La Rai come l’Alitalia

Milano Finanza di oggi:

..A far suonare l’allarme sul futuro dell’azienda radiotelevisiva pubblica è stato anche un rapporto ricevuto prima delle elezioni dal presidente della Repubblica, dalle presidenze di Camera e Senato e dalle principali autorità indipendenti. Il rapporto, frutto di una particolareggiata analisi economico-finanziaria dell’azienda, è stato commissionato dalla Slc-Cgil, guidata dal segretario Emilio Miceli, a Sergio Cusani, che ha affondato le lenti negli ultimi quattro bilanci dell’azienda statale. Il risultato dell’analisi? «La Rai presenta una situazione di generale debolezza nei principali parametri economico-finanziari, con tendenza al peggioramento», si legge nel documento che MF/Milano Finanza è in grado di rivelare. Non solo: «La prospettiva che si delinea è che anche la Rai possa avviarsi verso un inevitabile e progressivo declino e deterioramento, come già avvenuto per altre grandi aziende pubbliche del paese».

Le «criticità» sono evidenziate in 22 pagine. …

«I ricavi sono rimasti sostanzialmente costanti in termini reali», a causa della loro «rigidità» (erano 2,8 miliardi nel 2002, sono stati 3,1 miliardi nel 2006). E la struttura dei costi «mostra chiari segnali di debolezza», soprattutto a causa «dell’incapacità di governare in modo efficiente la dinamica dei costi esterni».

Ovviamente non posso circolare alcunche’ sul documento di Sergio, però qualche considerazione sul piano industriale la condivido con voi. (in rete il piano industriale si può trovare qui, giudicate direttamente)

Alcune perle ?

c’e’ un solo paese in europa dove il passaggio al digitale terrestre sarà completato anni PRIMA della scadenza ufficile. Indovinate qual’è ?   

quanto sono finanziate pubblicamente le altre TV di stato europee ?

se internet sottrae spettatori, soprattutto i giovani, cosa farà la Rai ?

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