C’e’ la Diafonia, occorre la NGN… o no ?

Wikipedia definisce Diafonia:

il passaggio, in maniera capacitiva o induttiva, di energia da una linea ad un’altra (più precisamente da un circuito ad un altro).

a causa della difonia, oltre un certo numero di linee DSL in un cavo multicoppia, queste si disturbano e non e’ possibile attivarne altre.
(sui giornali leggevo ripetutamente il 60% di un cavo a 100 coppie, ma e’ un dato variabile)

C’e’ la diafonia, la rete in rame non può reggere, e’ quindi necessario e urgente fare la rete in fibra.

su questa semplice considerazione si basa la pressione verso i regolatori per fare la nuova rete in fibra, per avere un regime regolamentare favorevole per remunerarla (ovvero poterla usare in monopolio) e per avere il consenso a non avere una rete interoperabile e neutrale.

Che il fenomeno esista lo dice sulla stampa generalista anche il mio amico e maestro Maurizio Decina, con cui sono pienamente d’accordo a metà.

pienamente d’accordo, perche’ in alcuni casi e’ assolutamente necessario.

a metà perche’ le condizioni al contorno possono variare e approfondire la cosa non e’ possibile sulla stampa generalista…

cerco di approfondire qui la questione.

W I DOPPINI DI RISERVA

il doppino che arriva a casa nostra che trasporta il DSL e’ inserito in un fascio di doppini che si chiama multicoppia.

in ogni multicoppia ci sono dei doppini di riserva per fare fronte a nuove attivazioni, guasti, ecc.

quanti sono i doppini di riserva dipende proprio da ogni cavo specifico; in alcuni casi possono essere il 50%, in altri casi il 30%, in altri i doppini di riserva sono esauriti ed e’ necessario aggiungere altri fili (*).

senza una analisi dell’inventario dei doppini realmente usati, non e’ possibile sapere in quali zone siamo prossimi alla crisi di riserva ed in quali abbiamo disponibilità.

supponiamo che su uno specifico 100 coppie ve ne siano 30 di riserva.

questo significa che solo 70 sono utilizzati per collegare abitazioni/uffici (facciamo finta per semplicità che siano tutte linee singole, che non esistano uffici con 4 linee)

mediamente oltre il 60% di utilizzo, dicevamo, ho problemi di diafonia, per cui posso collegare solo 60 ADSL per quelle 70 abitazioni.

60/70 = 86% delle abitazioni che sono servite da quello specifico multicoppia.

il Presidente Calabrò diceva alla Tavola rotonda di qualche giorno fa, che la penetrazione della larga banda e’ del 36%, se non ho capito male. Apparentemente, in quel cavo specifico dell’esempio, ci sarebbe spazio per fare ancora circa una volta e mezza gli abbonati che abbiamo fatto negli ultimi 4-5 anni (che erano quelli piu’ interessati..)


IL FISSO SI ABBANDONA

Secondo uno studio recente di Forrester, il 25% degli utenti europei non vogliono la linea fissa ed il 18% gia’ oggi non ha la linea fissa

Da qualche parte avevo letto che nei paesi del nord, dove gli operatori mobili virtuali ci sono da piu’ tempo e quindi la concorrenza sul mobile e’ piu’ spinta, il numero di abitazioni senza una linea fissa e’ del 36%, ma vado a mente e non ho un riferimento per la fonte, per cui tengo buono il 25% di Forrester.

la domanda quindi e’: se il 25% degli utenti disdicono la linea fissa e la soglia di diafonia e’ il 60%, quanto e’ il minimo di riserva per cui posso servire TUTTE le abitazioni senza diafonia ?

risposta: una riserva del 20%
su 100 coppie, 20 sono di riserva
100-20=80 sono le abitazioni servite
di queste 80 il 25% abbandona la linea fissa, ovvero 20.
per cui restano 60 utenti tutti con la linea fissa, tutti con DSL

il TEMPO necessario perche’ TUTTE le abitazioni si colleghino, non e’ breve,  perche’, come dimostrano i trend degli abbonamenti, chi era interessato si e’ gia’ abbonato e i nuovi abbonamenti sono (relativamente) pochi nelle aree gia’ coperte. Il ritmo di crescita complessivo e’ rallentato e nelle aree attive da piu’ tempo, ancora di piu’.

poi, teniamo presente che comunque, in questo lasso di tempo, arriveranno anche le offerte Wimax e anche quelle "libereranno" doppini.


BITSTREAM MON AMOUR

certo, a onor del vero, per i più tecnici tra noi, nei multicoppia con coppie "hdb3" non ancora bonificate (perlopiu’ piccoli centri), la soglia sara’ sotto il 60%.

mi diceva Guido che in altri paesi, come ad esempio gli stati uniti, il problema è stato risolto, o quantomeno fortemente ridotto, mediante un’ottimizzazione dei livelli iniettati sul rame, ovvero distinguendo, per ogni coppia-utente, la potenza realmente utile a garantire il servizio in funzione delle caratteristiche della specifica linea (ad esempio riducendo la potenza per le tratte brevi, aumentandola per quelle più lunghe), cosicchè all’interno del multicoppia, la somma dei livelli differenziati è inferiore alla somma dei livelli indifferenziati, riducendo così le interferenze.

Da noi la cosa è molto difficile se non impossibile nei grandi centri abitati, dove gli operatori hanno fatto unbundling. A causa dell’unbundling le singole linee di un certo multicoppia afferiscono a dslam differenti (di proprietà e gestione di ciascun operatore) per cui un’ottimizzazione, in particolare quella dinamica, è inattuabile.

Ma nei piccoli centri, dove tutti gli operatori  trovano NON vantaggioso fare unbundling ed usano le offerte all’ingrosso di Telecom, queste tecniche di miglior sfruttamento possono essere usate.

puo’ sembrare un altro argomento a favore dell’idea che la politica di concorrenza basata sull’unbundling (che sembrava la più ovvia per la competizione sulla telefonia tradizionale) ha portato a misallocazione degli investimenti e utilizzo subottimale delle risorse nel nuovo scenario dati e telefonia basata sui dati ? che in questo scenario e’ meglio il bitstream ?

FIBRA ALLA BISOGNA, Q.B.

(*) vengo alle zone con doppini di riserva esauriti.

qui ha senso trovare alternative. in alcuni casi puo’ essere conveniente il wireless, in altri la fibra. certo non il rame; se devo sostituire il rame, allora metto la fibra.

Certo, se faccio un megapiano per mettere fibra piu’ o meno dovunque posso pensare di vendere la TV via cavo.

Certo, nelle zone meno interessanti non arriverebbe mai la fibra e.. certo, si userebbero per la fibra risorse che potrebbero essere usate per portare il DSL in queste zone meno interessanti

Certo, come operatore posso chiedere regole rilassate per assicurarmi il ritorno economico.

Se io fossi l’operatore in questione, cercherei assolutamente di avere questo scenario. Mi converrebbe molto avere meno regole.

Ma e’ l’unica via ? E’ la via migliore per i consumatori ? o forse sarebbe meglio avere una maggiore copertura del DSL e agire in fibra/wireless per indirizzare le zone critiche, facendo un accurato inventario e pianificazione di quali saranno le zone critiche ?

Se crediamo che l’unica strada sia la NGN, allora il bitstream non-cost oriented, che significa maggiori costi per gli utenti, aiuterà a finanziarla.

ricorda la remunerazione degli investimenti dell’UMTS che hanno "no evidence of revenue uplift", per dirla come Ernst & Young, n’est pas ?

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6 thoughts on “C’e’ la Diafonia, occorre la NGN… o no ?”

  1. Stefano,
    ripeto quello che dicevo sul mio blog: mi stupisce questa improvvisa importanza delle NGN e della diafonia. Noto che se ne è iniziato a parlare non appena è venuta fuori la questione della net neutrality.
    Quando si dice il caso.

  2. Michele Favara Pedarsi

    Ridendo dico che sei stato troppo buono nel fare i conti. Seriamente dico che hai dimenticato che in passato nelle condutture sotterranee sono state iniettate sostanze (una schiuma e un gas, a quanto ho capito da un operaio che faceva fisicamente “questo sporco lavoro”) per limitare artificiosamente i problemi del rame… hai mai infilato cavi nei corrugati di casa? Fintanto che in un corrugato non metti sostanze per favorire lo scivolo dei cavi, sei a cavallo, ma quando per qualche problema devi mettere un lubrificante… beh… quello nel tempo può arrivare a farti perdere l’uso della canalizzazione interna al muro perchè quando devi sostituire il cavo non riesci a far passare quello nuovo (e magari a forza di tirare via quello vecchio perdi anche quello). In breve: seppure pianifichi tutta la Ngn con la meticolosità di un frate amanuense, grazie alle schifezze fatte in passato il grado di imprevedibilità rimane alto… e lo scheduling salta. Per me la soluzione è nella tua idea di One Network (regole pubbliche, fondi privati) dove l’infrastruttura wired e wireless si interseca come accade nei bronchioli tra vene e arterie (foto: http://www.benessere.com/salute/images/resp_alveoli.gif ). In quel contesto gli investimenti dovrebbero essere fatti solo per creare magliature in fibra (ie: nuovi percorsi) dove la rete in rame non è magliata. Così la capacity cresce con il costo minore per società e privati finanziatori… pensare di andare a toccare le vecchie canalizzazioni è un suicidio.
    P.s.: Prof. Fuggetta, più che della net neutrality, io direi: “appena venuta fuori la media company”

  3. Sergio Gervasini

    Uhm, a grandi numeri direi che hai ragione, ma ho la sensazione che i tuoi calcoli siano un po’ ottimistici.
    La ragione per cui dico cio’ e’ che dal momento in cui la grossa parte della rete e’ stata realizzata, l’incremento edilizio e’ stato enorme, tale da saturare in molti casi i doppini esistenti e senza che ci fossero investimenti per ampliare la rete, tanto e’ vero che in molti casi hanno dovuto attivare degli aggeggi (argh, non mi ricordo il nome) per mettere su un solo doppino 2 linee voce.
    Inoltre va considerato anche il tipo di doppino, non so se ultimamente sia cambiato tecnicamente qualcosa, ma ricordo dalle prime considerazioni sull’ADSL che la valocita’ e la distanza raggiungibili (suppongo anche la diafonia) sono fortemente dipendenti dallo spessore del doppino, e TI non e’ mai stata famosa per il diametro dei suoi doppini …
    Ciao
    Sergio

  4. Anche a me sembrano ottimistiche le cifre sulla riserva dei doppini,anche se è giusto ridimensionare l’allarme, non siamo più, fortunatamente, ai tempi de duplex, ma la situazione non è così rosea.
    E’ vero che c’è ormai nei grossi centri un calo netto dei nuovi contratti Adsl. Chi ci salverà è il netto calo demografico, non sto scherzando, la maggior parte delle cessazioni del telefono è per decesso dell’intestatario o ricovero in casa di riposo, poi sono venute in questi anni tutte le cessazioni delle seconde case per l’avvento del mobile ma in centri minori, infine la liberazione di molte copie per lo smantellamento delle cabine di telefonia pubblica che, però, nei centri maggiori è stato ampiamente surrogato dal boom dei phone center, le nuove famiglie a maggioranza immigrati non installano il telefono a casa ma usano phone center e mobile.

  5. Grazie Pierluigi.
    Ocio che la legge Urbani ha ridotto fortemente i phonecenter (me lo dice il mio amico di Western Union…) e si usano molto calling cards e cellulari.
    Questo comunque non invalida il discorso di fondo.
    Prendiamo il caso di fastweb: 224000 abbonati in fibra, tra Milano Roma e Genova (il resto e’ unbundling o wholesale). E si che la motivazione al 10Mbps e’ molto alta!
    Il messaggio critico che voglio far passare e’ che la adozione, una volta arrivata al 30-40% frena severamente, ci vuole molto tempo per espandere perche’ si deve agire su meccanismi sociali che sono lenti; nel frattempo una quota sempre maggiore si marginalizza (i disinteressati totali), arrivano tecnologie alternative di accesso per utenti cost-conscious , si liberano risorse ed una parte ci sono già libere.
    C’e’ spazio per una adozione ragionata, senza sparare col cannone alle zanzare.
    una ulteriore dimensione che non ho citata in modo esplicito e’ l’evoluzione della tecnologia sul rame, che comunque non si ferma.
    I lavori sul Dynamic Spectrum Management sul doppino vanno avanti pagati da colossi dell’elettronica e nel giro di qualche anno potrebbe essere che ne vediamo delle belle…
    http://en.wikipedia.org/wiki/Dynamic_Spectrum_Management

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