quel biiip di biiip ha biiip una biiip !

window.addEventListener("resize",new Function("event","adjustLKMediaDiv(event);"),false)function juiceapp_bx(x, y, w, h) { this.l = x; this.r = x + w; this.t = y; this.b = y + h; }function cBB(o) { var b = new juiceapp_bx(0, 0, 0, 0); if (!o) return b; var x = 0, y = 0, p = o; try{ do { y+=p.offsetTop || 0; x+=p.offsetLeft || 0; p = p.offsetParent||p.parentNode; }while(p); }catch(e){} b.l = x; b.t = y; return b; }function adjustLKMediaDiv(event){var divs = document.getElementsByName('lk_juiceapp_mediaPopup_div');for(i=0;i<divs.length;i++){var d = divs[i];var embs = document.getElementsByTagName('embed');var iframes=document.getElementsByTagName('iframe');if (embs.length>0){for(var k=0;k<iframes.length;k++){embs[embs.length]=iframes[k];}}else{embs=iframes};var objects=document.getElementsByTagName('object');if (embs.length>0){for(var k=0;k<objects.length;k++){embs[embs.length]=objects[k];}}else{embs=objects}for(j=0;j<embs.length;j++){var emb = embs[j];if (emb.getAttribute('lk_media')!='yes'){continue;}if(emb.getAttribute('lk_mediaId') == d.id){var b = cBB(emb);d.style.left=(b.l+emb.clientWidth)+'px';d.style.top=(b.t+emb.clientHeight/2-30)+'px';break;}//end of if emb
}//end of for embs
}//end of for divs
}

UPDATE: L'EMENDAMENTO APPROVATO AL SENATO E' STATO STRALCIATO ALLA CAMERA. NON C'E' PIU'. NON FIDATEVI DI CHI DICE IL CONTRARIO. ARRIVA TARDI, PERICOLO SCONGIURATO. (bisogna gridare al lupo al lupo quando c'e' il lupo, non quando non c'e'…)

SE VOLETE RESTARE INFORMATI IN MODO TEMPESTIVO SU PROPOSTE DI LEGGE DI QUESTO TIPO, FATE UNA COSA UTILE SOTTOSCRIVENDO QUESTO BLOG NEL VOSTRO AGGREGATORE.

Il titolo di questo lungo, ma pesante post, era diverso, prima che entrassero in funzione i dispositivi di filtraggio 😉

1) Premessa

Riprendo la questione sul famigerato Art. 50 bis

Per fare ciò che il Senatore D’Alia auspica in questa intervista non occorreva una nuova norma, bastava usare quelle esistenti.

Invece, al Senato, e’ stato approvato  questo, con parere favorevole, dopo la riformulazione, del Sottosegretario Mantovano, mentre la Commissione con il relatore Berselli, si e' rimessa al parere del Governo.

2) L’emendamento  approvato 50.0.100 (testo 3)

Dopo l'articolo 50, inserire il seguente: Art. 50-bis. (Repressione di attivita' di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attivita' illecite compiuta a mezzo internet)
        1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita' di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorita' giudiziaria, pubblico, puo’ disporre con proprio decreto l'interruzione della attivita' indicata, ordinando ai fornitori di connettivita' alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
        2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione e' ammesso ricorso all'autorita' giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 e' revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
        3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
        4. I fornitori dei servizi di connettivita' alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attivita' di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.
        5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) e' cosi' sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".

2.1) Questo e' l'art.266 richiamato

Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto e' commesso:
1) col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda;
2) in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di piu' persone;
3) in una riunione che, per il luogo in cui e' tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.

3) Perché, a mio avviso, è preoccupante

Perche' consente, a fronte di un concreto elemento di istigazione a disobbedire le leggi (e quindi pretestuosamente estendibile ad libitum), di filtrare tutte le comunicazioni private di ogni persona, come se avvenissero in pubblico.

  • istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi”:  mi pare decisamente troppo ampio. Nel codice penale mi risulta che ci sono due reati che parlano di “disobbedienza alle leggi”: 226 che riguarda i militari e il 415 c.p. quest'ultimo parla di istigazione a disobbedire alle leggi di ordine pubblico e di istigazione all’odio tra classi sociali. Tra "disobbedire alle leggi" e "disobbedire alle leggi di ordine pubblico" mi pare ci siano ordini di grandezza di differenza! Esistono leggi per gli orari di accensione del riscaldamento. Se scrivo "bisognerebbe accendere il riscaldamento piu' di quando stabilito e mettere la temperatura a piu' di quanto stabilito" e' una istigazione alla disobbedienza delle leggi.
  • "via telematica sulla rete Internet": non si tratta solo di “pubblicazioni” ma comprende qualunque forma di comunicazione. ci casca dentro anche la mail, messenger, la mail, skype, la mail,  twitter, la mail, i forum, la mail, …
  • "filtraggio" : Tra filtraggio e sequestro c’è una bella differenza. Cosa significa “filtraggio” ? cosa significa "filtrare" i contenuti ? eliminarli ? cancellarli ? inibirne la lettura ? controllarli e indicizzarli ? Sequestro significa che viene bloccato l’accesso e che il materiale viene conservato esattamente nella forma in cui si trovava.
  • può disporre”: il ministero "puo'" disporre su richiesta della autorita’ giudiziaria: questa discrezionalita' mi pare che possa destare preoccupazione.
  • sulla rete internet o con altro mezzo di propaganda”: Da quanto capisco, con questa integrazione al 266, il reato cosi’ integrato, si considera  avvenuto in pubblico
  • concreti elementi che consentano di ritenere”: ovvero non una prova. Di per se’ non sarebbe grave, se non fosse che il combinato disposto con i punti precedenti, mi pare offra una chiave potente per affermare la legittima di controllare tutta la mail o le chat  di ogni persona e “filtrarla”.

4) Il regolamento

Entro 60 giorni devono essere definiti i requisiti tecnici e le soluzioni tecnologiche. Qui si deve definire cosa si intenda oggi per “filtraggio” e come farlo. E' sufficiente per stare tranquilli ? Per sperare che le garanzie che la legge elimina vengano di fatto reintrodotte in sede di un regolamento ? (che, tra parentesi, puo' cambiare senza alcun passaggio parlamentare).
Mi pare ci sia una sproporzione colossale tra il garantismo relativo alle intercettazioni telefoniche e il filtraggio di qualunque comunicazione internet, L'unica giustificazione che trovo e' che chi fa le norme capisca il telefono ma non internet!

Quanto richiesto dalla norma, e’ evidente che tecnicamente non è fattibile. Almeno non più di quanto sia fattibile combattere le inondazioni facendo evaporare l’acqua.

Il rischio a questo punto diventa che, in caso di mancato filtro (per impossibilita'), a parte le sanzioni pecuniarie, a qualcuno troppo zelante scatti l'idea di denunciare i provider per concorso.

4.1) Siti web

Ammesso e non concesso che sia possibile, con gli attuali mashup del web 2.0, distinguere messaggio da contenuto web (non credo che in Senato molti sappiano o capiscano cosa sono RSS e XML), comunque ci sono varie casistiche:

  • Siti posti in Italia: per macchine in Italia, si puo' agire fisicamente, come si e' sempre fatto..
  • Siti posti all’estero: Unico modo di sequestrare è inibire l’accesso, cosa che funziona poco, sostanzialmente per gli utenti gia’ onesti, come sappiamo.
  • Parte di siti: Qualcuno, in particolare sulla base di informazioni provenienti da produttori di apparati, sostiene che si possa agire “chirurgicamente” sui contenuti grazie alla DPI (Deep Packet Inspection: filtraggio fatto dai dispositivi all’interno della rete), “sbianchettando” porzioni di contenuto. Attenzione, parliamo di contenuto, non di intestazioni dei pacchetti dati (mittente/destinatario/seq./…).

4.2) Sbianchettamento-DPI

“Questi sitemi di sbianchettamento selettivo di parti di testo possono funzionare ?” – si.
Ma e’ la risposta giusta alla domanda sbagliata.

La domanda giusta e’ : “cosa occorre se si vuole fare in modo che non funzionino ?” – nulla, basta deciderlo.

Detto in altri termini,

  • se io voglio che il mio traffico sia analizzato, queste macchine sono in grado di farlo.
  • se io NON voglio che il mio traffico sia analizzato, queste macchine NON sono in grado di farlo (basta usare https anziche’ http)

La DPI non e’ quindi uno strumento di enforcement possibile.

Una domanda successiva potrebbe essere : “esiste la possibilita’ di fare delle norme che consentano alla DPI di funzionare ?”

La risposta e’ “si, ma in questo modo non funzionerebbero piu’ i meccanismi di sicurezza dell’home banking, delle carte di credito, gli accessi remoti alle reti aziendali, ecc. mentre chiunque volesse aggirarle, potrebbe continuare a farlo, in quanto tecnologie presenti nativamente in ogni palmare/PC/telefonino”

In buona sostanza, per “sbianchettare“ porzioni di contenuto, l’unico modo e’ sbanchettare tutto il contenitore.

4.3) Video

Domanda: “E’ possibile identificare un video identico ad uno vietato ?” – Risposta: si.
Ma di nuovo non e’ la domanda giusta.
La domanda giusta e’: “e’ possibile identificare due video con lo stesso contenuto ?”
E qui la risposta e’ no, perche’ il contenuto può essere espresso in molte forme ed e’ associato all’interpretazione umana.
Anche nei casi piu’ banali, quando i video sono identici, per farlo occorre molto tempo di elaborazione e quindi va fatto preso chi lo eroga e non e’ fattibile in tempo reale sulla rete.

4.4) Comunicazioni (mail, messenger, skype, ecc..)

io ho fondato motivo di ritenere che almeno un 90% degli internauti italiani nella loro posta elettronica abbiano ingiuriato o diffamato varie persone, condiviso (nel senso di spedito, non nel senso di ricevuto) una canzone o altro materiale protetto da copyright senza averne i diritti, commettendo un reato sanzionato dal codice penale, oltre a tutta un'altra serie di reati.
Come si intende “filtraggio”, applicato alla mail ? (o a qualunque altra comunicazione di flusso), ci si limita a "cancellarne" dei pezzi ? (come farebbe piacere a casa sua a quell’illiberale di **biiip**)

5) E’ necessario un provvedimento  ?

Sia ben chiaro, la rete non e’ un luogo diverso dal mondo reale; la rete  e’ uno strumento che fa parte del mondo e quindi per i comportamenti attuati con questo strumento valgono gia’ le leggi esistenti! Ma forse il legislatore lo ignora. Sequestri di contenuti, imputazioni di reati, condanne di persone che hanno compiuto reati usando lo strumento Internet, avvengono gia’, su provvedimento delle autorità.

La legge deve essere rispettata, chi compie atti illeciti deve essere sanzionato. L’essenza della politica e’ darsi democraticamente delle leggi e la base della convivenza sociale e’ che esse debbano essere rispettate.

Perche’ questo sia possibile pero’ non serve chiudere o censurare le comunicazioni svolte con lo strumento Internet, ma attribuire le responsabilita’ individuali a chi le ha.

Lo strumento, che a mio avviso sarebbe bene adottare al piu’ presto, e’ una norma sull'anonimato protetto che consentirebbe di assicurare il diritto di anonimato per chi lo desidera, nel contempo consentendo di imputare gli illeciti ed i reati a chi li commette (colmando lacune di attribuzione tuttora esistenti ed estese) affinche’ costoro siano processati con tutte le garanzie previste dall’ordinamento.

Questo consente di affermare alcune garanzie costituzionali quali “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili” e ancora  “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” e non, per colpire un illecito, attuare una vera e propria censura.

Wikipedia: Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa od altri mezzi di comunicazione di massa; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.

La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni;  Possiamo dibattere se il provvedimento sia piu’ figlio dell’ignoranza che della malafede.  Personalmente ho piu’ paura dell’ignoranza che della malafede.

Non ci dimentichiamo che certi reati esistono gia', non sono stati inventati per internet; penso che sia possibile che "le intenzioni" dell'estensore siano state  positive, ma poi le intenzioni passano e cio' che resta e' cio' che e' scritto.

Si puo’ dire “si, ma nel regolamento verra’ limitato ai siti web”, ma a parte il fatto che il regolamento si puo’ rifare senza passare in Parlamento, cosa e’ “sito web” ? come si definisce ?

penso che cosi' com'e' la norma non deve passare; penso anche che la prossima volta, prima di scriverne una, dovrebbero cercare di sentire qualcuno che ne capisce qualcosa.

Internet e’ uno strumento fantastico che ha cambiato il pianeta, come il fuoco. (ogni riferimento alla attualita’ Australiana e’ puramente voluto)

E come ogni strumento, puo’ essere usata anche per compiere illeciti o reati.

L’opinione pubblica reagisce in modo diverso a vari tipi di reati:

  • fa finta di non vedere le violazioni della proprieta’ intellettuale quando mette a disposizione materiale protetto da diritti; 
  • si scandalizza allarmata quando ci sono video di violenze su minori o disabili.

E’ meno faticoso scandalizzarsi e richiedere interventi censori piuttosto che insegnare ai figli che e’ immorale, prima ancora che illegale, riprendersi quando si mena un altro bambino, solo per far salire il proprio counter su Youtube.

Il legislatore, quando si fa interprete dell’allarme sociale, al pari della pubblica opinione e’ vittima di una sostanziale ignoranza tecnologica e, come in questo caso, produce leggi che, non tenendo conto delle caratteristiche del mezzo, nei fatti stravolgono la corretta applicazione di alcuni diritti fondamentali della persona.

Va ribadito con chiarezza: NON ESISTE ALCUN MEZZO TECNOLOGICO, per quanto complesso e costoso,  che consenta di impedire ad un utente determinato di comunicare via internet con un altro utente o macchina. L’unica possibilita’ e’ vietare la comunicazione digitale tout-court

6) Cosa fare ?

Se condividete quanto ho scritto fin qui, secondo me, la prima cosa, e' sensibilizzare altre persone.

Poi, come noto, il provvedimento passa alla camera seguendo il solito iter. Qualcuno alla Camera presenterà emendamenti, sono fiducioso su cio'.

La cosa migliore, se qualcuno li conosce o riesce ad avere un contatto, e’parlare con qualcuno di rilevante. Dato che l'eventuale provvedimento deve essere emanato di concerto da Tremonti, Maroni e Brunetta, le possibilita' (forse) sono piu’ ampie.

Poi, accerchiarli :  Cercare di spiegare loro l'inutilita'.

Esorterei tutti, oltre a diffondere la conoscenza su questo provvedimento, a scrivere (e far scrivere) al proprio parlamentare, mandargli una mail (l’elenco completo e’ qui di seguito (XLS)) chiedendogli di documentarsi, di cercare di capire, di far chiedere un parere tecnico a strutture preposte (ad esempio Autorita’ delle Comunicazioni, Fondazione Bordoni (Il “thinktank” del ministero)), quello che volete. Solo fategli sapere che non vi sta bene.
Scarica Elenco mail

Non e’ vero che mandare mail non funziona. Lo so per esperienza diretta. Quando iniziano ad arrivargli migliaia di mail, “il ragionevole sospetto” gli viene, e almeno ne parlano, almeno se ne accorgono e la norma non rischia di passare senza che nessuno la abbia notata.

Questo emendamento e’ stato presentato ed approvato senza una grande storia alle spalle; proposto sulla scia di un “allarme” per gli odiosissimi gruppi “pro-stupro” in Facebook e buttato li’, senza capire bene le basi tecniche e le conseguenze.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

28 thoughts on “quel biiip di biiip ha biiip una biiip !”

  1. grazie per aver analizzato cosi a fondo il decreto, mi pare che da quanto scrivi la situazione sia ben piu’ grave di quanto si possa immaginare ad una lettura superficiale.
    In particolare sono “micidiali” l’insieme di vaghezza del reato sanzionato e ampiezza dei mezzi che si intendono tenere sotto “controllo”.
    Fa specie che (ad esempio nell’intervista fatta da Gilioli) l’onorevole non si renda minimamente conto che alcune delle intenzioni che dice di avere (e.g. eliminare i contenuti rapidamente) siano solitamente attuate di buon grado da chi gestisce i servizi “incriminati” (l’esempio del video su you tube che fa e’ esemplare, il video fu rimosso da google poche ore dopo la notifica della richiesta da parte delle autorita’). Purtroppo il fatto che il decrto si figlio dell’ingnoranza in tema di tecnologie non fa stare tranquilli, anzi…
    Mi interessa molto la tua idea di “anonimato protetto”, hai qualche informazione (magari un post) in cui sia spiegato cosa significa?

  2. Bel post,specie il titolo. 😛 Non è che gli stiamo dando troppa importanza, Stefano? E’ questa l’impressione che ho perchè mi sembra tutto campato molto in aria, come le dichiarazioni di D’Alia che tra l’altro cita il caso del video di Google: qualunque tentativo unico a filtrare Internet è obsoleto. Chi glielo spiega?

  3. @Dario: no, non credo.
    certo, c’e’ la tentazione di pensare “mah, e’ una cavolata, nemmeno chi l’ha proposto la votato, figuriamoci se e’ una cosa seria, anche se viene approvato non verra’ mai applicato”.
    Il fatto e’ che quando una cosa e’ Legge dello Stato, e’ Legge dello Stato. Per cancellarla ci vuole un referendum o un’altro voto del Parlamento.
    e il parlamentare puo’ pensare “mah, lasciamola li’, cosi’ se c’e’ qualcosa che non va, abbiamo tutti gli strumenti”.

  4. @Marco: ti ho risposto N volte qui http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/aboliamo-per-legge-inondazioni-e-ignoranza-tecnologica-aka-ci-risiamo-con-i-filtraggi.html
    mi pare che tu tenda ad ignorare il senso delle risposte e cavilli con affermazioni di dettaglio, ignorando cio’ che ti viene detto, dando l’impressione a qualcuno che polemizzi con ingiustificati attacchi personali.
    dato che non sto parlando di me, ma da cio’ che ti hanno risposto varie persone nei commenti, i casi sono 2: o forse non capiscono, o forse hanno un fondo di ragione.
    in ogni caso mi sembra sterile continuare a ripetere le stesse cose nei commenti di ogni post.
    ti prego di usarmi la cortesia di rileggerti quando gia’ scritto, possibilmente senza preconcetti, ed astenerti dal reiterarti in ogni dove.

  5. @Fra: perche’ cio che si approva, alla camera e senato e viene controfirmato dal quirinale, diventa Legge dello Stato la cui appliczione e’ obbligatoria. Centinaia di migliaia di emendamenti non approvati, semplicemente, non esistono.
    Fa piacere che il proponente, dopo aver votato contro la norma, abbia forse capito di averla fatta un po’ grossa e abbia fatto opera di ravvedimento, ma fuori tempo massimo.

  6. Veramente no, ho ripetuto la domanda proprio perché non hai risposto (è una domanda a cui si può rispondere con un semplice sì o no, ma non lo trovo). Nel momento in cui proponi delle iniziative mi sembra una domanda pertinente e rilevante per capire se sono contro la censura in generale (che mi interessa) oppure solo contro la censura censura (che non mi interessa e anzi ritengo estremamente controproducente). Se poi vuoi farne una questione personale mi dispiace, ma non dipende da me.

  7. Intorno ai 3’40”, dell’intervista si dice che su youtube è stato pubblicato un video dove si vedono 4 ragazzi che picchiano un coetaneo disabile, e che quindi mostrando un video “dove si mostra un reato in diretta” bisogna essere cancellati/oscurati etc. etc.
    Malignamente mi chiedo, ma i siti che mostrano foto e video dei fatti della scuola Diaz, come verrebbero giudicati?

  8. Ma di cosa avete paura? Secondo voi Facebook e Youtube sono più importanti dell’intera società, che (se non ve ne siete ancora resi conto) sta andando alle cozze? Si viveva benissimo anche senza Fb e Yt, anzi: forse riscopriremmo il bello di fare due passi con i nostri amici invece che “postare sul loro muro” per tenere i contatti.
    …ma non temete: con tutti i soldi che Facebook e Youtube fanno in Italia, non correranno certo il rischio di chiudere: semplicemente potenzieranno i loro controlli anti-crimini ed avremo una rete migliore e più “pulita”.
    Se estrapoliamo l’andamento della società negli ultimi 20 anni, e la proiettiamo nei prossimi 20, i nostri figli combineranno cose che oggi noi non riusciamo nemmeno a concepire. Vogliamo o no arginare, in maniera efficace, questa deriva?

  9. Perche’ ti avevo gia’ risposto prima nei contenuti dei post.
    Perche’ se un commette reati sono gia’ previsti dall’ordinamento e questo emendamento non e’ inutile, e’ controproducente, perche’ estende i provvedimenti dal web a qualunque comunicazione telematica su internet, quindi anche twitter.
    Perche’ una battuta sintetica non e’ detto che non sia intelligente.
    La societa’ sta andando alle cozze ? e’ discutibile. Non so quanti anni tu avessi 20 anni fa, io avevo 23 anni e conoscevo ragazzi che non sono sopravvissuti alla loro eta’. secondo me e’ meglio adesso di quando alla stazione trovavi i ragazzi sulle scale privi di sensi con siringhe nel braccio.
    Quando ero piccolo, nella roggia di fronte a casa galleggiava uno strato di schiuma da bagno sopra un cumulo di sacchetti e contenitori di plastica vuoti. oggi ci sono i pesci anche se la popolazione del paese e’ raddoppiata. I reati contro la persona di cui ho guardato le statistiche, sono in calo; l’aspettativa di vita si allunga, il numero di nati vivi aumenta, il livello di istruzione, ecc. ecc.
    Si vive benissimo senza nulla di moderno, questo e’ vero. Personalmente ritengo che FB non mi dia valore, come non mi danno valore le discoteche o i circoli letterari, ma se a qualcuno piace, faccia pure.
    se poi in un circolo letterario o in un gruppo FB si organizzazno attentati, beh, c’e’ la legge che li punisce (e c’e’ gia, come dicevo).
    “tutti i soldi che fanno FB e YT in Italia” e’ discutibile. fatti una ricerchina e vedi quanti soldi fanno FB e YT nel mondo e confrontali, ad esempio ai soldi che fa Wind o H3G e poi riparliamone…
    quando guardo mia figlia penso “se le facesse quello che ho fatto io, la meno”. E penso anche che se io sono sopravvissuto e, tutto sommato nemmeno tanto male, anche lei potra’ farlo.
    Il discorso che fai tu lo hanno sempre fatto. Almeno, io non sono particolarmente colto in letteratura, ma di sicuro Jorge Manrique nel quindicesimo secolo gia’ lo scriveva.
    ma di queste cose ho scritto in n altri post; se mi segui, sai esattamente come la penso. se non mi segui, ti pregherei di leggere un po’ di post passati e relativi commenti.

  10. Questa è una risposta intelligente, e la costruzione di un confronto costruttivo è sempre positiva, soprattutto quando viene fatta nel reciproco rispetto, anche se si confrontano punti di vista differenti. Forse il bello dei blog è proprio questo. Se poi ognuno rimane sulle sue posizioni (come noi in questo caso: rimango dell’idea che una legge che non produce effetto, fatta male o inapplicabile, è come se non esistesse), rimane comunque uno spunto di riflessione; considerazioni che, anche se possono non essere condivise, arricchiscono e, almeno per quanto mi riguarda, sono sempre benvenute.
    Buon lavoro,
    Stefano
    ps: 20 anni fa avevo 8 anni

  11. ps: 20 anni fa avevo 8 anni, ma già 10 anni fa ricordo che stupratori 15 enni e studenti che sputano ai professori non ce n’erano… Oggi ci sono, e sono anche orgogliosi di fare queste “bravate”… scusami, ma queste cose mi preoccupano. Forse hai ragione tu che il mondo è così da sempre. Tuttavia…

  12. Eh sì, solo che allora non c’era il tg5 a stigmatizzarlo come male della società meglio noto come “bullismo”. Termine osceno partorito ad uso di una pubblica opinione imbrigliata e assetata di sana disinformazione.I bulli c’erano in tutte le scuole ai miei, ai tuoi e ai suoi tempi.Solo che ai tempi c’erano i “walkie-talkie” non i telefoniniconvideocamera…
    Stefano Pozzi

  13. Vedo che la discussione scivola sul metafisico, mentre c’è una triste realtà con la quale occorre fare i conti: una legge fatta male che può fare gravi danni al Web, allo sviluppo del medesimo e alla democrazia. Premesso che non credo solo nell’ignoranza del legislatore, ma anche all’azione di alcune lobby interne che vedono il loro potere insidiato da internet, richiamo il fatto che l’Italia non è isolata dal mondo. E se qualche interesse locale ostacola iniziativa, progresso e circolazione delle idee allora la nostra ricchezza, le persone migliori (e le opere del loro ingegno) andranno a ventaggio di altri Paesi.

  14. Buonaseeera,
    mancando la certezza del diritto, una legge ingiusta è un’arma in più nelle mani del potere distorto ed illusoriamente democratico.
    Già non ci vedo molto di democrazia oggi in Italia, a cominciare dagli abusi della magistratura, per finire che qui qualcuno pensa che una atomica costruita e innescata non troverà mai chi indovina il bottoncino per esploderla al passaggio di chi odia lui.
    La lobby che l’ha pensata (1 solo parlamentare è troppo poco per una bestialità così immensa), sa bene di potere confidare nell’ignoranza del popolo e, dietro l’approvazione, già ci vede ulteriori passaggi scacchistici per confluire al potere assolutistico di cui il bavaglio è uno solo degli strumenti.
    Se esisterà un modo x censurare internet, sia pure in percentuale per frenare le opposizioni, dipenderà dal despota di turno sapere amplificare tale potere, e procedere con altri passi …
    L’unica legge ingiusta che può considerarsi tollerabile, è quella che non esiste nè sulla carta nè nei cuori. Giuseppe

  15. “i nostri figli combineranno cose che oggi noi non riusciamo nemmeno a concepire. Vogliamo o no arginare, in maniera efficace, questa deriva?”
    ho scoperto di essere un immigrato: cioè sono nato 50 anni fa quando non c’erano telefonino e internet. nonostante io usi la rete e l’email da 17 anni, sono profondamente diverso dai miei nipoti che non spengono mai nè pc nè cellulare perchè sono sempre online. la loro mente è sempre online: perchè sono nativi e la loro mente è diversa dalla mia, come il modo di parlare e di studiare e di leggere. non ho speranze di capirli mai del tutto, è come parlare lingue diverse. e allora?
    questa “deriva” non la arginerà nessuno perchè non è una deriva ma un evoluzione: come quando i primi pesci sono strisciati a terra a respirare – non si torna indietro. il modo di comunicare e quindi il vivere sociale cambiano profondamente. etica e morale non contano, vedi la musica scaricata aggratis: le major si sono arrese perchè i nativi hanno raggiunto la massa critica.
    pensare di “arginare questa deriva” è una dimostrazione di profondo rifiuto della realtà, rifiuto di capirla, analizzarla, di viverla come immigrati tecnologici ma comunque coscienti e portatori di valori etici. come dice Quintarelli non si stava per niente meglio prima – e non si starà per niente peggio dopo: anzi la rete è proprio l’elemento più potenzialmente decisivo per una informazione più libera e diffusa.
    il povero vecchio Dalia è lì che sputacchia la dentiera sperando di fare bella figura col boss: tranquillo Dalia, quando penserai di averla capito qualcosa di tecnologia sarà già cambiata.

  16. Posto che la rete è un luogo culturale,e fà parte del mondo reale – non è un’altro mondo eh già – ed come i questo mondo è impossibile prevedere e disciplinae e punire ogi cosa ( e chi pensa di farlo ha strane idee nella testa ) quale è la situazione attuale dell’emendamento D’Alia ??

Leave a Comment

Your email address will not be published.