Regolamentare Internet ?

E' un post un po' lungo, ma è un tema importante..

Come prima cosa mi è venuta in mente una canzone di Battisti (vediamo chi indovina), poi ho cercato di documentarmi.

Premessa: Internet è già ampiamente e specificatamente regolamentata, per molti aspetti (si pensi al codice delle comunicazioni…) e per ciò che non è specificatamente regolato, valgono le leggi generali: un pedofilo è tale, sia che venda cose su internet sia che lo faccia al parco giochi o a scuola.

Questa idea che "ciò che accade in internet non sia regolamentato" è sbagliata, e quindi l'idea che "internet è libera perchè non è regolamentata" è doppiamente sbagliata. La libertà si basa sulle regole e per me la politica è il diritto-dovere di darsi democraticamente delle regole.

Entriamo nel merito: Un certo livello di regolamentazione è essenziale, un altro livello sarebbe pernicioso. Regolamentare il mercato per garantire l'accesso a tutti gli operatori, e' essenziale (pensiamo all'interoperabilità). Regolamentare il mercato per escludere degli operatori è pernicioso (pensiamo alla censura di tutti i contenuti in alcuni paesi).

Per poter esprimere un giudizio,  quindi bisognerebbe sapere cosa intendesse per "Internet" e cosa intendesse "regolamentare". Io non lo ho capito.

Possiamo solo fare discussioni generali sui rischi che una politica interventista digidaldivisa potrebbe portare alla rete. I precedenti giustificano un pessimismo bipartisan (gli esempi sono molti), con qualche nota positiva bipartisan.

Cito ad esempio Landolfi con la regolamentazione che ha aperto il wifi o Gentiloni che ha fatto un contratto di servizio RAI che è elemento di garanzia per la neutralita' della rete. In entrambi i casi ci sono stati collaboratori giovani, non politici, che tenacemente hanno sostenuto queste cose.

Cerf ritiene che Internet debba essere regolamentata in modo analogo al diritto internazionale marittimo.

Obama ritiene che Internet debba essere regolamentata per garantire la neutralita' della rete.

Ironia lessicale, i suoi oppositori formano una coalizione chiamata "Save the Internet" (Mi viene in mente la barzelletta sull'uccellino coperto di letame). Bisogna capire nel merito aldilà delle parole e delle apparenze.

A voler pensar male, quali sono gli interessi di Mediaset relativamente
ad Internet ? lo ha detto chiaramente in risposta alla consultazione
pubblica sugli impegni di Telecom. Mediaset vorrebbe la separazione
della rete, in modo da competere sui servizi. Una rete non neutrale è
contro i suoi interessi.

E' pensabile che, con un Obama che nel suo programma ha un punto focale nella net neutrality, il G8 concordi una regolamentazione che vada in una direzione diversa ? Non mi pare realizzabile.

E' pensabile che si arrivi ad una decisione su un tema tanto complesso e di così vasto impatto, segnato da enormi sforzi lobbistici, senza una riflessione ? Mi sembra utopico.

Penso che la massima decisione cui si può tendere è una riflessione sulla questione. Non mettere il carro davanti ai buoi.

In questo senso faccio un'altra provocazione: Pensiamoci un attimo, guardando al futuro. Il framework del dibattito sulle NGN si è sviluppato includendo molti punti di vista interconnessi: tecnico, di mercato, regolatorio e finanziario.

Le tecnologie che arriveranno nel prossimo decennio abiliteranno la rimozione della scarsità di banda e l'industria delle TLC affronterà una trasformazione verso un'economia dell'abbondanza dove verranno meno rivalità ed escludibilità.

Ecco, questo è un tipo di riflessione che mi parrebbe utile: un dibattito sull'interesse pubblico di questa trasformazione, da un punto di vista sociale, politico e macroeconomico e poi, sulla base di questo, una regolamentazione che favorisca la sua massimizzazione.

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