Adesso, dopo ISOC (abbastanza letteralmente il "padrone" dei protocolli Internet) e dopo il congresso USA, anche il Commissario Kroes esprime contrarietà.
...e c'è da scommettere che lei sappia bene da che parti l'idea è nata... Non una grande idea, cvd. (ed ogni spinta genera una reazione (almeno) uguale e contraria..)
Che un operatore metta ordine nei suoi rapporti di peering è normale, anzi doveroso, dal punto di vista della buona gestione e previsto fin dai primi accordi (qui c'e' un po' di archeologia dei peering italiani).
Da questo, a _imporre_ che gli *stati* favoriscano peering con QoS con l'idea che la rete originante paghi, è un triplo salto carpiato concettuale, una idea che a qualcuno può apparire affascinante (guardandola da lontano) ma una volta riflettuto sui dettagli, non ha grande senso.
Io continuo a pensare che sia giusto che si possano fare degli accordi di peering con QoS (le regole non lo vietano! ma non devono imporlo, se il mercato non lo vuole!) ma in questo caso la cosa determinante è la determinazione di classi (*) e la certificazione degli scambi.
(*) a differenza della voce, che è fatta da pacchetti da 64kbs G711, come fossero tutti mattoncini belli quantizzati, il traffico IP è come un flusso di sabbia...
