Scrive il Corriere di oggi: "Il partito chiude le porte ma non ai social network"
Peculiare.. i singoli esponenti politici sono più avanti dell'organismo "partito" e stabiliscono con la loro constituency online, con il "popolo DALLA rete" una relazione diretta e trasparente.
Internet ha dissolto le strutture dettate dal partito.
Ciò avviene proprio quando questa stessa constituency dAlla rete (già ora 15 associazioni ), ha aperto l'iniziativa "vogliamotrasparenza".
Chissà cosa ne pensano i politici che ieri trasparentemente twittavano ciò che accadeva nelle stanze chiuse...
Vedremo se sapranno ascoltare e renderanno trasparente anche il dibattito sulle nomine RAi, Privacy e Comunicazioni.
IMHO gli converrebbe. Perchè l'anno prossimo ci sono le elezioni e sarebbe un pessimo segnale mettere in piazza i propri panni, ma non quando si parla di spartire posti...
Direzione del Partito democratico a porte chiuse, quella di ieri, come sempre. Peccato che quasi tutti i componenti di quell'organismo abbiano una certa confidenza con Twitter. Ragion per cui, parola per parola, hanno reso pubblica la riunione del Pd. Si faceva quasi fatica a seguirli: chi aggiornava la situazione ogni due minuti, chi non riusciva a passare nemmeno trenta secondi senza dare una notizia di quel che stava accadendo a largo del Nazareno. Nel frattempo, sui social network impazzava il dibattito.
...Gentile ma inflessibile, l'ufficio stampa del partito ubbidiva agli «ordini» dati: fuori i cronisti, che scrivono malignità e cattiverie. Situazione surreale. I sacerdoti della sacralità della politica, per lasciare in vita il mito, mantenevano l'inviolabilità delle segrete stanze. I parlamentari con telefonini, computer e iPad dimostravano che ormai alla politica piace apparire. Anzi, per essere precisi, non sa più fare a meno di specchiarsi sugli schermi televisivi e di riflettersi nella Rete
...Gentile ma inflessibile, l'ufficio stampa del partito ubbidiva agli «ordini» dati: fuori i cronisti, che scrivono malignità e cattiverie. Situazione surreale. I sacerdoti della sacralità della politica, per lasciare in vita il mito, mantenevano l'inviolabilità delle segrete stanze. I parlamentari con telefonini, computer e iPad dimostravano che ormai alla politica piace apparire. Anzi, per essere precisi, non sa più fare a meno di specchiarsi sugli schermi televisivi e di riflettersi nella Rete
Peculiare.. i singoli esponenti politici sono più avanti dell'organismo "partito" e stabiliscono con la loro constituency online, con il "popolo DALLA rete" una relazione diretta e trasparente.
Internet ha dissolto le strutture dettate dal partito.
Ciò avviene proprio quando questa stessa constituency dAlla rete (già ora 15 associazioni ), ha aperto l'iniziativa "vogliamotrasparenza".
Chissà cosa ne pensano i politici che ieri trasparentemente twittavano ciò che accadeva nelle stanze chiuse...
Vedremo se sapranno ascoltare e renderanno trasparente anche il dibattito sulle nomine RAi, Privacy e Comunicazioni.
IMHO gli converrebbe. Perchè l'anno prossimo ci sono le elezioni e sarebbe un pessimo segnale mettere in piazza i propri panni, ma non quando si parla di spartire posti...
