Internet Inter-detti: Neutralita’, Censura, Filtri, Limiti vari: una semplice riflessione sulla “propensione tecnologica”

Ricordiamo tutti

  • il bullismo con il desiderio di un Ministro di fare una regolamentazione censoria italiana;
  • le scommesse  che, invece di attrarre gli operatori come in UK, li fa scappare con tasse e censura;
  • le misure contro i pedofili che ottengono sono che si nascondano e non salvano un bimbo che sia uno;
  • il reiterato livello trascurabile delle sanzioni Antitrust;
  • la lentezza nell’applicazione delle norme AGCOM;
  • la minaccia di obbligare alla registrazione al ROC di tutti i siti;
  • una gara wimax che lascia poco spazio a chi non e’ tra i soliti big;
  • l’obbligo di uso di wifi con identificazione certa dell’identità;
  • la rivelazione dei nomi di migliaia di utenti a chi pare abbia illecitamente indagato;
  • la pretesa di censurare alcune parole dai motori di ricerca;
  • l’inazione contro quella che pare una chiara discriminazione di prezzo;
  • il raddoppio gratuito della durata delle frequenze per gli operatori mobili;
  • l’assenza italiana nel 7mo Framework Program EU;
  • il portale Italia.it costato 45 milioni e (forse) in chiusura;
  • programmi elettorali/partitici che non citano innovazione tecnologica nè ICT;

E (quasi) tutto questo nel giro di circa un anno.

E sicuramente ne dimentico altre.. (segnatele nei commenti), ma, quello che e’ peggio, è che ho precipitato alcuni amici nello sconforto, chiedendo loro "dimmi due provvedimenti istituzionali che ti ricordi e che ti sono sembrati fortemente a favore dello sviluppo e dell’innovazione ICT".

Non c’e’ limite all’ignoranza tecnologica e non c’e’ vergogna a prendere iniziative importanti, con gravi effetti,  dimostrando superficialità.

Qualche sera fa ero a cena insieme ad un gruppo di innovatori italiani, con il responsabile dell’innovazione di una azienda che fa qualche miliardo di euro di utile netto e che ha un budget per progetti innovativi di 3 milioni di  euro. (diconsi 3 milioni, pagando i fornitori a mesi di distanza, direi "strangolandoli").

C’era anche il responsabile del mercato degli sviluppatori di un grande gruppo planetario che diceva che il numero di licenze di sviluppatori in Italia con 60 milioni di abitanti, fanalino di coda in europa, e’ inferiore a quello della Svezia con 9 milioni di abitanti e come il lavoro ICT in Italia sia considerato alla stregua del lavoro domestico mentre fuori dall’italia è considerata una professione qualificata. (in Spagna lamentano che non si trovano programmatori, in Italia fanno la fame).

Qualche giorno fa, a fronte di un grande problema "internettico" di una istituzione, ho offerto il mio contributo gratuitamente per aiutarli a risolvere la questione. Mi e’ stato risposto qualcosa molto simile a  "prese informazioni, non compete a questo ufficio valutare la sua collaborazione".

Un mio amico, che sapeva cosa stava bollendo in pentola con il famigerato provvedimento tassa-blog, si e’ candidato per fornire gratuitamente una "second opinion", ma non gli e’ mai stato risposto. Certo, per gli estensori della norma il mio amico e’ un signor nessuno, anche se lui e’ amico di Vint Cerf, uno dei "padri fondatori" di Internet, ma probabilmente gli estensori in questione non hanno mai sentito nominare Cerf (a te che pensi "nemmeno io lo conoscevo", attento che la differenza e’ che tu non stai legiferando al riguardo e quindi, al loro contrario, non sei tenuto a sapere).

Dmin: "tra le migliori menti tecnologiche italiane" (posso dirlo ?), guidate da una persona che Time reputava poco tempo fa tra le 20 persone piu’ influenti nel mondo IT planetario, hanno sviluppato una proposta per dare all’Italia un ruolo guida nei media digitali e nessuno ritiene di saltargli addosso ed adottarlo. In molti non sanno nemmeno chi e’ Leonardo Chiariglione… E trovare 30.000 euro per implementare una cosa epocale e’ praticamente impossibile.

Mi pare evidente che le cose siano collegate.

Non è solo la politica ad essere bloccata, a non assicurare un rinnovamento (e quindi un ‘innovazione), ma anche l’economia che punta alla spremitura finanziaria portando alla deindustrializzazione.

E ai nostri figli, cosa restera’ ?

Povero paese mio (copio da Alfonso)

Politici, referenti istituzionali, un sussulto di dignità, per  qualche mese pensare al futuro, all’industria e non a fatti propri, a interessi di potenti o alla finanza, potreste averlo ?

Se ci siete, battete un colpo.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Leave a Comment

Your email address will not be published.