LUNEDÌ, 09 GIUGNO 2008- Pagina 21 – Economia – La lettera

"La cessione degli immobili non è stata fatta nell´interesse dell´azienda"

FRANCO LOMBARDI*

Egregio direttore, desideriamo rispondere puntualmente alla lettera aperta del dott. Tronchetti sulle osservazioni fatte alle considerazioni da Giovanni Pons su «Affari in piazza» di Repubblica del 6 giugno scorso.

  1. L´internazionale: occorre ricordare che durante la gestione Tronchetti sono state vendute le partecipazioni in Spagna, Austria, Grecia (quest´ultima rivenduta poco tempo dopo ad Orascom a quasi il doppio del valore), India (Barti Telecom che oggi vale tutta circa 50 miliardi di dollari).
  2. L´indebitamento: la fusione Telecom Italia-Tim e la relativa acquisizione della quota di minoranza di Tim hanno ulteriormente appesantito l´indebitamento del gruppo (per circa 12 miliardi di euro). Questo e´ stato un grandissimo errore perche´ senza aver concordato con l´autority la possibilità di offrire una offerta convergente fisso-mobile la fusione non ha portato nessun risultato positivo, anzi! Tra l´altro facciamo notare che la fusione in termini di costi legati a advisor, studi legali, consulenze bancarie e quant´altro ha comportato l´erogazione di importi con i quali oggi potremo pagare gli stipendi per due anni a quei 5.000 esuberi annunciati dal management di Telecom Italia.
  3. La rete: e´ vero la rete di Telecom Italia nel 2004 era all´avanguardia in Europa, ma solo per merito dei manager e degli investimenti operati alla fine degli anni ottanta e novanta (vedi ad esempio gli investimenti del piano Europa).
  4. Vendita degli immobili: il dott. Tronchetti non ricorda che durante la sua gestione e´ stata completata un´operazione già iniziata nell´era Colannino, molto discutibile dal punto di vista dell´interesse della società Telecom. Infatti, a fronte di ricavi di poco più di 4 miliardi di euro provenienti dalla vendita degli immobili – che in parte erano e possono essere considerati beni strumentali – a società collegate al gruppo Pirelli Real Estate, oggi Telecom paga una rata annua di circa 400 milioni di euro che genera ai nuovi proprietari un rendimento (più del 9%) al di sopra dei valori di mercato. Non ci sembra quest´operazione frutto di un business plan positivo per l´azienda.
  5. Buonuscite scandalose: è vero gli emolumenti del dott. Tronchetti sono stati in linea con quelli del settore, peccato non lo siano stati i risultati. Basti osservare negli anni il confronto con i maggiori player mondiali delle tlc. Per quanto riguarda la scelta degli uomini fatta durante la sua gestione bisogna ricordargli che ai suoi consulenti, prima di inserirli in una grande azienda come top manager, occorreva insegnargli meglio la storia di Telecom Italia.
  6. Intercettazioni telefoniche: sul danno di immagine derivato all´azienda e sulle consulenze elargite dai dirigenti che dipendevano dal vertice esecutivo alle società investigative lasciamo ogni commento al dott. Tronchetti e aspettiamo fiduciosi l´esito delle indagini della magistratura.

Ci sembra in conclusione che con gli elementi sopra esposti si contribuisca ad una migliore trasparenza su "Fatti, errori e i si dice" della gestione Telecom.

*Presidente ASATI (piccoli azionisti di Telecom Italia)