L’azienda di Gates e la chiesa di Jobs

Nella liturgia degli incontri politici ci sono i momenti in cui il predicatore richiede il feedback osannante al pubblico, magari dopo qualche punteggiatura con battute per rompere il ghiaccio.

L’intonazione della voce che sale, il volume aumenta…, la pausa.  E parte lo scroscio di applausi (o di fischi da chi pratica una fede diversa). Solo gli indifferenti tacciono.

Cosa diversa dalla presentazione in azienda, piu’ formale, meno partecipativa, che prevede l’applauso "a prescindere" a fine di ogni momento espositivo, senza coinvolgimento emotivo.

Guardatevi ora i video dell’azienda di Gates e  della chiesa di Jobs.

I cerimonieri di Gates annunciano messaggi reali, grandiosi, epici. Il  maggior giro d’affari nelle console, di molto. Il piu’ grande negozio online di video, una strategia "home" credibile, olimpiadi, costruttori
di auto. Di tutto, di piu’.

Stessa retorica, stessa struttura dell’intervento,  pero’… su 20 battute, 18 cadono nel nulla. Il momento della sollecitazione all’applauso … non lo produce; il pubblico non partecipa alla liturgia. Probabilmente non fischia per educazione, forse sbadiglia. Nonostante i contenuti dei messaggi siano poderosi… ma non eccitano i neuroni dei presenti.

Basta che il predicatore Jobs annunci il piu’ potente oggetto della sua storia (cosa ovvia, in un lancio di prodotti) e il pubblico applaude, basta che dica "ancora una cosa…" e la folla entra in delirio. E’  piu’ di una presentazione, e’ una cerimonia, una comunita’ di fedeli che vibra all’unisono ipnotizzata dalla guida del predicatore.

Internet consente di tenere coese comunità piu’ estese di quanto
possibile in precedenza, ma non bisogna sottovalutare Microsoft; sarà
meno carismatico il leader, il senso di comunità si perde aumentando la
dimensione della stessa, ma la macchina di business e’ comunque
eccezionale.

Jobs predica a consumatori che poi evangelizzano. Gates parla a clienti che poi vendono.
Jobs parla prima di tutto a utenti, Gates a imprenditori
Jobs parla alla sua comunita’, Gates parla ai suoi business partner

Forse sarebbe stato meglio mettersi una giacca, magari senza cravatta, al posto del pullover e avere uno stile di presentazione conseguente.

O, se si vuole cambiare, iniziare adesso ad affidarsi a chi gestisce comunità per stilisti di moda e stupire tutti tra un anno; Impostare la presentazione come celebrazione comunitaria,
quando la comunità non è stata costruita in precedenza, mi pare come
un panino al prosciutto e cioccolata.

If you like this post, please consider sharing it.

4 thoughts on “L’azienda di Gates e la chiesa di Jobs”

  1. Beh, sarai soddisfatto allora di vedere in questo paese l’azienda in declino e la chiesa in ascesa! 😉
    (era sulla scelta delle metafore, eh?! Che il senso del post è ovviamente condivisibile)

  2. …in Microsoft parlano i miracolati, in Apple parla il predicatore … tuttavia, visti i recenti sviluppi in casa Microsoft (leggasi il “mettersi in sagrestia” da parte di Bill Gates) mi chiedo quanto cambierà la tipologia di comunicazione e se ci saranno “uomini/donne immagine” che colmeranno quel buco.
    Apple è Jobs, difficile immaginare una “presentazione” non “officiata” da lui.
    Zio Bill ha saputo dare spazio ai suoi fedeli. E Jobs ?
    A volte penso che il buon Jobs voglia che Apple finisca il momento stesso in cui egli lascerà questa valle di lacrime, mentre il nerds più odiato e invidiato di tutti i tempi abbia ben considerato ciò che verrà dopo di lui …volete mettere il vedere dove si dirige il gregge quando si è ancora in vita ?
    p.s.
    Mi piace questo tuo spazio e ringrazio Stefano Bellasio per averne postato il link.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *