E' interessante rileggere ad anni di distanza la "cronaca di Internet" fatta da Colombo. Temi e paure di allora continuano ad esserci. E anche i luoghi comuni.
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Sulla rete che puo' essere snaturata dalle società telefoniche:
«Ma - attenzione - non c'è alcuna garanzia che il cyberspazio, Internet, Usenet, continueranno come sono. Aumenta di giorno in giorno la vendita di prodotti, e la pubblicazione di "pagine" commerciali che gli uteriti possono solo passivamente ricevere. Ti dicono che la risposta è nella larghezza della banda di trasmissione. Per questo ogni strada d'America, isolato dopo isolato, è aperta da scavi. Stanno piazzando le fibre ottiche che consentiranno di moltiplicare quasi infinitamente il bandwidth, la larghezza della banda di trasmissione-ricezione. Le compagnie telefoniche tengono d'occhio l'espandersi di questa tecnologia. Stanno pensando al videotelefono. II vasto consenso dell'opinione pubblica coinvolge i governi.
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Dove costruire la rete in fibra ?:
«La fibra ottica passerà dovunque o solo nelle zone ricche e remunerative del mondo? E della nuova gigantesca quantità di strade percorribili, quante saranno in uscita (a disposizione delle compagnie telefoniche e dei grandi centri che trasmettono) e quante in entrata, a disposizione del pubblico? I consumatori avranno lo stesso spazio e lo stesso diritto dei produttori?».
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Nel 2000 almeno nuovi 25mila posti di lavoro... sottostimato di qualche ordine di grandezza...:
Segue improvvisa, a partire dal 1990, la grande euforia del business on line. La nuova frontiera elettronica che si sta sviluppando nel cyberspazio.
«Tutto questo, cito da "Newsday" 9 luglio 1995, significa che sta cominciando a funzionare un potente motore che produce lavoro. Si calcola che vi saranno non meno di 25 mila posti di lavoro "high-tech" entro cinque anni, a cui seguiranno almeno altri 20 mila posti di lavoro nelle mini-imprese di sostegno della nuova miniera elettronica.»
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Divide la società tra chi ha accesso e chi non ha accesso; temi politici:
Chi legge queste storie e le tante altre - anche più imprevedibili e fantasiose - che si possono trarre dall'esperienza dei nuovi lavori, si rende conto che il computer favorisce l'indipendenza e la nascita quasi istantanea di nuovi mestieri. Socialmente e psicologicamente non sappiamo se creerà frattura o continuità e che tipo di continuità nel lavoro, le cui trasformazioni sono sempre state relativamente lente, prima d'ora, rispetto alla durata della vita umana.
L'immagine che viene in mente è quella di un mondo diviso fra coloro che hanno e coloro che non hanno accesso al computer e alla sua cultura. Se i governi non provvedono in tempo, cambiando le scuole, interi Paesi saranno divisi in due classi sociali. Se non vi saranno adeguati progetti internazionali, il mondo potrebbe essere popolato da due sole razze, quelli che vivono, imparano, lavorano «dentro» il computer. E quelli che vivono fuori. Infine, ti dicono gli esperti di questo nuovo campo di cui ci troviamo appena ai margini, che, come tutte le utopie, anche quella del mondo cambiato dal computer è composta in parte di promesse reali, in parte di sogni, in parte di pericoli.
Per esempio resta la domanda legittima: se questo è il software del mondo (dal giornalismo alla finanza, dai viaggi ai giochi, e una infinita varietà di servizi) qual è il futuro dello hardware del mondo ovvero del lavoro fisico, della produzione, nel mondo dell'economia reale? Come si vede, sono domande politiche.
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Non crediate che i colossi non presidino...:
«Come un cavallo di Troia, le conseguenze di questo regalo (essere digitali) saranno una grande sorpresa. Interi nuovi contenuti emergeranno dall'essere digitali, entreranno in campo sempre nuovi giocatori, saranno disponibili nuovi modelli economici, nascerà una serie sconfinata di nuove piccole imprese di informazione e di divertimento.»
Nella Rete non c'è un eldorado di affari per coloro che saranno ingegnosi abbastanza da sfruttare la nuova occasione come si sfruttavano le terre vergini, le miniere.
I centri nevralgici di quegli affari sono già nelle mani dei giganti ed è pura illusione (o pura mistificazione) descrivere la Rete come l'ideale mercato e «la stretta di mano elettronica» come una nuova frontiera.
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E' una macchina che produce solitudine...:
l'aspetto meno studiato eppure unico: questa macchina, a differenza di ogni altra macchina, intercetta la mente e la vita interiore e crea qualche forma di rapporto con il Sé che non era mai stato tipico di alcuna tecnologia. E una tecnologia che invita all'abbandono e all'isolamento. La natura della macchina è dunque una natura ipnotica e solitaria.
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TCPA, Clipper chip, la preoccupazione (giusta) del controllo:
La disputa fra compagnie produttrici di computers e governo americano è la questione del codice criptografico che potrebbe essere inserito a protezione totale della privacy di un computer. Il governo americano rifiuta di condividere col pubblico (e con gli stranieri) la criptografia. E un'arma militare, che serve per comunicare con modelli espressivi impenetrabili. D'altra parte i governi (quello americano per primo) vogliono avere in mano il cosiddetto Clipper Chip che consente di sorvegliare, dentro i computers - eventuali attività illegali, dal crimine organizzato alla pornografia alla droga al traffico illegale di capitali. Un simile chip, prodotto secondo tecnologia militare segreta, sarebbe inserito in ogni computer rendendolo «visibile» alle agenzie governative autorizzate.
Le proteste dell'opinione pubblica, negli Usa, hanno indotto il governo federale a ideare un Clipper Chip II, che permetterebbe a un governo di penetrare un computer, solo con il permesso di un giudice.
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Partiti politici in crisi:
E' evidente che in un mondo riordinato in questo modo, i grandi e complessi problemi ricadono soprattutto nell'area privata e il governo è soltanto garanzia di leggi polizia, giustizia e rappresentanza.
II disegno sembra essere quello di una disattivazione dei partiti, di una disaffezione generale verso i problemi, le soluzioni, i poteri del settore pubblico. E un continuo aggregarsi e disaggregarsi di «istituzioni leggere» che nascono facilmente e si sciolgono facilmente, come l'aggregarsi dei frequentatori on line nelle chat rooms del computer.
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La rete e' di destra (che noia questa mania italiano di classificare ogni cosa di destra o di snistra):
Difficile dire, a giudicare dai materiali, dai documenti, dagli interventi, se la nuova destra ha organizzato un convegno di esperti di cyberspazio o se gli esperti di cyberspazio hanno messo in chiaro la loro affinità con la nuova destra.
I partecipanti non hanno dimenticato che Gingrich, il leader più conservatore che finora abbia sollevato passione e seguito in America, ha incluso nei suoi impegni elettorali la promessa di dare un computer ad ogni bambino americano. Più che una trovata elettorale, l'idea è apparsa una tipica utopia libertaria. Ma il senso politico è chiaro. Il computer può essere dato solo a chi usa il computer. I tagli durissimi, proposti e imposti dallo stesso schieramento politico al sistema della formazione scolastica di base e specialmente alla scuola pubblica, sembrano una contraddizione. Ma è una contraddizione apparente. La frontiera ha bisogno dei più forti. I più forti hanno il computer e lo sanno usare. L'ideologia libertaria che prevale nella Rete (è stato confermato in quasi tutti gli interventi di Aspen) appare soddisfatta di questa forma di autoconferma.










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