Arrivederci Presidente. (sunto dai giornali)

Il Presidente Guido Rossi si è dimesso. Arrivederci Presidente.

L’assemblea del 16 aprile sarà guidata dal più affidabile Carlo Buora. Più affidabile per Pirelli che controlla con le note scatole cinesi Telecom; Forse Guido Rossi era troppo affidabile per il mercato.

Da piccolo azionista di Telecom, avrei preferito vedere Guido Rossi. Avevo salutato con fiducia il suo arrivo.

Sui giornali di oggi, la prima cosa che segnalo, è l’intervista che mi ha fatto Vittorio Carlini, da qui il bell’articolo che segnalo qui.

Leggo su Repubblica un passaggio molto forte del Professor Rossi: (si presenterà in Assemblea ?)

«Non credo proprio che mi presenterò. Che cosa farei, in mezzo a una
lista di amministratori designati per obbedire a chi di suo ha
investito lo 0,6% del capitale, e pretende di controllare la società?
Qui vengono a galla problemi strutturali del nostro capitalismo, che ho
denunciato da decenni. … Ci si trastulla con questi inutili diversivi,
nessuno invece osa toccare le anomalie patologiche del nostro sistema:
le scatole cinesi, i patti di sindacato. Questa vicenda Telecom passa
tutta sopra la testa del mercato, ecco l´unica certezza: i piccoli
azionisti sono resi impotenti, e saranno beffati come sempre. E un
paese che soffre di una così grave mancanza di regole naturalmente è il
terreno ideale per chi vuole approfittarne, per chi pensa a portar via
più soldi che può. Invece del fare, c´è l´arraffare. Questa sembra la
Chicago degli anni Venti, sembra il capitalismo selvaggio dei Baroni
Ladri nell´America del primo Novecento. Ma almeno in America un secolo
non è passato invano. Là semmai con la Sarbanes-Oxley oggi hanno
addirittura il problema opposto, quello di un sistema iper-regolato».

E poi fa una considerazione che mi fa ripensare a ciò che ha detto Tronchetti pochi giorni fa: "Volevano farmi fare la fine della Montedison"

"Questo è un paese disperante per chi ha creduto nelle riforme. E´ un
paese dove ormai o si muove la magistratura – e lei stessa è sempre più
paralizzata dalle inefficienze – oppure non succede più niente"

Le tensioni sono molte, anche al piano di sopra. Sul Corriere della Ssera ho letto un articolo di Massimo Mucchetti sui rapporti con Mediobanca, di cui vale la pena riportare qualche passaggio:

Tronchetti ha fatto spendere a Pirelli quasi 8 miliardi e ora, vendendo all’At&t e ad América Móvil, prenderà un po’ più di 3 miliardi. L’incasso finale potrà poi arrivare a 3,8 miliardi perché statunitensi e messicani hanno offerto a Pirelli anche un’opzione di vendita per l’1,37% di Telecom direttamente posseduto in Bicocca.

… è chiaro che gli americani faranno di tutto per non perdere l’occasione di assumere il controllo di un cash flow di 12 miliardi l’anno (questa è la cassa generata da Telecom) investendo, una tantum, poco più di 7 miliardi,

E’ ragionevole supporre che, dietro gli acquisti di questi giorni, possa esserci la mano di Carlos Slim. Certo sarebbe bene se il mercato fosse informato di eventuali acquisti importanti dei due pretendenti sul mercato, non foss’altro perché la soglia del 30%, oltre la quale scatta l’obbligo di Opa, non è così lontana ed è difficile che la Consob possa credere alla favola di At&t e América Móvil che colpiscono unite ma marciano divise

L’affare Olimpia-Telecom, considerando il costo del capitale investito, si chiude in rosso per oltre 4 miliardi di euro

Sono dati che fanno male se si considerano i compensi del top management. Tra il 1999 e oggi, gli 11 massimi dirigenti hanno preso 811 milioni di euro, una parte dei quali pagata da Telecom per il doppio servizio. In vecchie lire, fanno 1.570 miliardi. La parte del leone la fanno Tronchetti (301 milioni), Giuseppe Morchio (171 milioni) e Carlo Buora (141 milioni), ma anche altri non hanno di che lamentarsi. Carlo Puri, con i suoi 88 milioni, per esempio. O Giovanni Ferrario, con i suoi 33. In questi compensi hanno un peso particolare alcune stock option, la cui dinamica ha suscitato diffuse perplessità. …

Negli Stati Uniti, Jim Sherwood, fondatore e principale azionista della Sea Containers, gigante dell’armamento navale, è stato pregato di lasciare la carica di chief executive officer dal consiglio di amministrazione, una volta preso atto dei risultati deludenti della diversificazione tentata 5 anni prima nei traghetti che collegano le isole britanniche.

E sulla "particolarità italiana" che, IMHO, sarebbe opportuno portasse ad una riflessione sulle regole del mercato, c’è un passaggio simpatico di una intervista a Morando sul Giornale:

Qui non si parla di chi controlla, ma di
come arriva al controllo di un’azienda. È questo il problema che
abbiamo davanti. Eppoi, fino a un po’ di anni fa, la nostra era
un’economia domestica, locale. Le nostre imprese non erano aperte
all’esterno. Ora, invece, ci siamo aperti. E non è un caso che arrivino
gli americani e i messicani. Arrivano perché le nostre imprese sono
gestite da questo meccanismo delle scatole cinesi. Un meccanismo che
manifesta l’estrema debolezza del nostro capitalismo, e i colossi
internazionali ne approfittano. Si parla tanto della rete Telecom e di
una sua separazione sul modello inglese. Ma se in Gran Bretagna si
racconta che le aziende sono controllate con i Patti di sindacato,
chiamano il 118
.

Sul Sole 24 ore si parla di struttura del mercato. E’  un passo avanti. Non ancora di politica industriale ma é un  passo avanti.

Piano Rovati-Bis in cantiere

  Rispetto alla versione dello scorso settembre,la partecipazione rilevante  (dicontrollo)da parte della Cassa Depositi e Prestiti non sarebbe più un elemento chiave. La newco potrebbe essere  aperta a fondi e finanziarie ed eventualmente al fondo F2i, con un approdo finale in Borsa. Una sorta di superutility,con un rendimento minimo e flussi di  cassa regolari da assicurare  attraverso un wacc (costo medio ponderato del capitale) sufficientemente alto e un price cap che dia certezze sulle tariffe in cambio di un aumento di produttività…
Enrico Morando ( Ds) ha distinto i piani: «La rete  è un bene pubblico e un monopolio naturale  »mentre«sul terrenodei servizi deve essere garantita la competizione

Ricorda nulla ? qualche lettore di questo blog pare esserci… (oppure e’ una cosa ovvia solo che qui la diciamo da tempo..)

In merito alla ipotesi di entrata di RAI o Mediaset, in una struttura integrata verticalmente sarebbe antistorico. E’ antistorica la struttura integrata verticalmente. Sarebbe accanimento terapeutico, IMHO.

Viceversa, in una divisione rete/servizi, nei servizi perche’ no ? magari si starebbe anche sotto la soglia del SIC, non so, non ho fatto i conti, ma qui dovrebbe essere aperta la possibilità anche agli altri gruppi editoriali (RCS, Mediaset, RAI, Sole24Ore, CIR, ecc.), magari assieme ad AT&T, perche’ no ? (ma devo pensarci per bene)

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2 thoughts on “Arrivederci Presidente. (sunto dai giornali)”

  1. Falli questi quattro conti, Stefano. Magari assieme a qualcun altro. Sei forse l’unico in grado di farlo. La via dell’One Network è più redditizia (stabile e socialmente desiderabile già lo sappiamo) rispetto alla strada mediatico-predatoria del recente passato? Io credo di sì, ma non è ancora ragionevolmente dimostrato.
    Telecom verrà comprata in ogni caso da un soggetto tlc, americano o europeo che sia, che sta perseguendo in casa sua la via mediatica alla larga banda Dsl e Ngn2, e non quella pluralista e applicativa. E saremo daccapo. Sotto la bufera finanziaria, e hai ragione, c’è una grande questione di politica e strategia industriale, e non solo italiana. Falli quei quattro conti. Rendi vincente anche per l’opinione pubblica e le banche questa prospettiva.
    Tutti i gestori tlc mondiali, Bt inclusa, in realtà non sanno che fare, e ce lo hai ampiamente spiegato qui. Mi sbaglio?

  2. La rete separata,questa sconosciuta in tempi remoti ed ora salita alla ribalta anche dei ” parrucconi ” governanti.Anche AntiDigitalDivide lo dice da tempo immemore che la separazione della rete è d’uopo. Purtroppo i governanti se ne sono accorti(oppure già lo sapevano ma speravano accadesse qualcos’altro … ) come sempre in ritardo, anzi fuori tempo massimo, quando muoversi è difficile o quasi impossibile. Al di la di questo però esiste un mezzo, attraverso il quale, le Autorità preposte ( AGCOM e Ministero delle Comunicazioni ), potrebbero ancora ribaltare la situazione, qualunque sia la bandiera(evitando nazionalismi gratuiti ed inutili ) sotto la quale Telecom dovesse finire.Il mezzo è la Revisione del Servizio Universale, attraverso il quale Telecom è Concessionaria della fornitura di un servizio di interesse nazionale e pubblico.Iniziamo da qui, tutto il resto vien da se…
    A buon intenditor poche parole.

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