sabato 26 gennaio 2008 – articolo su "L’Adige"

La Immobil Uno sborsa quasi 10 milioni. Nell’affare anche altri  quattro soci

di FRANCESCO TERRERI TRENTO – Immobil Uno Srl, società immobiliare
guidata da Enrico Zobele, ha acquistato in Trentino e Alto Adige otto
sedi di centrali e strutture tecniche di Telecom Italia. 
L’operazione, conclusa a fine ottobre scorso a Milano, ha comportato un
esborso complessivo di 9 milioni 789 mila euro. Gli immobili erano di
proprietà di Spazio Investments Nv, società di fondi immobiliari
quotata all’Alternative Market di Londra, la cui gestione fa capo a
Pirelli Real Estate Sgr del gruppo Pirelli, ex azionista di maggioranza
di Telecom. La società telefonica, oggi in mano alla cordata
italo-spagnola Telco, è in affitto in tutte le sue sedi. Con
l’acquisizione, Immobil Uno incasserà i 532 mila euro di canoni annui
che Telecom paga al proprietario delle otto sedi comprate. La Srl è
stata costituita poco più di un anno fa da Enrico Zobele e sua moglie
Ivana Trentinaglia con gli immobiliaristi Giancarlo Martini, Silvana
Bombardelli e Luciano Gatti. Ognuno dei soci ha il 20% del capitale, 
presidente è l’ex numero uno di Assindustria, Martini e Gatti sono i
consiglieri di amministrazione. Quella con Pirelli è la prima
operazione della società. Il 19 e il 26 ottobre il cda di Immobil Uno
ha dato il via libera all’acquisto degli otto immobili e al
finanziamento dell’operazione tramite un mutuo ipotecario di 8,6
milioni della Banca di Trento e Bolzano, al tasso di partenza del 5,6%
e con durata 127 mesi, cioè dieci anni e mezzo. Gli immobili
comprendono due sedi a Trento, quella di via Maccani venduta a poco
meno di 2 milioni e quella in via Soprassasso a Gardolo, che vale 802
mila euro. Per la centrale telefonica di via Maccani Telecom paga di
affitto 112 mila euro l’anno, per via Soprassasso 45 mila euro. In
Trentino è stata ceduta anche la struttura di via Marmolada a Cavalese,
la più grande delle otto con i suoi 2.400 metri quadri. Il prezzo di
vendita è stato di 2 milioni e mezzo e l’affitto che  incasserà Immobil
Uno supera i 136 mila euro. Venduta anche la sede di Riva del Garda,
1.500 metri quadri a 1 milione 438 mila euro, dove Telecom paga 73 mila
euro di canone. Le altre sedi sono più piccole: quella di Egna è stata
valutata 557 mila euro e «produce» 30 mila euro di affitto, quella di
Dobbiaco vale 847 mila euro e frutta 42 mila euro di canone, le due di
Laives, in via Noldin e in via Maso Hilber, sono costate
rispettivamente 958 mila e 724 mila euro e insieme generano poco più di
90 mila euro di canoni. Le sedi della Telecom erano passate qualche
anno fa a società finanziarie del gruppo Pirelli, quando l’una e le
altre facevano capo a Marco Tronchetti Provera, come operazione di
smobilizzo di attività per ottenere una iniezione di liquidità e quindi
alleggerire la posizione debitoria dell’ex monopolista telefonico. Con
la cessione da parte di Pirelli del controllo di Telecom a Telco,
cordata che vede insieme Assicurazioni Generali, Mediobanca, Intesa
Sanpaolo, Benetton e la spagnola Telefónica, a Tronchetti Provera è
rimasto il patrimonio immobiliare. Ma anche su di esso grava una serie
di ipoteche a garanzia del finanziamento di 530 milioni di euro,
necessario per l’acquisizione, erogato da un pool di banche che
comprende Banca di Roma, Mediocredito Centrale e Banco di Sicilia, oggi
tutte nel gruppo Unicredit, Intesa Sanpaolo e la francese Natixis.
Prima della cessione a Immobil Uno, quindi, Pirelli Real Estate ha
dovuto comunicare al pool bancario l’operazione e liberare gli otto
immobili dai vincoli, pagando circa 5 milioni e mezzo di euro.

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