Mediaset e i 500M: Vedremo come li metteranno a bilancio

Link: Mediaset chiede 500 milioni a YouTube e Google per illecita diffusione filmati – Corriere della Sera.

«alla data del 10 giugno 2008, dalla rilevazione a campione effettuata da Mediaset sono stati infatti individuati sul sito YouTube almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti. Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito – prosegue la nota – è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori»

Una perizia fatta da Matteo Flora.

Premesso che bisogna vedere i documenti legali, non mi convince un passaggio logico. Se stavano su youtube erano per definizione gia’ stati trasmessi, ergo le persone se li erano gia’ persi. Ovvero le 315.672 giornate di visione erano gia’ state perse, prima che fossero caricati i video.. (immagino che si parli di gionrate-uomo, senno’ sarebbero 8 secoli e mezzo)

Anche come si arrivi da 315.000 a 500 milioni mi e’ oscuro. una "giornata di visione" rende 1500 euro ? mi offro volontario per fare il televidente professionista.

Io credo che alla fine si esaurira’ con poco, di certo qualche posta nel bilancio Mediaset verra’ messa (cosa che di questi tempi non fa male), se ritengono di avere ragione. Vedremo quanto sara’, secondo il principio di prudenza.

 

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16 thoughts on “Mediaset e i 500M: Vedremo come li metteranno a bilancio”

  1. Il vero vincitore sarà il Flora per la super consulenza…soldi certi e notorietà che s’impennaaaaa!
    A parte la battuta (complimenti Matteo) tutti pensano che YouTube sia la fonte d’oro dalla quale fare soldi facili con denunce di copyright (vero Viacom?)
    Page & Brin hanno detto a Hurley: “Le difese devono reggere!”

  2. Questa volta sto con Google. Condivido quanto dici.
    Per carità, non che siano dei santarellini e non che facciano quello che fanno per il bene dell’umanità, ci guadagnano un bel pò di soldini ma, detto questo, mi sembra che su Google ci sia ultimamente un vero e proprio tiro al piccione e questo non solo non piace ma rischia di essere distruttivo rispetto a Internet come la conosciamo oggi, leggo in tal senso anche l’ultima azione della procura di milano rispetto alla quale mi sembra che Guido dica cose sacrosante http://www.guidoscorza.it/?p=324
    Una cosa è certa, ne sentiremo parlare per un pò, poi Google e Mediaset si metteranno d’accordo … l’importante è che nel frattempo non si perdano ulteriormente alcune libertà digitali che sentiamo come acquisite.
    ciao
    marco

  3. Tempo fa avevo fatto una piccola indagine sui mediaplayer di Gazzetta.it e Corriere.it ed è venuto fuori una cosa imbarazzante: molti video erano illegali in quanto presi da altri canali del mondo (dubito che per ogniuno si sia chiesto il permesso).
    Scrissi una email alla redazione della gazzetta informandoli della cosa, nessuna risposta è mai arrivata.
    Se passa il concetto che per ogni video “incriminato” si paga una multa tutti i siti di streaming dovranno stare dietro a cause legali e filtri vari anti pirateria (che si sono rivelati sempre poco efficaci).
    Anche nella cause legali arriviamo anni indietro al resto del mondo…non male.

  4. secondo me è uno scontro tra due modelli di tv – sarà ma ci vedo qualcosa che va oltre la semplice azione legale

    youtube crea problemi perchè sta fagocitando il pubblico più evoluto (di solito i giovani) della tv generalista, propone altri linguaggi etc..
    secondo me quella di mediaset:
    a) è una battaglia di retroguardia e quindi destinata alla sconfitta
    b) prelude al RILANCIO DEL portale RIVIDEO

  5. mset (come tutti gli altri broadcaster) sa che non potrà fermare youtube nel lungo termine, troppo utile per gli utenti; se mset vuole mettere online i suoi video, e farci sopra “ripubblicita'”, quale infrastruttura meglio di youtube? Ma hanno bisogno di mostrare i muscoli per ottenere in futor di più’ sul tavolo delle trattative …

  6. “…è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori…”
    E quante ne hanno guadagnate???
    Mi spiego: se io trovo su YT un video interessante di Zelig (ad esempio) che mi spinge a guardare la puntata successiva alla tv (su canale5 o italia1), è o non è un vantaggio per mediaset?
    Secondo me mediaset sta meno ad aprire un canale su YT ed essere lei ad inserire i video migliori…

  7. Antonio Baldassarra

    In linea di principio in diritto secondo me Mediaset ha ragione e fa bene ad intentare la causa: Youtube non può “ritrasmettere” quel materiale per il quale Mediaset “ha” “o detiene” dei diritti quantomeno sul suolo italiano.
    Da qui a ottenere la rimozione del materiale la strada è breve, mentre la vedo in salita ed impervia quando cerca di far passare la logica del “lucro cessante”, al più può opporre i ricavi di “rivideo” come lucro cessante o la valorizzazione dei passaggi pubblicitari delle repliche (qualora siano documentabili).
    Secondo me non becca un Euro oltre la rimozione del materiale e le spese legali.
    Fin qui il fatto in base al diritto. Poi concordo con te Stefano sulle due questioni che poni: la controversia ha la sua utilità contabile.
    E la cosa è assolutamente assurda: tutta questa storia del diritto d’autore sta diventando “bloccante” per lo sviluppo e impossibile da applicare realmente… spero che la cosa venga fuori seriamente quanto prima.
    Una rendita di posizione non può essere tale in eterno altrimenti diventa un elemento di blocco e di collasso dell’economia di mercato.
    Anche con reeplay credo ti confronterai con questo problema prima o poi.

  8. @Gabriele
    Dissento sul fatto che YouTube sia la migliore infrastruttura tecnica per metterci i propri video e ricavarci soldi dalla pubblicità per le seguenti ragioni:
    – struttura centralizzata dai costi onerosissimi
    – youtube non ricava abbasta dalla pubblicità per se stessa figuriamoci per chi mette i video
    – gli utenti di youtube (in generale di internet) non vogliono la pubblicità sui video (a differenza di quelli tv)
    @Cristian
    La storia della pubblicità indiretta ad un proprio prodotto, e quindi soldi in più nel medio periodo, ai broadcaster di tutto il mondo non entra in testa…ragionano per prodotto fisico e per prodotto televisivo.

  9. La visione online e’ da filo interdentale rispetto al mainstream TV; anche in USA la TV viene vista molto piu di Internet ed e’ pure in crescita! aspetta a darla per morta…
    reeplay.it non e’ un servizio di display come YT; e’ un tool di storage. tutto il sistema e’ disegnato con una forte relazione con uno studio legale altamente specializzato.
    mediaset ha dei contratti con dei titolari che le concedono dei diritti per la TV, non per Internet. nei contratti c’e’ scritto che mediaset si impegna a fare del proprio meglio per evitare violazione dei diritti (ad esempio mettere su Internet, se non ce l’ha; teniamo presente che i diritti TV vanno per geografie e per finestre temporali).
    se trova materiale su Internet, non ha altro modo che impegnarsi affinche’ sia tolto, diversamente sarebbe lei a subire una causa e una possibile sospensione dellle forniture. E’ un atto dovuto, rispetto agli obblighi contrattuali.
    poi tra questo e la richiesta di 500M…

  10. @Inchiostro Simpatico:
    io guardo dall’italia (e da qualsiasi parte del mondo) le puntate di colbert report (e quando posso del daily show) in streaming sul loro sito. Ci sono pochi passaggi pubblicitari tra un video e l’altro, a me sta bene perchè mi offrono 2 modi di visione (uno “tagliato” e uno “completo” che si può vedere anche a schermo intero).
    Grazie a Dio non fanno come un altro sito che invece blocca le richieste di IP non USA. Son ben felice di vedermi 2 minuti di pubblicità per avere la comodità di vederlo quando voglio.
    Certo, se potessi scaricarlo e guardarmelo offline sarebbe perfetto, ma così va già molto bene.

  11. Antonio Baldassarra

    @Stefano
    Siamo d’accordo su tutto allora 😉
    Un piccolo inciso su reeplay: hai ragione in effetti si configura come un PVR di cose che già esistono in rete ma è previsto uno “storage” di una copia del contenuto (che non puoi eslcudere sia soggetto a diritto d’autore) e una forma di “pubblicizzazione dell’esistenza della copia” (funzione che a me piace molto).
    Ovviamente la cosa mi piace e sono convinto che i tuoi legali ci hanno lavorato sopra ma non mi stupirebbe che tu ricevessi qualche diffida per “l’uso non concordato” di materiale non libero da diritti.
    Secondo me il problema dei diritti d’uso delle proprietà intellettuali è un problema di fondo che prima o poi va affrontato e rivisto, tutto qua.

  12. @inchiosto: volevo dire che yt ha un “brand” che si associa a webtv , e la webtv ha bisongo di brand cosi (non credo funzioni la proliferazione di “minisiti” : mset.it, raiclick.it etc… ; gli utenti hanno sempre bisogno di “brand” forti e posti semplici associati ai servizi
    e prima o poi il modo giusto di fare pubblicità lo troveranno …

  13. Questa poi… ormai tutti che vogliono i diritti d’autore. Ho deciso che brevetterò lo starnuto come opera artistica, chiederò a chi starnuta i diritti d’autore!!
    Vergogna, il mondo sembra completamente impazzito.
    ah, complimenti x il blog, ovviamente!
    Br1

  14. Grazie per i complimenti.
    @Antonio:
    71-septies. 1. Gli autori ed i produttori di fonogrammi, nonché i produttori originari di opere audiovisive, gli artisti interpreti ed esecutori ed i produttori di videogrammi, e i loro aventi causa, hanno diritto ad un compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi di cui all’articolo 71-/sexies/. Detto compenso è costituito, per gli apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica o digitale di fonogrammi o videogrammi, da una quota del prezzo pagato dall’acquirente finale al rivenditore, che per gli apparecchi polifunzionali è calcolata sul prezzo di un apparecchio avente caratteristiche equivalenti a quelle della componente interna destinata alla registrazione, ovvero, qualora ciò non fosse possibile, da un importo fisso per apparecchio. Per i supporti di registrazione audio e video, quali supporti analogici, supporti digitali, memorie fisse o trasferibili destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, il compenso è costituito da una somma commisurata alla capacità di registrazione resa dai medesimi supporti. *Per i sistemi di videoregistrazione da remoto il compenso di cui al presente comma è dovuto dal soggetto che presta il servizio ed è commisurato alla remunerazione ottenuta per la prestazione del servizio stesso

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