Premessa

chi mi segue sa che ho scritto su questione demografica, problema giovanile, produttività e rapporto con l'innovazione tecnologica, in epoca non sospetta, certamente molto prima che diventasse di moda…, tra cui:

e molti ricorderanno l'elenco di "nomine over 60" che mantenevo sul lato sinistro dell'homepage di questo blog.

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  1. Wally
    5 novembre 2012 @ 15:38

    Tanto perchè mi balza all’occhio ;) Donne: 10 su 40 nel primo gruppo, 3 su 26 nel secondo
    Se le elimini (si fa presto dato il numero :) ), ottieni: <50=3%; <45=0% ; <40=0% (media=63, mediana=63,5)
    Insomma, sembra che tra le altre le donne abbiano il dono di ringiovanire i palazzi!
    La verità, Stefano, è che pur non mettendo in dubbio le capacità professionali di nessuno e sposando pienamente la tua tesi che l'età angrafica non è indice di migliore o minore capacità o energia positiva o capacità di guardare al futuro, è sempre stramaledettamente vero che non c'e' diversità nella composizione e questo impoverisce la capacità di ognuno di avvalersi delle differenze, imparare da esse e confrontarvisi per costruire un futuro … variegato, che può espandersi. E non è una mera questione di quote rosa, così come non è una mera questione di rottamazione. E' semplicemente un dato di fatto.

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  2. Stefano Quintarelli
    5 novembre 2012 @ 15:57

    già

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  3. Enzo Mazza
    5 novembre 2012 @ 17:59

    scrivevi però anche tu
    “Congratulazioni ad Agostino Ragosa; la sua grande esperienza nel consolidamento di infrastrutture distribuite vastamente sul territorio sara’ preziosa nel far funzionare meglio la macchina dello stato!”
    Classe 1950…

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  4. Stefano Quintarelli
    5 novembre 2012 @ 21:38

    certo, credo che quella sia una cosa sulla quale ha esperienza.
    io non dico che non ci siano persone degne e con competenze, non e' un fatto puntuale ma di sistema. trocvo che sarebbe opportuno avere dei giovani in piu' in N di quelle nomine..

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  5. Stefano Bagnara
    9 novembre 2012 @ 09:29

    Quando arrivi ad un punto in cui parecchie persone preferirebbero sorteggiare casualmente tra tutti gli italiani i membri del parlamento significa che la qualità (o la percezione di essa) degli attuali membri è inferiore (in termini di intelligenza/onestà/capacità, dipende dai valori di chi valuta) alla media nazionale. La selezione non ha funzionato.
    Purtroppo il problema in questo caso non è l’età o il sesso. Probabilmente però è vero che forzando una distribuzione/eterogeneità maggiore si ridurrebbe la creazione di gruppi con caratteristiche comuni negative in grado di sopprimere/controllare le rimanenti minoranze.

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  6. Stefano Bagnara
    9 novembre 2012 @ 09:30

    I giovani resistono meglio alle malattie prevalentemente perchè generano nuovi tessuti più velocemente e quindi il degrado dei vecchi tessuti o malattie che riescono a colpire solamente tessuti danneggiati non intaccano la salute del “giovane”. Questo però vorrebbe dire che la soluzione non è mettere più giovani, ma ricambiare molto più frequentemente i membri.
    Quindi se immaginassimo una selezione che premia i giovani e allo stesso tempo impedisce loro di avere come obbiettivo quello di campare su quelle poltrone tutta la vita, allora anche solo per questioni statistiche, potremmo essere più fortunati.

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  7. Galatea
    12 novembre 2012 @ 08:36

    Bisogna anche tenere conto di un fattore molto importante in Italia, cioè la cooptazione, che è solo interna alla classe dirigente, in pratica: viene nominato in posti di rilievo o chi è già conosciuto dagli uomini di potere (e quindi questo favorisce chi ha una certa età, perché per farsi conoscere nei “circoli giusti” ci vuole tempo) o chi ne fa parte per “diritto di nascita” (figli, nipoti, amici di famiglia, protetti). In questo caso, può anche essere più giovane, ma tendenzialmente avrà una mentalità poco innovativa, perché cresciuto all’interno del sistema e quindi non in grado, come avviene in altri paesi, di proporre soluzioni davvero alternative perché frutto di modi di pensare differenti, nati da esperienze diverse.
    Insomma, non è solo un problema di ricambio generazionale, ma anche della qualità dei “giovani” che riescono ad arrivare nei posti di potere. Siamo un sistema chiuso da decenni e ne stiamo pagando il conto. Quasi quasi su questo ci scrivo un piccolo post anche io.

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  8. Stefano Quintarelli
    12 novembre 2012 @ 09:08

    +1

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