Salvate il soldato Telecom – Milano Finanza

Milano Finanza:

Per giorni Cardia ha osservato l’andamento del titolo, il prezzo, i volumi. E negli scambi qualcosa non lo ha convinto pienamente. L’ipotesi è che pacchetti Telecom, ancora largamente sotto il 2% siano passati di mano, tanto da impensierire anche chi con le nuove regole deve occuparsi di intelligence economica. E la rete Telecom, per questi ambienti, è la rete strategica per eccellenza. Questione che non può sembrare secondaria per chi come Cardia è stato per oltre un anno, durante il governo Dini, sottosegretario con delega sui servizi segreti. E se l’allarme parte da lì, si capisce anche la reazione di Palazzo Chigi e di Rutelli. A questo punto, però, gli indiziati principali, ossia i fondi sovrani arabi, sembrano avere un alibi di ferro: Telecom non è cibo per i loro denti. Controllare aziende così particolari non è il loro mestiere e fintanto che nei bilanci della società resta il debito attuale, anche la pura speculazione finanziaria ha poco senso. Semmai l’allarme può riguardare altri gruppi telefonici esteri. Non è un caso che Telefonica, pur essendo il primo azionista del gruppo, è stata già dissuasa con le buone, visto che il governo italiano non apprezzerebbe una sua crescita ulteriore in Telecom. Ci sono poi altre società, da Deutsche Telekom a British Telecom che in passato hanno tentato lo sbarco in Italia, ma il momento finanziario è duro anche per loro. Più concreto sembra il rischio Vodafone, non solo perché già presidia alla grande il mercato del mobile proprio qui in Italia, ma anche perché la sua articolazione italiana è imbottita di liquidità, tanto che fa da banca per la holding.

In più, un gruppo globale come quello inglese, fortissimo sul mobile e scoperto sul fisso, potrebbe acquistare Telecom per poi cedere Tim e magari anche Tim Brasil, risolvendo in un colpo i problemi di antitrust e quelli del debito della società preda. Certo, bisognerebbe mettere in conto una guerra senza esclusione di colpi con un governo che già ha minacciato Telefonica di essere pronta a scorporare la rete pur di bloccare una possibile scalata. Quindi sarebbe un’operazione quasi da fantafinanza. Ma questi sono momenti in cui anche gli incubi peggiori sembra possano prendere corpo. Quindi meglio correre ai ripari. Almeno così pensa il governo. A quanto pare non da solo.

Statuto Telecom Italia (pdf) Pagina 12, Articolo 22 "poteri speciali"

22.1 – Ai sensi del comma 1 dell’articolo 2 del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni dalla Legge 30 luglio 1994, n. 474, come sostituito dall’articolo 4, comma 227, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro delle attività produttive, è titolare dei seguenti poteri speciali:

a) opposizione all’assunzione, da parte dei soggetti nei confronti dei quali opera il limite al possesso azionario di cui all’articolo 3 del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, di partecipazioni rilevanti, per tali intendendosi quelle che – come statuito dal decreto del Ministro del tesoro in data 24 marzo 1997 – rappresentano almeno il 3 per cento del capitale sociale costituito da azioni con diritto di voto nelle assemblee ordinarie. L’opposizione deve essere espressa entro dieci giorni dalla data della comunicazione che deve essere effettuata dagli amministratori al momento della richiesta di iscrizione nel libro soci, qualora il Ministro ritenga che l’operazione rechi pregiudizio agli interessi vitali dello Stato…
b) veto ,debitamente motivato in relazione al concreto pregiudizio arrecato agli interessi vitali dello Stato, all’adozione delle delibere di scioglimento della società, di trasferimento dell’azienda, di fusione, di scissione, di trasferimento della sede sociale all’estero, di cambiamento dell’oggetto sociale, di modifica dello statuto che sopprimono o modificano i poteri di cui al presente articolo.

22.2 – Il potere di opposizione di cui alla precedente lettera a) è esercitabile con riferimento alle fattispecie indicate all’articolo 4, comma 228, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. I poteri speciali di cui alle precedenti lettere a) e b) sono esercitati nel rispetto dei criteri indicati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2004.

E’ dalla privatizzazione che si e’ corso ai ripari…

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4 thoughts on “Salvate il soldato Telecom – Milano Finanza”

  1. vincenzo vicedomini

    Stefano, ti chiedo : Ma negli altri Paesi europei esistono normative speciali e leggi che garantiscono “la conservazione” di infrastrutture strategiche allo sviluppo del Paese ?
    In più aggiungo : Vodafone che quota azionaria ha attualmente in Telecom ? (Trovo difficile riesca a racimolare tante azioni da permetterle diritto di voto).

  2. Prima o poi dovremo arrivare alla cessazione di tutte le telco nazionali come anni fa e’ iniziata la dismissione delle compagnie di bandiera (intese come quelle che portavano in giro per il mondo i cittadini di uno Stato).
    Probabilmente ci vorra’ qualcuno che dia il LA (come la Sabena) oppure una “forza esterna” che costringa le telco ad unirsi, tipo lo sviluppo di tecnologie wireless/fibra in mano a terzi che rendono obsoleto il rame. Pero’ prima o poi bisogna iniziare a smantellare questa ridondanza. Meglio prima.

  3. @Vincenzo, in alcuni si, in altri no, in molti, di fatto, si. Ad esempio in Svezia quando France Telecom voleva comprare Telia, l’esercito si e’ opposto; il governo si e’ messo a fare un tiramolla ed alla fine hanno detto a FT “puoi procedere” quando questa aveva gia’ detto “non ci interessa piu”.. formalmente quindi, nessun protezionismo. di fatto, Telia resta scandinava.

  4. Alla fine con queste paranoie (anche se giustificate), e con la mancanza di un piano industriale e di una strategia, il rischio è che Telecom diventi sempre più debole, facendo piano piano la fine di Alitalia.
    Se notate al di là delle dietrologie, che in Telecom si sono rilevate quasi sempre errate (la realtà è molto più banale di quanto si possa credere) il titolo tende in momenti di crisi a scendere sotto dei supporti 3€ .. 2,5€ 2€ 1€ ora siamo a 0,8€, ma poi rimane lì, e non si vede alcuna prospettiva di redifiniziona della resistenza.
    Questo vuol dire che le speculazioni ci sono sicuramente, ma anche che nessuno crede nell’azienda, e questo è una conseguenza diretta della mancanza di un piano industriale e di una strategia.
    Credo infine che le battaglie per chi la controlla siano normali e anche all’interno delle regole lecite, ma hanno senso solo nel caso in cui un’azienda:
    – Sia veramente strategica (non solo per il rame installato)
    – Abbia un piano di sviluppo
    Alternativamente ci troviamo come Alitalia, dove l’unico valore rimasto erano (sono) gli slots (=rame+torri*) e i clienti (= clienti), e una montagna di debiti.
    * forse si vendono anche le torri 😉

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