Liberalizzazione del wifi. Eravamo quattro amici al bar…

Scusate, sono un po' incavolato.

Immagine 1Nella cassetta della posta stamattina c'era una freepress e sull'ultima pagina, manco a farlo apposta, c'era questa pubblicità di una azienda.

Nella inbox stamattina c'era una mail che mi elargiva epiteti "non costruttivi". (con mittente invalido).

Posso ricordarvi che, fino a ottobre del 2005 (sissignori, meno di 4 anni fa!) l'uso del wifi era consentito solo all'interno di luoghi chiusi ed aree private e limitate ?. (qualcuno se lo ricorda ?)

La testardaggine di Gianluca e l'insistenza di Matteo e mia, ma soprattutto la testardaggine di Gianluca, hanno ottenuto che l'allora ministro Landolfi firmasse il decreto che liberalizzava l'uso del wifi alle aree pubbliche. (materialmente steso dallo stesso Gianluca).

Purtroppo non sono riuscito a recuperare nessuna foto (Flickr non era diffuso). Si sarebbe visto che alla conferenza stampa di presentazione Matteo era seduto alla destra di Landolfi ed io alla sinistra. Gianluca se ne stava piu' in disparte, fuori campo.

Qualcuno probabilmente ritiene che non possa esistere un punto di vista
alternativo al dire  "e' bellissimo che ti regalino la cioccolata".

Penso di poter affermare di essere uno tra quelli che ha dimostrato piu' di altri di amare la cioccolata, per tutti.

Ribadisco che io penso
che sia bene che ci sia una politica pubblica a favore della
cioccolata, ma che è importante anche come viene preparata e che bisogna
pensare anche alle pasticcerie. (E se la prossima categoria fosse la tua
?)

Il modo esistente non va bene ? Possiamo deciderlo, valutando pro e contro, darci da fare per cambiare le regole del gioco che da quel momento in poi valgono per tutti e tutti vi si adeguano (e troviamo un modus
vivendi (o morendi) per i cioccolatai).

E con questo post, respingo gli epiteti al mittente.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

9 thoughts on “Liberalizzazione del wifi. Eravamo quattro amici al bar…”

  1. Molto condivisibile, è un po’ come se improvvisamente lo stato si mettesse a regalare la benzina o il pane… non avrebbe senso.
    Io resto del parere che dovremmi seguire il modello giapponese, non fare wifi pubbliche e usare la rete cellulare con tariffe flat molto basse.
    dadda

  2. Mi intrometto a discussione iniziata e spero di non fare una brutta figura eventualmente mi appello alla vs. clemenza.
    Da circa un mese ho iniziato a vendere, o almeno sto cercando di farlo, un sistema wifi per locali pubblici conforme alla Pisanu ed autenticazione tramite sms. Sono partito colmo di entusiasmo considerando in quanti luoghi era possibili vendere il mio lavoro. A oggi sono molto deluso, anche regalato bar, ristoranti, birrerie e bagnini non lo vogliono, ecco le risposte tipo:
    non me lo hanno mai richiesto
    qui la gente deve venire mangiare e andarsene
    così mi riempio di extracomunitari
    non voglio gente che staziona ai tavolini
    mai visto uno con il computer sul mio tavolino
    Non si riesce a ragionare, gli spieghi che è come mettere a disposizione un quotidiano e che l’occupazione del tavolino può avvenire anche se uno si porta il suo libro preferito.
    Niente una categoria di imprenditori dalla mentalità così limitata era per me impensabile fino a oggi.
    Saluti Carlo M.

  3. @ Carlo
    Non sono un operatore del settore a cui proponi il tuo prodotto ma mi chiedo: posso capire gli esercizi che campano sul veloce ricambio di chi consuma (bar, ristoranti, birrerie) ma i “bagnini” (intesi come titolari di lido) no. Uno che affitta ombrellone e sdraio lo fa a qualcuno che si ferma almeno tutto il giorno e offrire la possibilità di lavorare on-line seduto in riva al mare mi sembra un plus notevole.
    Aggiungo due osservazioni per i titolari di esercizi:
    – non aspettate che vi chiedano se c’è il WiFi poiché l’utente si porta dietro il PC in spiaggia o al bar se sa che c’é. In Italia non è normale avere la connessione nei locali e dovete essere voi a lanciarla, non metterla quando ve la chiedono;
    – analizzate bene se campate veramente sul ricambio veloce dei clienti, tenendo presente che se avete la coda fuori dal locale è anche improbabile che uno si sieda a lavorare nella confusione. Se non avete la coda fuori, un posto occupato in più è comunque un cliente soddisfatto che torna.
    Non sono critiche alle categorie interessate ma spunti di riflessione. Ovviamente occorre tenere presente anche il target della clientela e la tipologia di esercizio (il bar in centro a Milano all’ora di pranzo ha la fila di fuori ma nelle altre ore della giornata?)

  4. Incredibile la storia continua ben due baristi mi hanno detto che la mia azienda è troppo avanti, di almeno due anni che è almeno il tempo che intendono attendere per dotarsi del wifi.
    Poi questa è ancora più comica, una mia cliente si è recata alla questura del suo comune, moduli alla mano, per richiedere la licenza in base alla 155/05, la risposta dell’ addetto : “signora la licenza non la deve richiedere perchè lei non mette a disposizione i computer al cliente, cede solo una tessera”. Questo a 120 km da Milano. Pagherei oro per avere per iscritto questa “perla” con tanto di timbro con stellone e allori.
    Ciao Carlo

Leave a Comment

Your email address will not be published.