Il piano industriale di Telecom Italia

A me, Bernabè è piaciuto.

Mi è piaciuto molto quando, incalzato dalle domande sulle possibilità di crescita e su nuovi servizi e nuovi mercati e riduzione di costi è sbottato e ha detto (libra traduzione, certamente imprecisa)

"ho trovato una società molto diversa da quella che ho lasciato. non ci sono piu’ asset internazionali, non ci sono attività internazionali per compensare il calo di ricavi domestico, come fanno tutti gli operatori principali, salvo un prezioso asset (TIM Brasil ndr) che i manager sono riusciti a mantenere (la domanda sorge spontanea, chi invece nonvoleva mantenerla ? ndr) non c’e’ molto di piu’. Non posso fare miracoli . Ho un probleama a raccontare la equity story. Non posso imbarcarmi in una espansione internazionale senza de-levereggiare (i.e. ridurre il rapporto debiti/margine, ndr). Questo è ciò che ho trovato, questo è cio’ che possiamo fare. Tutto il nostro impegno, mio e di Galateri, e’ in questa direzione, da quando siamo arrivati abbiamo sempre  lavorato, tutti i giorni, dalle 7 alle 23."

Al che Galateri ha chiosato qualcosa tipo  "la società è stata deconcentrata, c’e’ stata molta speculazione".

Una dichiarazione che trovo seria per la persona. Certo, dal punto di vista aziendale la siatuazione è deprecabile e per gli investitori poco conta che "la colpa non e’ mia", senno’ si potrebbe cambiare amministratore delegato ogni 2 anni e poi dire sempre "la colpa non e’ mia"…

Tornero’ sul piano industriale nei prossimi giorni con un commento ragionato. ho preso molti appunti e non voglio annoiarvi troppo.

Giusto un paio di cose: a 6 pagine dalla fine del blocco di carta che ci è stato consegnato c’e’ una frase che dice che il debito di Telecom Italia non ha

…"financial covenant for non compliance which require the repayment of the existing loan. They do provide for the going clauses of negative pledge, related to the commitment of non-modifying the object of the business or making over corporate asset unless specific condition."

Suona un po’ ostrogoto, ma pressapoco dice che certa parte del debito prevede che non si possa cambiare l’attività dell’azienda o cedere asset, a meno di condizioni specifiche (quali ? mah!) e poi dice che..

"the above metioned syndacated bank lines discipline the case where a subject, other than the current relative majority shareholder or other permitted acquiring shareholders, take the control of Telecom Italia individually or jointly; in that case a thirty day period is established during which the parties shall negotiate the terms to continue the relationship"

che pressapoco dice che nei contratti per quei prestiti fatti dalle banche, ci sono delle condizioni che regolano il rapporto se c’e’ un cambiamento di controllo della societa’, per cui il rapporto va rinegoziato entro trenta giorni, a meno che non siano gli attuali azionisti di maggioranza relativa o qualche altro acquirente che è permesso. (ma probabilmente mi sbaglio)

Se invece capissi bene,mi verrebbe da pensare che… forse anche agli altri azionisti farebbe piacere sapere il nome degli altri possibili acquirenti previsti, che sono esentati dalla ricontrattualizzazione di quella parte di debito.

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