Un gentile omaggio

da qualche migliaio di miliardi di vecchie lire.

ma non ai minatori del Sulcis iglesiente ne’ alle startup tecnologiche…

Ricevo e pubblico volentieri,

Raddoppio delle durate delle concessioni degli operatori mobili

Il raddoppio è contenuto nel nuovo articolo 1-bis introdotto in sede di conversione della legge Bersani, che così dispone:

"All’articolo 25, comma 6, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, le autorizzazioni possono essere prorogate, nel corso della loro durata, per un periodo non superiore a quindici anni, previa presentazione di un dettagliato piano tecnico finanziario da parte degli operatori. La congruità del piano viene valutata d’intesa dal Ministero delle comunicazioni e dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in relazione anche alle vigenti disposizioni comunitarie e all’esigenza di garantire l’omogeneità dei regimi autorizzatori».

Si tratta di una disposizione rivolta a tutti gli operatori titolari di una autorizzazione ex art. 25 del codice delle comunicazioni (praticamente tutti: Telecom Italia, OLO, ISP, Operatori mobili) che, apparentemente, dovrebbe beneficiare tutti.

Tuttavia, è chiaro che essa avvantaggia notevolmente gli operatori di telefonia mobile i quali, in tal modo, si vedono attribuita la possibilità di mantenere l’assegnazione delle frequenze radio (costituenti una risorsa scarsa che, per tale motivo, dovrebbe essere assegnata a mezzo di gara) di cui oggi dispongono, difatto prorogando la "occupazione" dello spettro frequenziale per ulteriori 15 anni.

Le autorizzazioni per servizi senza risorse scarse assegnate (rete fissa) costano qualche migliaio di euro. Le concessioni delle frequenze andrebbero messe all’asta.

Io credo che probabilmente Vodafone per non rinuncare a qualche frequenza, un po’ di danari li tirerebbe fuori, magari non migliaia di miliardi, ma centinaia, si. E lo spazio per farlo Vodafone e Tim lo avrebbero, visto i margini lordi ben oltre il 40%; diverso il discorso per Wind e H3G che hanno conti non propriamente lusinghieri.

ma si, in fondo va bene cosi.

facciamo il regalo multimiliardario a tutti e quattro, e poi vacciamo una bella revisione degli estimi catastali, cosi’ aumenta il gettito dell’ici (senza cambiare le aliquote, per carita’)

se io avessi 20 anni e dovessi andare all’universita’ con l’idea di farmi un futuro, avrei ben chiaro dove andare.

come ? sta gia’ accadendo ? la gente emigra ?

ma perche’ mai ?

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6 thoughts on “Un gentile omaggio”

  1. Non mi riesce di commentare senza una sequenza interminabile di insulti verso che decide queste oscenità quindi mi astengo (ma lo faccio notare scrivendo queste righe)

  2. Al di là della rabbia, ampiamente condivisibile, non si può far più nulla?
    Voglio dire è una norma approvata e pubblicata dalla GU? “introdotto”… significa che è stato un emendamento del Parlamento al decreto legge? Di chi?
    L’altro aspetto agghiacciante: la politica delle parole. Il decreto Bersani è ormai noto come quello delle liberalizzazioni e questa norma va in direzione completamente opposta.
    Anche a me dispiace non poter più emigrare

  3. Bene, con una mano si toglie (costi di ricarica), con l’altra si dà (con gli interessi). Avanti così, miei Prodi!

  4. E la cosa più inquietante e` che questi *regalini* avvengono sempre, destra/sinistra/etc… una vera casta
    che vergogna!
    non c’è proprio nulla da fare?

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