Piange il telefono
Da giovedì Skype non funziona
Tra guasti e teorie cospirative milioni di utenti sono bloccati
Timothy Legrand è uno dei 220 milioni di utenti che da giovedì non riescono a collegarsi a Skype, il popolare programma che consente di comunicare gratuitamente in tutto il mondo fra computer, via messaggi e telefonate (peraltro criptate). Scrive: “La mia fidanzata sta a 12 mila miglia di distanza: chiamate l’Ispettore Gadget per sistemare la cosa più in fretta possibile!”. Una ragazza italiana ha lo stesso problema: “Che brutto… Da ieri non posso sentire e vedere il mio amore che si trova in Afghanistan! Vi prego fate presto, Skype è troppo importante…
E buon lavoro, siamo con voi!”. Molti utenti all’inizio avevano pensato (e ancora pensano, evidentemente non soddisfatti dalle spiegazioni tecniche date in queste ore) a un attacco informatico o a un collasso dei server, ma stando alle precisazioni dell’omonima (e al momento molto imbarazzata) società con sede in Lussemburgo, Skype Limited, che dal 2005 è di proprietà di eBay, il guasto è stato causato da un “errore interno al programma”. Uno degli ultimi aggiornamenti sulla situazione in Italia risale a ieri, venerdì 17 agosto, data su cui perfino i tecnici di Skype hanno trovato il tempo di ironizzare. Si legge dunque sul blog ufficiale: “Questa mattina alle 10,30 ora italiana, la situazione migliora solo un ‘pochino’ ma non è ancora tutto a posto, anzi. I nostri tecnici continuano a lavorare incessantemente per permettere all’Europa di svegliarsi meno groggy (instabile, ndr) di ieri. Ne approfitto per dirvi che non si tratta di un attacco di hackers o di un virus. Si tratta ‘semplicemente’ di un problema di trasferimento di dati tra i software installati sui nostri client ed i server di Skype. Non toccate le vostre macchine e non impazziteci dietro… Il problema è nostro non vostro”. Armati di frustrazione e teorie cospirative, gli utenti di Skype nelle ultime 24 ore hanno riversato in rete un misto di rabbia, perplessità e speranza, e mostrato quanto il software inventato da Niklas Zennström e Janus Friis nel 2003 “stia diventando – come si legge nei commenti sul blog ufficiale italiano – un mezzo così utile e sentito come essenziale”.
La contrazione del globo
Skype è quello che Hannah Arendt ancora oggi chiamerebbe uno strumento di “contrazione del globo”, in grado di rendere virtualmente nulla la distanza fra due persone che vivono a migliaia di chilometri l’una dall’altra. Trovarsi isolati, dopo anni di abitudine al quotidiano scambio intersoggettivo via computer, sortisce l’effetto di un blackout. Scrive Phill Wolff sul suo Skypejournal. com: “Dipendiamo da Skype come da email, elettricità o acqua”. Il punto è questo: non si tratta solo di chiacchierate fra adolescenti che vivono nella loro cameretta, come ha detto una volta Carmelo Bene, “una multisolitudine da crociera di massa virtuale”. Skype è diventato anche uno strumento di lavoro, utilizzato da giornalisti, piccoli imprenditori e chi fa compravendita attraverso eBay. Finora Skype, agli occhi dell’utente comune, è sempre stato un programma comodo e facile da usare, ma in queste ore sono venute fuori, soprattutto, le sue pecche.
Interessante l’analisi dell’informatico e imprenditore Stefano Quintarelli, che sul suo sito scrive: “Skype ha un grave difetto: non vuole interoperare… Vuoi parlare con uno che ha Skype? Devi prendere Skype anche tu. Sei libero di usarlo o non usarlo, ma se non lo usi, perdi il beneficio di parlare con i suoi utenti. Come se per parlare con un utente Telecom Italia dovessi essere abbonato anche tu a Telecom Italia. Molto bello per Telecom ma non per gli utenti”. Il problema di Skype, prosegue Quintarelli, è che non ama la concorrenza, anzi la teme. “E in un sistema la mancanza di concorrenza è una debolezza, come dimostra il disservizio di ieri (giovedì, ndr.). In Italia c’è una norma che dice: ‘Vuoi usare i numeri telefonici italiani? Allora devi interoperare’, che mi sembra una cosa molto saggia a tutela degli utenti e del mercato. Skype dice: ‘Devo interoperare per avere i numeri? Piuttosto non prendo i numeri’”.
Ultima prova. Alle 18 di ieri avviamo Skype. Ancora non funziona. Cerchiamo un aggiornamento e lo troviamo. Scrive uno dei tecnici, Mr Pin: “Siamo sulla strada del recupero totale. Dico totale perché in alcune zone (meno sfigate di altre), Skype si va stabilizzando. Ci stiamo ancora lavorando di brutto e il processo di stabilizzazione definitivo potrebbe durare anche un altro giorno”.
David Allegranti










Commenti