OCCHIO AI VINCOLI CHE IMBRIGLIANO GLI SCAMBI ONLINE
« There's no such thing as a free beer » , tutto si paga, anche su internet. La rete, che tanto ha contribuito alla globalizzazione, secondo alcune correnti di opinione è essa stessa da delimitare, in modo da porre dei confini al libero commercio di beni immateriali. Una linea di pensiero che ricorda da vicino il protezionismo, seppur digitale.
Ma vediamo i vincoli già presenti.
Innanzitutto, appunto, tutto si paga. Google non è gratis: lo paghiamo sia con la nostra predisposizione a riceverne la pubblicità sia con i nostri dati personali che gli consentono di fornire pubblicità più mirata agli utenti ma anche importanti informazioni statistiche agli inserzionisti.
E inoltre. Pagamento dell'accesso ( forfettario o a traffico): in realtà anche Google ci costa del danaro. Ci costa una quota parte del nostro canone di accesso a internet. Il nostro abbonamento ci serve infatti per poter accedere a Google, al trading online, al portale eccetera. Perché pagheremmo questo canone, se non per usare questi servizi? Quando telefoniamo, paghiamo un canone fisso e degli scatti variabili in funzione della quantità del nostro utilizzo del telefono. Analogamente è possibile abbonarsi a internet pagando un fisso più una parte variabile legata al consumo o, grazie alle offerte di alcuni operatori, pagare un importo forfettario.
Pagamento per erogare: così come ogni azienda o privato paga per pubblicare il proprio web, anche Google paga per erogare i suoi servizi su internet.
Pagamento per rivendere accesso: alcuni internet provider, liberamente, possono decidere di scambiarsi reciprocamente traffico a titolo non oneroso, se ne traggono mutuo vantaggio ( ad esempio, in Gran Bretagna, Bt con AT& T). Altri provider minori, per poter accedere alla rete, pagano all'ingrosso a Bt o AT& T, e a loro volta vendono l'accesso ai proprio clienti finali.
Se è vero che nulla su internet è gratis, fino a oggi, però, in nessun caso, né per le telefonate, né per internet, il pagamento dipende dal contenuto della comunicazione, sia essa telefonata o servizio web.
Internet, inoltre, è una piazza del mercato globale che funziona perché consente a domanda e offerta di incontrarsi. Ciò permette di investire realizzando servizi che, sfruttando la neutralità della rete e competendo su scala mondiale, possano contribuire al saldo della bilancia commerciale. Ce lo dimostrano alcuni servizi online che sono rapidamente diventati molto lucrativi e talvolta hanno sconvolto i modelli di business tradizionali. Esiste poi il protezionismo digitale: la competizione globale non è cosa semplice. Oggi, anche nelle telecomunicazioni la tendenza di alcuni operatori " preinternet", è di tutelarsi introducendo barriere per difendere il proprio mercato e/ o beneficiare dei servizi realizzati da altri. Una sorta di dazi telematici del ventunesimo secolo.










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