Spiegazione della vicenda Europa7 – Rete4

Questo e’ quanto ho capito io della vicenda Rete 4 – Europa 7.

Ho cercato di scrivere un post non troppo lungo che desse una rappresentazione degli eventi legal-procedurali il piu’ accurata possibile di una vicenda che è certamente complicata.

Non pretendo di avere ragione; e’ solo cio’ che ho capito io documentandomi.  Naturalmente ci saranno errori ed omissioni, vi prego di evidenziarle nei commenti.

Nel luglio 1999, Europa 7 ottiene dallo Stato Italiano la concessione per una rete nazionale, è una delle 8 concessioni assegnate in attuazione della Legge Maccanico che limitava da tre a due le concessioni che ogni soggetto poteva detenere.

In tutto i concessionari nazionali analogici sono 12 con 2 autorizzate (Rai3 e Rete4): RAI (2 concessioni + 1 autorizzata), Mediaset (2 concessioni + 1 autorizzata), Telemontecarlo (2 concessioni), Elefante, Centro Europa 7, ReteMia, ReteA oltre alle due concessioni per la pay-tv analogica di Telepiu’ bianco e nero.

Tutti questi operatori, ad eccezione di Europa 7, sono già operativi ed hanno reti che trasmettono su frequenze in uso.

Gli operatori fanno "trading" delle frequenze che utilizzano (Per aumentare la copertura, ottimizzare gli impianti, ridurre interferenze, fare cassa, ecc.). Europa 7, come suo diritto, attende che sia il ministero ad assegnargli le frequenze. Questo implica che il ministero deve riassegnarle a tutti (e tutti gli utenti devono risintonizzarsi), non sono prevedibili tempi brevi..

Ma quale e’ l’insieme di partenza delle frequenze disponibili per essere assegnate ? E quanti e quali sono i pretendenti ? Va chiarito il quadro complessivo prima di fare il piano di ripartizione:

  • Cosa fare di RAI3 ? per essere mantenuta fuori quota di due reti, si dovrebbe attuare la norma che le impone di diventare una rete senza pubblicita’ e di solo servizio pubblico appena Rete4 va sul satellite.
  • Quando Rete 4 potrà andare sul satellite ? La legge prevedeva tre anni rinnovabili se la tecnologia non ha ancora raggiunto sufficiente diffusione. Dopo 6 anni, si preferisce indicare il trasferimento sul digitale terrestre per la maggiore diffusione della tecnologia ma vi e’ stato il rinvio dello switch-off al 2012.
  • Ci sono dei procedimenti giudiziari che riguardano ReteMia e ReteA. Le concessioni sono state sospese ma il TAR e il Consiglio di Stato sono intervenuti per consentire a queste emittenti di proseguire.  Europa 7 e’ peraltro parte di questi procedimenti che sono tuttora in corso davanti al TAR Lazio e reclama una seconda concessione (Centro Europa 7 plus).
  • Inoltre ci sono alcune frequenze che si stanno liberando per passaggi su satellite (ad esempio le televendite di Home Shopping Europe e Elefante) il cui termine e’ lo stesso del 2012.
  • Infine, una buona parte delle frequenze adatte ed utilizzate  per l’analogico, per gli accordi internazionali di Ginevra, dovranno essere abbandonate.

Risolte le questioni pendenti sulle frequenze analogiche, il Ministero deve assegnare ad Europa 7 quelle che gli spettano, secondo criteri equi e non discriminatori. (dire "le frequenze di Europa 7 sono quelle di Rete 4" è quindi una semplificazione, a mio avviso eccessiva). Inoltre bisogna ricordare che entro il 2012 vanno spente.

Nel frattempo, con la Legge Gasparri, hanno potuto continuare ad
operare tutti quelli che avevano un network attivo, in base al
principio del “generale assentimento”. Valeva di piu’ il fatto di
essere una televisione conosciuta, operativa, con avviamento e
dipendenti (anche tutte le televendite, non solo Rete4) che non avere un diritto acquisito ma nessuna attività in corso.

Mi sorge spontanea una domanda: potrebbe lo Stato assegnare frequenze
analogiche mentre sta cercando di spegnerle tutte in un periodo di 4
anni? Le frequenze assegnate dovrebbero essere frequenze "coordinate" idonee ad operare per gli anni futuri in digitale, per chi ne ha diritto essendo concessionario in digitale; Centro Europa 7 e’ un concessionario analogico e non e’ affatto automatico affermare che abbia tale diritto.

Ci sono stati e ci saranno bandi pubblici per ottenere tali frequenze a titolo gratuito quindi Centro Europa 7, se vorra’, potra’ averne. Anche se ad oggi non  lo ha fatto, nè mi risulta che abbia richiesto una abilitazione come fornitore di contenuti su un multiplex digitale terrestre (ovvero per trasmettere in DTT) nè ha fatto trading di frequenze per dotarsi di frequenze che avrebbe potuto usare in virtu’ del suo diritto.

Centro Europa 7 IMHO può pretendere legittimamente un risarcimento danni, avendo un diritto a fare la TV ma non essendovi state le condizioni per assegnare le frequenze.

La censura della Commissione Europea e’ molto specifica e riguarda il fatto che un nuovo entrante deve poter accedere al mercato televisivo; questo doveva valere per l’analogico e, di fatto, non e’ avvenuto e, occorre che la normativa sia strutturata in modo da aprire il mercato del digitale. Se, dunque,  Europa 7, vorra’ intraprendere la strada del digitale deve avere a sua disposizione tutti gli strumenti per farlo.

Per il passato, l’unico strumento mi pare il risarcimento danni per la mancata attuazione del diritto, oltre che per gli investimenti fatti e vanificati, anche se  Europa 7 ha usato la propria struttura di produzione per conto terzi (incluso, mi dicono, per realta’ collegate al gruppo Mediaset).

Su questa linea sembra essersi posizionato, anche se non ancora potuto vedere la decisione, il Consiglio di Stato che, stando quanto riportato dalla stampa, avrebbe affermato che la sentenza europea non pregiudica automaticamente il diritto a trasmettere di Rete 4 e che dovra’ essere il Governo a  scegliere come risarcire Europa 7.

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