A volte il mercato non basta
DI STEFANO QUINTARELLI
Nell'epoca della convergenza delle reti di
comunicazione, diviene incerta la remunerabilità della rete fissa e dei
suoi potenziamenti, necessari però allo sviluppo economico del Paese.
L'attuale
struttura del mercato e la dinamica della domanda possono essere
incompatibili con le esigenze di lungo periodo di un Paese moderno: un
problema politico il cui percorso ha come prima tappa la separazione
della rete fissa dalle altre attività dell'ex monopolista.
Luigi
Einaudi, nelle "Lezioni di politica sociale", introduceva l'idea
dell'insufficienza del mercato, come... «strumento adatto per
indirizzare la produzione... alla domanda degli uomini. Questi fanno
quella domanda che possono, con i mezzi, con i denari che hanno
disponibili. Se avessero altri e maggiori mezzi, farebbero un'altra
domanda: degli stessi beni in quantità maggiore o di altri beni di
diversa qualità. Sul mercato si soddisfano domande, non bisogni».
Assecondare
la domanda del mercato è l'unico comportamento razionale di una azienda
privata. Quest'ottica di breve periodo potrebbe però privarci di una
infrastruttura, quale la rete in fibra ottica fino a casa, vettore di
sviluppo per i decenni a venire; un'opera che per essere realizzata
richiede decenni e investimenti ingenti che, come detto, non paiono
remunerabili dalla domanda soddisfatta perlopiù dal semplice uso
telefonico.
Il modello competitivo che ha caratterizzato l'apertura
del mercato della telefonia, basato sulla concorrenza tra
infrastrutture, non è più compatibile con l'ammodernamento
dell'infrastruttura di rete.
Il problema è squisitamente politico.
Il rischio è che Paesi a maggior dirigismo tecnologico attuino delle
scelte che consentano loro di aumentare ulteriormente il divario di
competitività con il nostro Paese.
Come ha ricordato il Commissario
europeo Viviane Reding, il 50% della crescita del Pil europeo proviene
dalle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni; una rete di
telecomunicazioni non è un semplice prodotto, ma un abilitatore di
crescita economica.
La separazione funzionale della rete fissa,
nella direzione avviata dall'Autorità delle comunicazioni, appare
quindi opportuna, non solo per una garanzia del mercato a breve
termine, ma anche in un'ottica strategica per il Paese.
Eli Noam,
direttore dell'Istituto per la Tele-informazione della Columbia
University, ha scritto di recente: «È venuto il momento di iniziare una
nuova discussione circa il ruolo dello Stato nella nuova generazione di
comunicazioni elettroniche». Speriamo che questa discussione inizi
anche in Italia.










Commenti