la SIAE depreda anche te, digli di smettere.

Link: Il blog di Daniele Minotti.

Giustamente Guido
va oltre, sul bollino SIAE. E parla di rimborsi. Io ammetto la mia
ignoranza circa la fattibilità della cosa. Era una cosa che avevo
pensato anch’io, ma, appunto, mi sono fermato per ignoranza.
Nell’immediato, però, mi fa parecchio incavolare (ma no… lo trovo patetico…) l’atteggiamento di SIAE.
Le decisioni della Cassazione sono state pubblicate, sul sito della
Corte, l”11 aprile (e il dispositivo era già noto i primi di febbraio).
Pochissimi, ad oggi, hanno divulgato la notizia.
Difficile, allora, non pensare male quando proprio l’11 aprile la SIAE
se ne esce con una notizia sfornata evidentemente ad arte e mantenuta
in prima pagina sino, almeno, a questo momento. Mi riferisco alla sentenza di Palermo già citata in altro post.
Può succedere, ma quel giudice ha sbagliato. Come attenuante, si può ricordare che ha sentenzato prima della recente Cassazione.
La cosa grave è che la SIAE continua a raccontare bugie, a minacciare sanzioni penali nel silenzio di tutti.
Questo post è un invito alla ribellione e a diffondere la notizia, il più possibile.
Il contrassegno SIAE su supporti audiovisivi, software e banche dati
già per effetto della sentenza di Lussemburgo non è obbligatorio. Chi
vi chiede di apporlo, a pagamento, vi imbroglia, vi ruba i soldi.

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1 thought on “la SIAE depreda anche te, digli di smettere.”

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