Piccoli soci Telecom: sì allo scorporo della rete

Sole 24 Ore di oggi

Così l’Asati, l’associazione dei piccoli azionisti Telecom che conta circa 2mila iscritti tra dipendenti del gruppo e non, ha messo a punto una proposta intermedia di cui discuterà oggi in assemblea a Roma. «Si tratterebbe di trasferire nella newco tutta l’attuale rete in rame dell’ultimo miglio, i portanti in fibra ottica già oggi esistenti e i nuovi cavi in fibra ottica della rete di nuova generazione che verranno realizzati nei prossimi sei-otto anni, compresa l’elettronica periferica di pertinenza della rete in fibra – spiega l’Asati – In questo modo gli operatori potranno accedere da tutte le centrali, anzichè da un unico punto come avviene oggi, garantendo una completa concorrenza».
In questo caso la newco, che occuperebbe circa un quarto dei dipendenti del gruppo (circa 15mila addetti), potrebbe avere, secondo le stime, un enterprise value di 14-16 miliardi, di cui8 miliardi di debito, con un margine Mol vicino al 50% dei ricavi. Telecom manterrebbe la maggioranza assoluta del capitale, cedendo il resto, in parti uguali, al mercato e a istituzioni come la Cassa depositi e presiti e il Fondo infrastrutture.

Amen

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5 thoughts on “Piccoli soci Telecom: sì allo scorporo della rete”

  1. lasciamo perdere l’associazione azionisti dipendenti…………….
    ho una cattiva esperienza con loro. CMQ sentivamo la loro mancanza in merito all’argomento.

  2. Ma non chiedono di attuare il piano rovati?
    Se è così allora c’è stato un polverone per niente.. ah già dimenticavo.. in italia si fà “commedia”.

  3. A proposito di italia riprendo alcune righe da il blog di due amici
    “Alla festa in cui Jeff e sua moglie Monica hanno salutato i loro amici, a dicembre, su un barcone in riva al Tevere, un giornalista televisivo americano raccontava che i suoi capi non sono interessati a tutte le sue proposte di servizi dall’Italia. “L’Italia”, spiegava il reporter, “è il paese più sviluppato del terzo mondo”.

  4. Vincenzo Vicedomini

    Hmmm, eppure non so perchè ma leggendo molti post qui e da altre parti mi viene in mente il famigerato “Progetto Socrate” http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Socrate
    In realtà quel progetto ha dato alla Telecom un vantaggio logistico rispetto i concorrenti … Ha tolto loro spazio per passare i cavi! (era questo uno degli obiettivi del progetto!)
    Ora si parla di scorporo della rete in rame da ciò che è Telecom (ma cosa sarebbe allora Telecom? l’ennesimo Call Center di Help-Desk ? )
    Telecom ora come ora è semplicemente un insieme di “involucri” più o meno vuoti e di certo le ottiche commerciali e politiche di oggi mirano sempre più a far rientrare i costi (principalmente sostenuti dallo Stato) per la realizzazione delle infrastrutture della rete telefonica. Non vedo a questo punto il perchè ne debba beneficiare in modo particolare un gestore piuttosto che un altro.
    Io sono per la “restituzione” della rete ad un ente superpartes …

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