Data l'attualità del tema WiMax abbiamo intervistato Stefano Quintarelli per conoscere qual è la situazione delle reti in Italia.
Stefano Quintarelli, informatico, lavora da sempre nel ramo delle telecomunicazioni, da studente (alla Statale di Milano) ha fondato MI.NE.R.S, la prima associazione telematica studentesca italiana, fondatore di I.Net (primo Internet Service Provider commerciale in Italia), promotore e fondatore di diversi altri progetti e associazioni, presidente dal 2005 al 2007 dell'Associazione Italian Internet Providers.
- Partiamo dalla base: perchè è nato il WiMax? Quali opportunità offre in più rispetto ad altre tecnologie di rete come l'ADSL, il Wi-Fi, la fibra ottica... ?
- Dunque, in Italia ci sono meno di 300.000 case collegate in fibra ottica, il 3% del mercato, ha cominciato a metterla Fastweb nel 2000-2001 ma ha smesso subito. Certo, se tu chiami il call-center magari ti dicono "appena arriverà la collegheremo in fibra ottica", ma non si sa quando arriverà, dato che non ne aggiungono più...
La copertura dell'ADSL nel giro di un paio d'anni tenderà ad essere pressochè totale, già oggi ci sono circa 10.400 centrali Telecom, delle quali circa 6600 sono collegate fra loro in fibra ottica, le altre in rame. Perchè il problema non è tanto quale tecnologia usare, il problema è la quantita di bit, di dati che devi far passare. Il rame non riesce a portare più di tanto, quindi il vero problema dell'ADSL non è attrezzare le centrali, ma portare la fibra ottica alle centrali che ancora non ce l'hanno, perchè poi mettere un armadio ADSL costa veramente poco.
Il Wi-Fi è una tecnologia di accesso che ha un limite di decine di metri, non è collegamento punto-punto, non è banda licenziata quindi chiunque può trasmettere.
E poi c'è il fatto che il protocollo di accesso alla rete funziona come quando si è in compagnia: tutti stanno lì e ascoltano, quando c'è un momento di silenzio uno parla. Se per caso due si mettono a parlare contemporaneamente uno dei due smette e comincia l'altro. Il problema è che per funzionare bene è necessario che tutti sentano tutto. Su un cavo ad esempio è facile perchè tutti sentono tutto, mentre nell'etere no, perchè magari io parlo con quella ragazza, lei mi sente, ma anche quel signore laggiù parla con quella ragazza, io non lo sento ma lei sente entrambi, quindi lei non capisce più niente. Questo è il problema del Wi-Fi, le prestazioni diminuiscono esponenzialmente all'aumentare del numero di nodi, di persone connesse, per l'effetto che i nodi non si sentono fra loro, e quindi la ragazza deve fare l'arbitro, deve dire "adesso parli tu, poi parli tu" e si ha un crollo delle performance.
Il GSM funziona invece in slot di tempi, un meccanismo diverso, un negoziatore dice al primo utente "adesso tu parli qui, qui, qui" e all'altro "tu parli qui, qui, qui", la cella ha una capacità massima e non è condivisa best-effort, c'è un meccanismo di gestione del problema di comunicazione multipla che il Wi-Fi non ha.
Ed eccoci al WiMax: il WiMax ha potenze maggiori, ha un meccanismo di gestione delle comunicazioni, l'OFDMA, basato sulle frequenze. Però siamo di nuovo lì, le celle hanno bisogno di banda, è vero che la portata è ampia, grossomodo come quella della televisione, quindi con qualche centinaio di tralicci copri l'Italia...
- Si parla di un raggio di 50 kilometri...
- Beh, raggio di 50 km è come dire che tu prendi un Jumbo, un 747, ci fai sopra la piscina e vai a New York: cosa fattibilissima, perchè non si può fare? Peccato che non lo fa nessuno, non perchè sia tecnicamente impossibile, ma perchè non ha senso. Lo stesso vale per il WiMax, per i 50 km se sei in mezzo al deserto del Nevada è perfetto, appena cominci ad avere un po' di terreno collinoso, già ti voglio vedere, comunque più o meno è come la copertura della televisione.
Il problema è che dove arriva il cavo in rame, o meglio dove arriva la fibra alle centrali, è molto più conveniente il rame, quindi quello che resta per il WiMax è un uso residuale.
Sarebbe diverso se ci fosse la possibilità di fare "handover" fra celle, passare da una cella all'altra mantenendo la connessione, e quindi poter fare servizi in mobilità, però questa previsione in Italia non è garantita: il regolamento d'asta delle frequenze richiama una decisione dell'autorità delle comunicazioni che dice che potranno essere introdotti dei limiti alle modalità di funzionamento.
- Quindi quelli che hanno comprato le frequenze, non sanno cos'hanno comprato?
- Diciamo che potrebbero cambiarglielo, e c'è chi ha speso milioni ..
- L'asta è stata la più alta d'Europa per ricavi, come mai si è arrivati a questo punto?
- Irrazionalità, secondo me non ha molto senso... tra l'altro le performance non sono sempre uguali, più lontano vai, meno banda hai, alla fine arrivi ad avere dei costi che sono simili a quelli dell'ADSL per avere se ti va bene un decimo delle performance. Dal punto di vista della realizzazione sono scettico, molto molto scettico. Stiamo parlando poi di frequenze a 3,5 Ghz, il segnale non penetra nei muri, passa ostacoli opachi dielettrici di 10 cm ovvero passa dalle finestre. Sui 2,5 Ghz aveva più senso, 15 centimetri, le pareti con i forati le passa. Dicono "ma quando poi faranno la gara per i 2,5 Ghz allora magari li daranno a chi ha le licenze per i 3,5 Ghz, perchè ha già le antenne, etc.", ma non è per nulla assicurato, anche perchè il 2,5 Ghz, il cosiddetto Wi-Max Mobile, non è ancora stato standardizzato, poi verrà standardizzato per carità, però bisognerà che il ministero della Difesa rilasci le frequenze, coma ha già dovuto fare per queste. Insomma, è tutto da vedere.
- Si dice che AriaDSL avendo fatto incetta di frequenze potrebbe avere vantaggi dalla copertura nazionale, quali potrebbero essere?
- Mah, non ne vedo praticamente nessuno. Al limite potrebbe fare una offerta all'ingrosso. Certo che uno ha speso tanti soldi per pigliare queste frequenze, nel mercato al dettaglio si troverà la concorrenza di tutti quelli che fanno Hiperlan, che è uno standard sui 5,4 Ghz, che richiede sì visibilità ottica, sono collegamenti punto punto, ma non c'è l'assegnazione delle frequenze, non sono frequenze protette e quindi chiunque le può usare, ed essendo direzionali il rischio di interferenze è abbastanza basso, e quelli non hanno i costi delle licenze.
Per cui, togli il mercato dove c'è l'ADSL, togli il mercato del Wi-Fi, togli il mercato dell'Hiperlan, il mercato residuo per il Wi-MAx secondo me difficilmente sarà sufficiente a pagare i costi; poi certo, magari l'autorità lascerà fare il Wimax Mobile, magari Samsung farà i terminali WiMax Mobile subito, e il mondo sarà molto diverso. Ecco, l'unica cosa che può decretare il successo del WiMax è nel caso in cui venga messo di default in tutti i portatili, ovvero Intel abbia la forza sufficiente per imporre a tutti i produttori di portatili l'inclusione del suo chip WiMax; non è un caso che uno dei più grossi finanziatori delle gare WiMax nel mondo sia Intel Capital: Intel sta cercando di creare degli operatori in giro per il mondo in modo da creare un bacino per poter vendere questo chip. Alla fine se ce l'hai, se c'è campo, lo usi, ti colleghi, paghi e via. Se invece devi procurartelo non lo fai, tanto non lo usi mai.
Vedremo come andrà, anche perchè fra l'altro non è che sono solo tre gli operatori. Si dice spesso che gli operatori di telefonia "hanno preso le frequenze dell'UMTS": è sbagliato, non sono frequenze "dell'UMTS", come queste non sono frequenze "del WiMax", la frequenza è indipendente dallo standard che usi. E infatti la famiglia del WiMax, la 802.16, è stata ricompresa all'interno anche dell'iniseme di standard di cui alla gara del cosiddetto UMTS, quindi di fatto tutti i quattro operatori UMTS possono già usare il WiMax come standard di trasmissione sulle loro frequenze, che tra l'altro sono frequenze molto migliori, 800 - 1800 Mhz, sono più basse e passano i muri, inoltre hanno già i tralicci e tutto il resto, quindi alla fine se il WiMax dovesse mai funzionare, cosa su cui sono molto scettico, comunque saranno sette gli operatori a poterlo fornire, e con sette operatori quelli che hanno più soldi vincono.
- E ovviamente hanno più soldi quelli che sono da più tempo nel mondo delle comuicazioni e non hanno speso milioni per queste frequenze, no?
- Sì, fra l'altro possono fare offerte sinergiche, possono fare pacchetti per cui quando sei sotto copertura usi il WiMax, quando non sei sotto copertura usi l'HSUPA (estensione dell'UMTS ndr). E poi arriverà il LTE, Long Term Evolution, che è l'evoluzione dell'UMTS, 170 Mb per cella; anche lì chiaramente ci sono problemi di portare la fibra a tutte le celle, ma ad esempio dicono che entro il 2010 dovremmo avere una coperture dell'85% del territorio in HSUPA. Certo, magari questi collegamenti costeranno di più, ma è tutto da vedere, H3G oggi ha offerte da 5 giga al mese a 19 euro, ce ne hanno da pedalare quelli del WiMax. In definitiva secondo me hanno fatto una sciocchezza ad acquistare quelle licenze, io non le avrei comprate.
- Però i "propagandisti" del WiMax fanno l'esempio di altri paesi in cui il WiMax funziona, è utilizzato, si sentono nominare gli USA, la Germania...
Se tu vai nel Montana non riesci a fare una telefonata col cellulare, in tutto il Montana non c'è copertura cellulare, quindi... la situazione non è per nulla confrontabile, là ti fai tre settimane di pianura, le potenze potrebbero essere dieci volte superiori ai limiti di irraggiamento europei, non c'è termine di confronto. In Italia la situazione è questa.
- Passiamo a parlare di Telecom: recente è la notizia della separazione interna che l'azienda sta cercando di fare, o è stata costretta a fare, fra la rete e gli altri servizi...
- Beh, per adesso è solo una demarcazione più netta della divisione interna, divisione che c'era già
- Niente di nuovo?
Niente di sostanziale, di nuovo sì, prima le cose erano accorpate, ora sono più definite, però non è che risolve la questione. Il problema sta da un'altra parte: ogni azienda ha un livello di debito ottimale, è giusto che si indebiti per una certa quantità di danaro, che dipende dalla capacità di generare cassa, perchè se tu puoi generare dieci di cassa ti puoi indebitare, diciamo, per venti. E questo perchè? Perchè è stupido prendere troppi soldi dove poi hai un interesse attivo molto basso, per cui è sempre giusto avere del debito e il debito è proporzionato alla copertura che ti può dare la cassa. Se tu hai delle previsioni che venderai il prodotto A, il prodotto B e il prodotto C, e che ti generano 5, 5 e 5 di cassa, tu dici "mi indebito per 30". Poi succede che il prodotto C non lo vendi e che il prodotto A + B invece di generare 10 ti genera 8, tu speravi di guadagnare 15 e invece ottieni 8; e allora ti trovi in difficoltà, devi cominciare a vendere cose, quando non hai più niente devi vendere il salotto, devi cominciar a tagliare sui dipendenti, sui lavoratori, sugli operai, sul personale, insomma una situazione un po' brutta.
Questa è grossomodo, largamente approssimata per renderla più comprensibile, la situazione generale di tutti gli operatori di telecomunicazione in Europa, tutti hanno dei livelli di indebitamento che non sono facilmente sostenibili. Certo, alcuni invece che vendere 15 vendono 8, però ad esempio vendono 8 anche in altri paesi, e quindi integrano. Chi non ha altri paesi è oggettivamente in difficoltà; British Telecom fa il 40% dei ricavi vendendo informatica e tecnologia informatica, Deutsche Telekom fa una buona fetta di ricavi vendendo telefonia mobile negli Stati Uniti, Telefonica è presente in una dozzina di paesi al di fuori della Spagna, France Telecom ha altre attività fuori dalla Francia.
In Italia non c'è nulla, c'è solo un po' di Tim Brasile e Germania, però è robetta, parliamo di 2 miliardi all'anno su un fatturato di 30. Per cui alla fine bisognerà vendere il divano, e l'ultimo divano che resta da vendere a Telecom è la rete. Per inciso oltre a fare del bene a sé stessa, perchè riesce a portare il livello di indebitamento a una situazione "normale", usando le parole di Bernabè, c'è anche il fatto che una vendita del genere cambia la struttura del mercato, che diventa più competitivo, più piatto, più uniforme per la concorrenza.
La cosa avrà tutta una serie di effetti positivi, il problema è che per arrivare da qui a la ci sono delle condizioni: ad esempio ci sono dei patti fra gli azionisti per cui non si può vendere la rete, "se si vende la rete io esco", e quindi uno deve potere avere il coraggio e potersi permettere di dire "vuoi uscire? esci".
Un altro ostacolo è che una parte del famoso debito è legato al fatto che non si possono vendere gli asset, se c'è una vendita degli asset, quindi ad esempio della rete, quel debito va rinegoziato. Oggi telecom ha tutti i debiti a tasso fisso, se rinegozia gli diventano a tasso variabile e, con le prospettive future che ci sono, per una cosa del genere uno deve pensarci quattro volte.
Quindi ci sono una setrie di ostacoli.
- Però alla fine ci si arriverà? A chi potrebbe essere venduta la rete?
- Sì, io credo che alla fine ci si arriverà. Una cosa che potrebbe accadere è che alle attuali quotazioni del titolo a qualcuno venga in mente di fare come Gordon Gekko / Michael Douglas in "Wall Street": Gekko era uno che comprava le aziende, le faceva a pezzi e vendeva separatamente i pezzettini, perchè di solito la somma delle parti vale più dell'intero, riesci sempre a fare affari, c'è chi è disposto a pagartele di più perchè a loro conviene e così via.
Al livello attuale di quotazione del titolo non mi stupirebbe se ci fosse qualcuno che pensa di fare la scalata a Telecom con l'obiettivo di farla a pezzi. Soprattutto c'è anche il fatto che adesso per due mesi non abbiamo il Governo, ci sono le elezioni, per cui è un momento buono per fare un eventuale scalata. Speriamo che non accada, altrimenti la fanno davvero a pezzettini.
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