Dada lancia un negozio di musica online senza TPM

Link: Adnkronos – Ign – Web: Dada, on line libreria com brani mp3 da scaricare legalmente. (a un prezzo minimo di 0,43 Euro per brano se fai un abbonamento per un brano al giornoI

Grazie agli accordi stretti con Sony Bmg Music Entertainment, con Warner Music Group e con The Orchard, il più grande aggregatore di etichette indipendenti, Dada rende da oggi disponibile una library in continuo aggiornamento di canzoni in alta qualità. Brani scaricabili legalmente in modo facile e veloce, in formato MP3 senza DRM, all’interno di uno spazio in rete in cui giovani ed artisti possono esprimere e condividere le proprie passioni musicali e vivere un’esperienza unica nel panorama delle community on line. Attraverso lo store musicale Dada offre inoltre un’opportunità unica alle etichette che in questo modo mettono a disposizione della community contenuti digitali, siano essi MP3, video, news all’interno di personal space dedicati agli artisti, con un modello di business basato sul revenue sharing dei profitti derivanti dallo store. Con Dada – The Music Movement, l’utente ha a disposizione uno spazio personale all’interno del quale condividere le proprie esperienze musicali, scoprire nuovi talenti ed arricchire il proprio “Emotional Network” attraverso un’interazione continua legata alle proprie passioni e all’espressione personale. E non è tutto. Dada e le etichette musicali coopereranno al fine di arricchire sempre più la social music community: brani in streaming, immagini degli artisti, video, commenti, news, playlist personalizzate, “sound mood” che si trasformano in ringback tones.

Me lo aveva anticipato alcune settimane fa Paolo Barberis. Non e’ preciso dire "senza DRM", e’ senza TPM (Technical Protection Measures), infatti i brani sono marcati con un watermarking.

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4 thoughts on “Dada lancia un negozio di musica online senza TPM”

  1. Ciao Stefano,
    da diverso tempo sono abbonato al tuo feed RSS e trovo i tuoi post sempre molto interessanti. Relativamente a quest’ultimo però vorrei porti una domanda: cosa intendi esattamente per watermark? Anche io da fonti interene a Dada, con cui lavoro, avevo sentito parlare del Dada The Music Movement a il 16/5 mi sono iscritto per scaricare alcuni brani nei quali non ascolto alcun audio particolare (come ad esempio “powered by Dada”) e non ho trovato alcun tag distintivo a parte ad esempio questo: “(P) 1982 MJJ Productions Inc. – USSM19902989”; è questo che intendi per watermark? Qual’è la differenza fra DRM e TPM?
    Grazie dell’attenzione, grazie e a presto,
    Albert.

  2. DRM = Digital Rights Management
    TPM = Technical Protection Measures
    tecnicamente sono due cose diverse e questa e’ la definizione legale presente nei trattati internazionali.
    Nel gergo comune si dice “DRM” un meccanismo che inibisce la copia, mentre per essere precisi cio’ sono misure tecniche di protezione mentre DRM sta per qualunque tecnica che attacchi una licenza a un file, anche copiabile liberamente.
    il watermarking sono dei bit inseriti all’interno di un file che consentono di identificarlo. se tu compri un brano con watermarking, guardando quel file si possono estrarre dei bit che consentono di risalire alla transazione con cui e’ stato acquistato.
    il watermarking sono dei bit inseriti all’interno del file musicale o video o immagine, che non sono percepibili da un umano ma possono essere estratti da un programma.
    alcuni watermarking asseriscono di essere resistenti al ri-campionamento (resampling), ma non ne so abbastnza per affermare se cio’ sia vero o meno.
    il watermarking associa informazioni sulla licenza al file, pur rendendolo liberamente copiabile. E’ una tecnica di DRM ma senza TPM

  3. Solo un commento “giuridico”, mi scuso se entrero’ un minimo nel tecnico.
    Non e’ completamente esatto dire che DRM e’ una definizione legale. Le norme non parlano mai di DRM.
    In base ai Trattati WIPO 1996 definiscono esplicitamente le misure tecnologiche di protezione (TPM) e le informazioni sul regime dei diritti. Tra queste ultime rientra a mio avviso la tecnica applicata da Dada.
    Individuare un piu’ ampio concetto di DRM, che non incorpori necessariamente l’uno o l’altro e’ un esercizio scientifico molto utile per far evolvere la materia della distribuzione dei contenuti verso nuovi modelli, cui giuristi che studiano questi problemi, in piccolissima parte anche io, si dedicano nel loro quotidiano dialogo con tecnologi ed economisti.
    Posso consigliare, per approfondimenti gli atti del convegno tenutosi a Trento nel 2007 in materia di problemi e prospettive del DRM, disponibili gratuitamente all’URL http://eprints.biblio.unitn.it/archive/00001336/

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