bene) piattaforme globali che avranno (hanno) i poteri di cui sopra.
E, per inciso, quegli oggetti proietteranno anche sul grande schermo che oggi chiamiamo "TV" [e che domani sarà l'home cinema]: come se una scimitarrata tagliasse in due la TV e ne riservasse per loro un pezzo (l'unico interessante all'Anica, a bene vedere, il resto sarà calcio e produzione a basso costo).
Allora qualcuno dei soci Anica dirà "mettiamo un negozio alternativo su quella piattaforma per vendere i film" e scopriremo che per farlo occorre violare le misure tecniche di protezione del dispositivo piattaforma, con un procedimento complesso e che, per inciso, è anche reato.
Non è forse il caso di abbracciare una prospettiva diversa ? perchè spingere le persone a produrre ed usare sistemi per occultarsi, non è una buona idea, quando hai a disposizione strumenti più efficaci per tutelare gli interessi economici.
L'erba del vicino: "inibito l'accesso" a 104 siti web in India (aka, come faremmo con il traffico di droga ?) - a Quinta 's weblog : un Blog di Stefano Quintarelli.
facciamo il seguente esperimento mentale:
immaginiamo che la droga possa essere acquistata pagandola solamente in via elettronica. Non esistono i contanti.
ci sono due opzioni per combattere il dilagare del traffico di stupefacenti:
- filtrare il traffico sulle strade che portano ai giardinetti dove ci sono gli spacciatori che, POS alla mano, incassano i pagamenti della droga che vendono o
- bloccare l'esecuzione dei pagamenti sui POS (non esiste il contante.)
la 1.-, che porta anche a ispezionare il passeggino delle mamme che portano i bimbi al parco o la 2.- che toglie il fiato e le motivazioni ai cattivi ?
o ci immaginiamo che kim dotcom [megaupload/megavideo ndr] avrebbe fatto i pagamenti in contanti ? mettendo cash in buste spedite per posta ???
perchè invece di filtrare il traffico sulle reti (che sai dove inizia come possibilità d'uso, non sai dove finisce) non facciamo una leggina che, da' poteri all'agcom di disporre la sospensione dei pagamenti sulle reti del sistema bancario ? [che sono 4 o 5, altamente monitorate e controllate e controllabili ndr]
...perchè non ci vorrebbe tanto a fare una simile leggina..
e oltre a questo enforcement "economico", perche' non iniziare a reclamare il diritto per gli operatori delle industri culturali di poter vendere i propri contenuti senza passare dal Negozio Unico ?
perchè ciò significa affermare il diritto che da ogni piattaforma sia possibile acquistare il contenuto da ogni negozio originatore (a ben vedere quello che i telefonici chiamano "roaming")
e infine, un ultimo aspetto:
siamo proprio convinti che favorire la creazione di un monopolio di piattaforma sia nell'interesse dell'industria culturale italiana ?
perchè se così non fosse (e non è), sarebbe bene stabilire che certi meccanismi che stimolano il lockin degli utenti su una piattaforma e certi meccanismi che generano effetti rete, dovrebbero essere vietati.
es: se io posso prestare il contenuto al mio amico se e solo se lui ha la stessa piattaforma, il mio amico sara' incentivato ad adottare la stessa piattaforma mia e come lui, tutti gli altri, con un effetto esponenziale.
come si evita ciò ? stabilendo il diritto per gli utenti di potersi prestare il contenuto a prescindere dalla piattaforma, che implica che le piattaforme devono essere interoperabili.
tecnicamente è possibile, basti pensare al digitale terrestre: il contenuto si compra e si fruisce da qualunque piattaforma, indipendentemente dal costruttore.
interoperabilità e roaming sono diritti dei venditori e dei clienti che si oppongono alle strategie di effetto rete e lockin
senza questi diritti, in un quadro di enforcement, si favoriscono le piattaforme multinazionali a scapito dell'industria locale.
"vieni qui da me, ti vendo io il contenuto, mi lasci solo una fetta", poi ti accorgi che sei dipendente dal Negozio Unico, e che lui decide che quella scena non va online, che lo puoi vendere solo al prezzo x o al prezzo y, che in cima allo scaffale mette il prodotto del suo amico, che i dati personali di fruizione stanno su server non soggetti al nostro garante della privacy e le tasse sono pagate in luoghi a fiscalità agevolata...
reclamare l'enforcement senza garantire contemporaneamente anche gli altri diritti di cui sopra, rinforza le piattaforme globali, a scapito dell'industria nazionale.
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p.s. abbiamo parlato di una cosa simile in un barcamp oggi qui al Sole: Google offre la possibilità di aumentare la visibilità in Google Plus degli autori degli articoli, con effetti benefici sul ranking del motore di ricerca (che vuol dire, nell'immediato, portare più visite al sito del giornale)
non è stato necessario spiegare... i colleghi hanno capito benissimo che dietro la prospettiva di modesta monetizzazione incrementale oggi c'è la intermediazione del business editoriale di domani e che c'e' forte valore nella testata, ovvero nella gestione del rapporto con il lettore/cliente.
