È uscito il nuovo contratto di servizio Rai (in via di approvazione): per la prima volta parla di Internet con un impegno preciso da parte del servizio televisivo pubblico. E lo fa in un modo che piace ai guru del web italiano: tra gli altri, Stefano Quintarelli e Layla Pavone.
Connessi connessiLa Rai infatti va in modo dichiarato verso i principi di neutralità di Internet e interoperatibilità dell'IP Tv. L'idea sostenuta è che i contenuti Rai devono essere disponibili a tutti gli utenti Internet italiani, a prescindere dall'operatore usato. È un principio che va contro i set top box chiusi dell'IP Tv attuale e vuole ribadire il ruolo indipendente della Rai come editore, non sottoposto ai vincoli e a i palinsesti mediati dagli operatori Adsl.
Ecco i punti salienti del nuovo contratto. Primo: "la Rai s'impegna a rendere disponibili sul portale Rai.IT tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale, avendo cura di rendere disponibile i contenuti trasmessi dalla televisione e dalla radio non appena termina la trasmissione di tali contenuti".
Rai, seguendo un percorso inaugurato in Europa dalla Bbc inglese, ribadisce così che il rapporto con gli utenti deve essere diretto; non ci devono essere solo contenuti Rai ceduti a operatori che ha poi contatti con i clienti. "Qualunque utente di qualunque operatore DEVE poter accedere ai contenuti della Rai erogati dal portale Rai.IT", è l'interpretazione di Quintarelli. Rai negozierà "l'acquisizione dei diritti per la diffusione sul web di tutti i contenuti trasmessi nell'ambito dell'offerta radiotelevisiva" e inoltre si impegna a "offrire una produzione di contenuti specifica per il portale Rai.IT".
Secondo punto importante: Rai si apre al Web 2.0. "S'impegna a offrire all'utenza, nell'ambito della licenza nome come Creative Commons, la possibilità di scaricare via Internet tutti i contenuti radio-televisivi prodotti dalla Rai mediante proventi dei canoni di abbonamento". In più, permetterà di pubblicare contenuti autoprodotti dall'utente e favorirà spazi di comunicazione e discussione.
Terzo punto importante: Rai s'impegna a "sviluppare interfacce tecnologiche per la diffusione dei contenuti del portale Rai.IT su tutti i principali nuovi dispositivi di fruizione audiovisiva disponibili sul mercato, incluso cellulari, pda, lettori audio portatili, lettori video portatili, set-top-box IPTV e console da videogiochi collegati ad Internet".
Servono set top box aperti e interoperabili per permettere a tutti gli utenti di accedere, via IP Tv, ai contenuti Rai a prescindere dall'operatore usato e dai suoi palinsesti.
Entro metà gennaio il contratto di servizio passerà al vaglio della Commissione di Vigilanza. Già si avvertono forti pressioni per cambiare il testo. Ne parla anche Altroconsumo, che applaude al nuovo contratto: "le resistenze e le pressioni per cambiarne il testo, o comunque, per evitare di darne una concreta applicazione saranno certamente forti, se si pensa per esempio che oggi molti di questi stessi contenuti, lungi dall'essere fruibili gratuitamente online, vengono messi in vendita dalla stessa Tv di Stato su Dvd, su altri siti Internet, o entrano a fare parte dei pacchetti della Tv satellitare chiedendo di fatto al consumatore di pagare prezzi anche elevati per opere che ha già contribuito a finanziare attraverso il canone".










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