Critica ragionata agli articoli di Nova di giovedi 4 ottobre

Giovedi 4 ottobre Nova ha pubblicato una serie di articoli sulle TLC. (piccolo "scoop" verso la fine del post).

Apre in prima pagina un bellissimo articolo di Beppe Caravita che riporta una intervista a De Julio, gia’ Responsabile della Divisione Rete di Sip, Condirettore Generale Stet con la responsabilità della pianificazione e controllo strategico, dell’innovazione e sviluppo tecnologico, membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, Telecom Italia Mobile, Cselt e Stet International.

Cosa dice De Julio ? che dal 1996 si dice che ci vorrebbe la "rete unica multimediale", ovvero, One Network..

Il mio articolo si trova qui. Per ragioni di spazio ci stavano solo le considerazioni conclusive, mentre la versione integrale dell’articolo, con tutte le motivazioni, si trova qui. (un bell’articolo, senza dubbio, con un punto di vista interessante che peraltro condivido. ;-))

Condivido  l’articolo di Francesco Sacco che suggerisce di pensare a scelte lungimiranti e non limitarsi a negoziazione tra parti, dato che ne va degli interessi di lungo periodo del Paese.

Il Prof. Guerci, vicepresidente di Thinktel (il thinktank promosso da Telecom Italia) nel suo articolo passa in rassegna le motivazioni attribuite ai commissari Kroes e Verheugen (in particolare quelle espresse da Verheugen) con una omissione a mio avviso rilevante e cioe’ che Kroes dice che la separazione funzionale non risolve i problemi (vedi sotto).

Lamenta anche la mancanza di una "seria analisi di impatto", ma giova ricordare che il gruppo dei regolatori europei (il raggruppamento delle Autorita’ delle Comunicazioni di tutta Europa), cioe’  quelli che con l’impatto della regolamentazione si confrontano quotidianamente, ritiene che la separazione funzionale non risolve tutti i problemi ma e’ bene che ci sia. (non si parla di esproprio, ma di mettere un confine netto tra ingrosso e dettaglio).

Dice il Professore "Presto le TLC saranno irriconoscibili e le forme tradizionali di regolamentazione dovranno lasciare posto ad altro" e su questo siamo d’accordo. Si apre la frontiera del west e ci vogliono regole appropriate; poi aggiunge "E’ questa la maggior riflessione da fare prima di decidere con troppa fretta". Il mio commento e’ : vogliamo lasciare per questo che il west sia conquistato da chi ha piu’ forza ? o magari prendere esempio dalla Svezia ?

Cosenza, di dmin.it, nel suo articolo ritiene che il problema stia tutto nella assicurazione della interoperabilita’ a vari livelli e che probabilmente le questioni sulla separazione richiederanno tempi molto lunghi. Non sono d’accordo su questa impostazione; non si puo’ dare per scontato che la rete di domani assomigli alla rete di oggi, le cose richieste da dmin.it sono a mio avviso necessarie ma non sufficienti e credo che quelli che secondo me sono i problemi di remunerabilita’ della rete fissa accelereranno il momento della decisione (non credo di sbagliare di molto ritenendo che i 3/4 della perdita di EBITDA di Telecom siano da attribuire alla rete fissa).

Il Dott. Camanzi, (gia’ condirettore della Direzione Public and Economic Affairs di Telecom Italia ed Executive Vice President for Competition and Regulatory Affairs con responsabilità a livello globale) scrive che "il razionale per introdurre la separazione funzionale come estremo rimedio e’ molto debole" attribuendo posizioni comuni ai due commissari europei, posizioni che dai documenti che ho visto, non sono affatto comuni.

E conclude chiedendosi se "un regolatore che ha gia’ fallito" sapra’ gestire una nuova misura regolamentare. Un po’ come dire: "dato che un arbitro non ha saputo mantenere l’ordine in campo se chiede di avere gli strumenti regolamentari dei cartellini gialli e rossi, come si puo’ ritenere che usandoli potra’ assicurare ordine ?"

Il Prof. Prosperetti, "scientific member" di Thinktel (lo stesso thinktank promosso da Telecom Italia di cui il Prof. Guerci e’ Vicepresidente),  scrive "in Gran Bretagna, questa misura [la separazione funzionale] è stata assunta per diminuire la
regolazione, mentre in Italia il risultato sarà esattamente quello
opposto: Telecom Italia non controllerà più la propria rete di accesso,
e dunque il mercato all’ingrosso, ma sarà comunque regolata,
esattamente come oggi, nei mercati al dettaglio". BT in UK ha 1/3 del mercato internet e non e’ regolamentata. Quando TI scendera’ al di sotto del 50% potra’ non esserlo, dicono gli Amministratori Delegati di *tutti* i concorrenti, che propugnano la separazione funzionale. Cosa peraltro che sconfessa l’altro assunto del Prof Prosperetti che  in Italia la seprazione funzionale abbia anche l’obiettivo di "far resuscitare la mano pubblica nelle telecomunicazioni". (non mi pare che i concorrenti vogliano diventare tutti dipendenti statali).

Poi cita un passaggio che definisce "illuminato" del documento della Direzione Concorrenza della Commissione che dice che la separazione funzionale "is not only superfluous but also damaging".

A mio avviso e’ una mezza verita’ perche’  omette  il resto della frase che recita "Functional separation does not prevent discrimination of alternative operators as long as both the separated wholesale and retail division of the incumbent continue to be part of the same vertically integrated enterprise. Within an integrated enterprise the wholesale division retains a strong incentive to treat its own retail arm more favourably than that of competing operators". (questo e’ il piccolo scoop) Come dire, finche’ ingrosso e dettaglio sono della stessa proprieta’, l’incentivo a comportarsi male continua ad esistere. A me verrebbe da dire che la DGCOMP pensi alla separazione societaria e ritenga che la separazione funzionale non sia sufficiente e attuarla darebbe l’impressione che le cose siano risolte quando invece non lo sono e quindi per questo possa essere addirittura dannosa, controproducente.

L’ultimo articolo e’ di Luigi Gambardella,  Presidente di puntoit (vedi a meta’ di qs post "chi e’ puntoit"), piu’ chiaramente Vice President  Public Affairs Relations with International Institutions di Telecom Italia che e’ fantastico nella sua opera di lobbista a Bruxelles.  Scrive che le nuove regole, anche se approvate, visto l’iter di approvazione entreranno in vigore non prima di 4-5 anni.  Sembrerebbe quindi una questione in la’ nel tempo, ma omette pero’ di dire che la previsione italiana di separazione funzionale non e’ in contrasto con le vigenti direttive europee

Dimmi con chi vai, e ti diro’ chi sei…

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