A Venezia wifi gratis

Gratis per gli utenti, paga il comune…  A dire il vero non sono a conoscenza di un progetto di muniwireless che abbia funzionato, raggiungendo la sostenibilita' economica. Qualcuno ne conosce qualcuna ?

Probabilmente in presenza di una infrastruttura wireless pienamente meshed, si potrebbe arrivare ad abbattere i costi di realizzazione e spalmando i costi operativi su una molteplicità di soggetti, si potrebbe anche sostenere, ma non sono a conoscenza di una siffatta rete. (oltre alla esperienza di Assisi)

..nei prossimi giorni diventeranno pienamente operativi i 700 hot spot wireless realizzati in collaborazione con società come Cisco systems e Vitrociset. La copertura, che, per ora è a macchia di leopardo, interessa varie zone dal centro storico fino a Mestre, ma sarà completa sul Canal Grande.

…Il servizio sfrutta i 10 mila chilometri di fibra ottica di proprietà del comune già presenti tra terraferma, laguna e isole. Chilometri che, in questo campo, hanno trasformato il municipio nel principale avversario di Telecom Italia, unico altro proprietario di cavidotti in laguna.

Con questa iniziativa, il comune diventa il principale concorrente
non solo di Telecom Italia ma di tutti gli operatori, ISP ed MNO
inclusi. Telecom Italia sara' anche l'unico proprietario di cavidotti, ma, essendolo, ha l'obbligo di fornitura all'ingrosso, a prezzi cost-plus, non discriminatori, trasparenti e in gradi di far replicare le sue offerte retail.

…Il costo complessivo dell'operazione, di cui si è occupata la società di informatica totalmente partecipata dal municipio, Venis Spa, ha raggiunto i 10 milioni di euro, finanziati attraverso la Banca europea per gli investimenti.

Ricavi attesi, per ora, nessuno, dal momento che l'unica entrata sarà rappresentata a partire da agosto dall'abbonamento giornaliero che i turisti dovranno pagare per accedere alla rete pubblica. La tariffa dovrebbe essere compresa tra i tre e cinque euro, mentre i residenti a Venezia navigheranno gratis.

Per tutti sarà sufficiente identificarsi una sola volta attraverso un numero di telefono cellulare intestato a proprio nome oppure registrandosi con una carta d'identità. Cautele queste che soddisfano i requisiti della legge Pisanu in materia di antiterrorismo, senza però eccedere negli obblighi imposti ai navigatori.

…Questo progetto costituisce però solo inizio di un piano più ambizioso, che prevede l'offerta di una velocità da 20 a 100 megabit al secondo direttamente a casa di ogni cittadino. Un obiettivo che sarà raggiunto portando direttamente nelle abitazioni la fibra ottica, e scavalcando così le offerte degli operatori di telecomunicazione.

In spagna, qualche settimana fa la CMT
(AGCOM spagnola) ha autorizzato il comune di Barcellona a fare una cosa
simile, ma proprio per evitare la concorrenza con i privati, ha posto
dei limiti: massimo un'ora al giorno per utente, massimo 200Kbps,
filtro dei contenuti, blocco di servizi di videocomunicazione, P2P,
VoIP, ecc.

«Quanto a futuri ricavi, li potremo avere stipulando accordi con operatori privati per l'offerta di servizi», conclude Vianello, «Su questo punto siamo fiduciosi nel project financing»….

Sono scettico sul fatto dei servizi "over the top", per remunerare la infrastruttura.

Questo grafico riporta i valori di Ricavi ed EBITDA di 40 operatori di TLC su qualche migliaio che ci sono al mondo e dei "monopolisti" dei servizi "over the top" su Internet (Facebook, Google, Myspace, eBay, ecc.)

Il conto lo avevo fatto per criticare certe idee che giravano in cui operatori di TLC  volevano imporre  dazio a Google & C..

scrivevo:  Google chiude gli
SMS gratis; Il fatturato dei 30 più grandi siti web. Aka, l'essenziale
e' invisibile agli occhi 2
.

Una
terza conclusione mi pare infine che sia futile inseguire nei servizi
su internet, pagati dalla pubblicita', il contributo di marginalita'
necessari per un soggetto (l'operatore tlc) che e' 10 volte piu'
grande.

e, come noto, non c'e' oggi alcun sistema pragmaticamente alternativo alla pubblicita' per la remunerazione di servizi online. Quintanews – Interviste e citazioni: ECONOMIA DIGITALE, REGOLE PER L'USO.

Oggi
il principale modello di remunerazione delle attività in rete è la
pubblicità ma molti business potenzialmente conducibili online non
possono essere sostenuti dalla sola pubblicità. Semplicemente la
matematica non lo consente, non remunera infrastruttura e costo del
servizio.

La legge Bersani prevedeva che (Art. 13)

1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della
concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, le
società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o
partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la
produzione di beni e servizi strumentali all’attività di tali enti in
funzione della loro attività, con esclusione dei servizi pubblici
locali, nonché, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento
esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, devono
operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o
affidanti, non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti
pubblici o privati, né in affidamento diretto né con gara, e non
possono partecipare ad altre società o enti.

Non so se sia ancora in vigore, ne', nel caso, se e' applicabile. Qualcuno che se ne intende, può dare un parere ? 

Capiamoci, io penso che sia lodevole qualunque iniziativa per dare impulso allo sviluppo tecnologico e alla realizzazione di infrastrutture.

Come noto, penso anche che la realizzazione di infrastrutture di TLC richiedano una qualche forma di intervento pubblico.

Penso infine che sia importante creare un level-playing field per chi opera in un mercato e tutelare la concorrenza.

Mi parrebbe quindi che sarebbe stato preferibile che una tale infrastruttura fosse offerta in wholesale a tutti gli operatori interessati, magari anche con criteri per favorire l'uguaglianza sostanziale, ovvero favorendo i piccoli, magari anche tre neolaureati…

E voi, cosa ne pensate ?

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22 thoughts on “A Venezia wifi gratis”

  1. Sono rientrato oggi dagli USA. La’ non ci sono leggi restrittive come la Pisanu ed e’ normale che in un centro commerciale o in un “piccolo” aeroporto come Fort Lauderdale il wifi sia gratis (all’aeroporto di Atlanta lo paghi).

  2. Forse è una questione marginale, ma circa:
    > Probabilmente in presenza di una infrastruttura
    > wireless pienamente meshed, si potrebbe arrivare
    > ad abbattere i costi di realizzazione
    …ma è poi vero? Sono mesi che cerco UN SOLO esempio di rete mesh municipale che sia economicamente profittevole e per ora sono ancora a mani vuote.
    Sarà poi *realmente* vero che le reti mesh a livello municipale permettono di tagliare i costi rispetto a soluzioni più infrastructure-based (e parlo di roba per laptop/smartphone, percui necessariamente 802.11)?

  3. Lascio i pareri giuridici a chi è più esperto di me. Io penso solo che sia un’iniziativa lodevole quanto lo fu quella di Siena, a suo tempo, di levare le antenne dai tetti fornendo la tv via cavo.
    Ad ogni modo è da apprezzare questa iniziativa così fortemente voluta da Vianello che dice “Internet è un bene che deve essere libero, quindi i cittadini di Venezia lo avranno gratuitamente. Quando un bambino nasce registrandosi all’anagrafe avrà le sue credenziali per navigare liberamente senza alcun vincolo” (o qualcosa del genere, vado a memoria).
    Può anche darsi che sia un’azione volutamente provocatoria per cambiare la legge a livello nazionale.
    Poi il fatto che ci abbia lavorato per 1 anno alla realizzazione di tutta questa infrastruttura di rete wired&wireless e che oggi ci sia l’inaugurazione, mi rende solamente orgoglioso :]

  4. Muniwifi: discorso antico … non c’e’ un business model sostenibile perche’ non serve. La baracca sta in piedi se l’ente pubblico vede il wifi come uno dei servizi da fornire ai cittadini. Nessuno si aspetta di guadagnare dala gestione dei trasporti pubblici, idem deve essere con il wifi.
    Casi di successo:
    Trento, Bergamo, ma sono entrambe provinciali … e io sono di parte.

  5. @Mauro: mi pare l’interpretazione corretta. Il punto è che nel calcolo del “guadagno” bisogna considerare anche altri “mercati” e non solo quanto strettamente collegato al progetto.
    Sarebbe come guardare il business case di uno spot pubblicitario: chi paga direttamente per vederlo? E’ chiaro che serve per stimolare altre “revenue”, anche più intangibili, come la migliore qualità della vita, ma anche monetizzabili, come la capacità di attrarre turisti e “spremerli”.
    Per capire meglio questo tipo di cose sarebbe bene riferirsi alla spesa di un grosso comune per “informazione ai cittadini”. Oltre alla parte più discutibile che può essere considerata come un “favore ai media locali” si vedono dei bei soldi per anacronistiche forme di comunicazione cartacea mal diffusa.
    Qualcuno ricorda le centinaia di milioni di lire spesi dagli enti pubblici per il raffinato calendario omaggiato ad alcuni a fine anno? Ora si notano meno ma sono spese sempre presenti e neppure tanto nascoste.
    Quanto al fatto che il servizio “gratuito” WiFi (cioè pagato tramite tasse) ammazzi qualsiasi altra offerta commerciale… mah, non credo proprio. Nè per la connettività, nè per quanto riguarda altri servizi che sarebbero sviluppabili e che potrebbero trovare utenti.

  6. Come dice il Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, internet è il marciapiede del futuro. I marciapiedi sono finanziati da soldi pubblici, dovrebbero esserlo anche iniziative di copertura wireless municipale. Questo, in teoria.
    Nella pratica, concordo sul fatto che la marginalità economica è risicata, e per questo è necessario abbattere i costi tecnologici per poter offrire un servizio decente a prezzi accettabili.

  7. ragazzi, sia chiaro. non esistono “altri servizi” in grado di remunerare l’infrastruttura, soprattutto se devi fare backhauling in fibra.
    l’industria delle TLC e’ 10 volte quella dei media. non illudiamoci di poter dare auto gratuite in cambio dell’acquisto degli pneumatici.
    La gestione dell’accesso (AAA, DNS, IP address, customer care, billing, manutenzione) **e’** il “servizio” che deve remunerare l’infrastruttura.
    non ho mai parlato di business model ma di sostenibilita’ economica. (tenendo ovviamente conto anche dello spillover e di fallimenti del mercato); senno’ anche il business case di una strada e’ ovviamente negativo…
    Ci sono varie differenze sostanziali tra i marciapiedi e la rete. Ad esmepio, i primi sono sostanzialmente capex, i secondi sono capex e molto opex; ancora, con i primi siamo in presenza di un chiaro market failure (derivante dritto dritto da The Tragedy of the Commons) mentre per i secondi lo sono solo per la rete fissa e solo per la realizzazione dell’infrastruttura; il primo non e’ escludibile, il secondo si, ecc. ecc.
    In termini di spillover, gli effetti sono maggiori dando accesso gratuito diretto all’utenza o facendo delle condizioni vantaggiosissime a tutti gli oepratori, privilegiando giovani locali ?
    che vi siano effetti positivi, non lo metto assolutamente in dubbio, infatti. io ho dei dubbi solo circa la modalita’ di investimento pubblico che massimizza l’utilita’. Pensare a servizi aggiuntivi come remunerazione, ne sono convinto, e’ velleitario; piuttosto dell’erogazione diretta al pubblico in concorrenza con i privati, penso che forse e’ meglio una fnorinuta wholesale.

  8. Ci sono alcuni progetti di reti mesh reallizzati per offrire servizi alle istituzioni e/o cittadini ma che non hanno come oggetto primario l’offerta di una connessione internet wi-fi alla cittadinanza. Focalizzarsi esclusivamente su questo è da tempo chiaro a tutti che porta al fallimento dei progetti. Invece nel momento in cui si realizzano delle reti per soddisfare e migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione l’ottica cambia e in seguito può essere sostenibile anche un’offerta wifi.
    Purtroppo non posso condividere le slide di un lavoro realizzato sull’argomento, ma alcuni casi interessanti ci sono.

  9. Domanda: la città è pienamente coperta da servizi di connessione a Internet via telefono cellulare. Se invece di mettere tutte quelle nuove antenne che dovranno pure manutenere e che coprono solo una parte di venezia a macchia di leopardo avessero fatto un accordo con i provider per dare loroi quel denaro in cambio di abbonamenti con la solita chiavetta per i residenti probabilmente avvrebbero ottenuto un risultato migliore in tempi più ristretti e non avrebbero il problema della gestione della cosa nel tempo.
    A tokio quando ho chiesto se ci fossero connessioni pubbliche wifi mi hanno detto che non avrebbe avuto senso visto che portevo comperare per pochi dollari al mese una connessione flat via rete cellulare.
    bob

  10. Ci sono alcune cose da sapere.
    La rete in fibra ottica e’ stata realizzata anche per l’uso interno dalle strutture comunali che possono gia’ ridurre i costi di trasmissione materiale e comunicazione, sfruttando il VOiP.
    La copertura e’ ancora a macchia di leopardo ma si pensa per il futuro di raggiungere tutte le case e portare la TV e il VoD, quindi eliminando le antenne dalle case. Per questo obiettivo cercheranno la collaborazione economica con privati.
    Contano molto sui turisti infatti tutto il Canal Grande, oltre a Piazza San Marco e altri luoghi di grande attrazione, sono coperti. L’idea e’ che le persone che si trovano a Venezia possano usare Facebook, Flickr ecc per proiettare online in tempo reale le loro esperienze, oltre che consultare mappe informative ecc.
    Infine almeno a Mestre i costi di posa della fibra ottica sono stati ridotti perche’ si e’ proceduto in parallelo con i lavori per la realizzazione dell’infrastruttura del tram che prevedevano lo spostamento dei sottoservizi da centro strada ai marciapiedi: man mano che procedevano inserivano anche i cavi in fibra.
    Il risultato e’ che l’infrastruttura tutta non e’ in affitto ma e’ interamente proprieta’ del Comune che puo’ disporne come meglio crede e pare che l’intenzione sia proprio cercare patnership commerciali per espanderla.
    A proposito, grazie alla Rete e al suo uso intelligente il Comune punta a ottimizzare gli interventi di manutenzione. Qualcuno di voi conosce IRIS? Qui e’ un successone:
    http://iris.comune.venezia.it/

  11. trovo scandaloso che siano stati spesi soldi pubblci (mi risulta diversi milioni) per un servizio che NON HA SENSO a meno che no sia dedicato alla sola erogazione a famiglie con reddito insufficiente per comprare servizi ADSL. A parte la legge Bersani un servizio pubblico -che come tu hai ben descritto NON ha mai avuto successo in altre nazioni, potrebbe avere senso SOLO se dedicato ai servizi al cittadini e qiundi ad es un captive portal che ti semplificasse il rapporto “stato-cittadino” o per un captiver portal dedicato ai turisti, punto.
    Nel primo caso sarebbe molto più cost efficient concordare una tariffa a costo zero per i disagiati, risparmindo quindi i soldi del hardware investendolo in maggiore copertura delle famiglie coinvolte, nel secondo caso molto megio hot spots – chiuschi multifunzioni (printers, etc) dedicati presso le aree turistiche.
    Altre cose sono una turbative imercato, una ingerenza pericolosa nell’ offering di connettività di aziende private ed un assurda spesa di soldi pubblici, ennesima prova che chi sta al ponte di comando non capisce una beata mazza ne’ di tecnologie nè di modelli di business…

  12. Il portale per i cittadini c’e’ e l’accesso, al momento, e’ pensato per essere usato in movimento, favorendo quindi l’aggregazione oltre a facilitare la vita ai cittadini.
    Se le compagnie hanno tanti timori inizino a offrire loro i servizi invece di pretendere tariffe assurde per le connessioni mobili.
    Per approfondire raccomando la lettura di questa intervista al Vicesindaco Vianello circa la sostenibilita’ del servizio, le sue prospettive e finalita’.
    Da cittadino veneziano sono ben felice che i soldi pubblici siano stati usati anche per questo e che non tutti vivano nell’ottica del mero business.

  13. A Pordenone fu tentata un’operazione similare, fallimentarmente inaugurata nel 2008 (fu testata in una piazzetta priva pure di panchine… era necessario possedere la tessera sanitaria e apposito lettore di smart card attaccato al pc ed era necessario aver ottenuto il necessario codice -che attendo ancora fiduciosa-). La società che si doveva curare del tutto è poi stata liquidiata e l’attuale giunta regionale non è che sia più di tanto interessata a investire su questa cosa. Significativo il fatto che, per mia sensazione, il comune si è speso tanto a pubblicizzare questa cosa, ma poi non mi è parso sia stata sentita molto dai cittadini (qualche encomio iniziale, ma lacrime e proteste al momento non si son viste). Del fallimento dell’operazione in pochi pare si siano lamentati. Non so bene a che punto siano, ma per mantenere le promesse pare si sia parlato anche qui di “chiavette”.

  14. quello che a me sorprende è la coerenza di qualcuno rispetto alle pagine e pagine scritte in precedenza. A quanto leggo il tuo post ha suscitato diverse “perplessità”, come se continuare a dire quello che si è detto tante volte in precedenza sia da sottolineare ad intermittenza e a secondo delle iniziative (per farlo diventare ininfluente o secondario con incredibile disinvoltura). Questo (imho) ha a che fare molto di più con l’onesta intellettuale di ognuno di noi piuttosto che con la cattiva politica incapace di rappresentare e misurarsi con la modernità.

  15. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sul progetto e sui costi effettivi (non solo quelli di “avvio”).
    Peccato che sul sito di Venis non si rilevi un bel nulla, visto che sono esposti solamente bandi e gare attualmente attive (ora solo quella sui servizi “in mobilità” e lavoro nomadico).
    Classica società in-house ad un’amministrazione pubblica, con tutto quanto comporta in termini di trasparenza e distorsione del mercato ICT privato.
    Immagino che i turisti saranno ben lieti di poter spendere 5 euro/giorno per il collegamento, dopo averne spesi 3 a testa per poter accedere ad un bagno pubblico, a meno di non prenotare “il servizio” con 7 gg di anticipo, a tariffa differenziata secondo giorni e stagioni, ed essersi sorbiti il passaggio negli opportuni punti di rilascio delle “card” (vedi veniceconnected per i dettagli).
    Un primato che penso sia unico al mondo e che si commenta da sè.

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