Telecom lancia la formula Alice Day per attirare
gli italiani nella Rete. I concorrenti rispondono con nuove soluzioni. Per chi ha linea fissa oppure no
Diventa infuocata la battaglia tra gli operatori per la conquista di una clientela a metà tra due mondi: la crescente folla di persone indecise tra la rete fissa e quella mobile. Soprattutto di questi tempi, sono sempre di più coloro che vorrebbero eliminare i costi fissi, o almeno ridurli al minimo, per telefonare e navigare su Internet: per chi voleva tagliarli fino a poco tempo fa la scelta più ovvia era fare tutto con la rete di un operatore mobile. E infatti le famiglie senza apparecchio fisso, che solo due anni fa erano il 16 per cento, sono oggi una su quattro. La novità è che gli operatori fissi hanno messo in campo offerte per contrastare questa emorragia di utenti. Rivolte, appunto, a chi vuole ridurre i costi mensili. Da questa battaglia nascono quindi occasioni per i consumatori.
Telecom sta facendo da apripista: del resto, è l'operatore più colpito dalla fuga dei clienti. E sta ottenendo i primi risultati: è vero che dal 2008 a oggi ha perso 2 milioni di clienti su linea fissa, ma nel 2009 ha arrestato l'emorragia, come si legge nel rapporto di bilancio di metà anno (uscito a fine luglio). Nel secondo trimestre è stata abbandonata da 351 mila clienti, contro i 659 mila dello stesso periodo del 2009. Una delle ultime mosse è Alice Day, formula lanciata qualche giorno fa. È la prima Adsl giornaliera in Italia: l'utente paga un costo fisso molto basso (3 euro al mese) e 2 euro per ogni giorno in cui si connette almeno una volta. Quando non usa l'Adsl, quindi, non paga il costo aggiuntivo. È un'offerta rivolta, dichiaratamente, agli utenti banda larga "occasionali" (come li definisce Telecom). Quelli cioè che non vogliono navigare ogni giorno. Alice Day è l'ultimo capitolo di una strategia che Telecom sta portando avanti dal 2002, da quando ha lanciato il marchio Alice: lo scopo, faticoso, è avvicinare i recalcitranti utenti italiani alla banda larga. All'inizio l'azienda ha cercato di blandirli con le Adsl a consumo (senza canone), rispetto alle quali Alice Day è un grosso passo avanti (costavano 2 euro l'ora). Sempre con l'idea che per vendere la banda larga agli italiani bisogna ridurre al minimo il costo fisso d'ingresso. Così, grazie a questa trovata, l'Italia è stata il solo Paese in occidente ad avere Adsl a consumo.
Telecom si è poi accorta che circa il 50 per cento degli italiani non avrebbe mai potuto acquistare un'Adsl semplicemente perché non aveva il pc a casa. Si è messa quindi a vendere computer, anche economici, nello stesso pacchetto con l'offerta banda larga. La strategia non è riuscita benissimo, se è vero che l'Italia è ancora agli ultimi posti in Europa per diffusione della banda larga (ne dispone il 31 per cento della popolazione, contro la media europea del 49 per cento).
Di qui il lancio di Alice Day, per intercettare esigenze insoddisfatte dalle precedenti offerte. A dire il vero, finora i commenti degli osservatori più attenti sono stati piuttosto caustici. Stefano Quintarelli, guru del Web italiano, scrive sul suo blog che quest'offerta non porterà nuovi clienti banda larga, ma più probabilmente convertirà a una formula giornaliera quelli che ora pagano un canone flat-rate. Gli esperti non sono favorevoli alle Adsl a consumo. Ritengono che solo quelle flat-rate possano educare gli italiani a un uso evoluto e intenso di Internet. Soprattutto perché le Adsl a consumo, compresa Alice Day, sono circa dieci volte più lente di quelle flat di fascia bassa. E quindi inadatte a un uso completo del Web (per i video, per esempio).
Alla prova dei fatti, Alice Day può essere interessante solo per chi naviga meno di 8 giorni al mese (e vuole farlo, in quei giorni, senza limiti orari). Se accetta un tetto alle ore di connessione, invece, gli può convenire la rete mobile, abbinando al piano di telefonia cellulare offerte ad hoc di banda larga in mobilità. Adesso queste partono da 9 euro al mese (per 30 ore, con 3 Italia) e hanno due vantaggi rispetto ad Alice Day: sono più veloci (ma più lente delle Adsl normali) e non è necessario avere in casa una linea fissa (che, con Telecom, comporta un canone mensile di 16 euro).
Ma anche per quest'ultima esigenza - evitare il canone della linea base - gli operatori fissi hanno la risposta pronta verso i gestori cellulari. Telecom Italia ha in catalogo Alice Casa, la sua prima offerta Adsl (di recente scontata) per chi non ha una linea fissa o la vuole togliere. Offerta strategica, tanto che è la sola citata nell'ultimo rapporto di bilancio Telecom. E che ha un successo crescente: a giugno aveva 351 mila abbonati, circa il triplo di dicembre. Con Alice Casa, Telecom accetta l'idea che una fetta consistente di persone non ne vuole sapere di pagare il suo canone di linea base. Su questo fronte, la concorrenza è abbastanza agguerrita, tanto che tutti i principali operatori fissi hanno offerte del genere. La maggior parte include nel canone, oltre al numero di telefono, chiamate senza limiti e l'Adsl (flat-rate o a consumo). Solo Tele2 e Vodafone hanno anche offerte senza canone Telecom né Adsl, che quindi includono solo le telefonate. Un canone da pagare comunque c'è. Per chi lo vuole evitare, c'è la solita alternativa: fare tutto con il cellulare. Conviene però solo a chi fa meno di 20 euro al mese di chiamate mobili da casa. Altrimenti, conti alla mano, è meglio pagare un canone tutto compreso. Sulla vecchia linea fissa.










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