5 thoughts on “I genitori responsabili delle attività in rete dei figli, in germania”

  1. vincenzo vicedomini

    Ma un genitore non “informatizzato” come fa a controllare i figli e a capirne le attività su internet ?

  2. perché in italia le cose stanno diversamente? dal momento che si tratta di un reato, per i minori sono responsabili i genitori.
    interessante prevedere come si comporterebbe il genitore tecnologicamente ignaro punito per il p2p del figlio…molto probabilmente non pagherebbe più la connessione internet e ordinerebbe al figlio di disfarsi del pc.

  3. gabriele, se e quando avro’ un figlio… allora puoi stare tranquillo che provero’ in ogni modo a “navigare” insieme a lui; almeno fino ai 10 anni; finche’ riesco a stargli dietro. Tempo permettendo. Certo e’ che se devo stare fuori di casa 14 ore al giorno per fare da mangiare…
    In questo caso mi sembra piu’ razionale Vincenzo. Per esperienza diretta. Io stavo davanti al computer e mio padre mi diceva “stai sempre davanti al computer, non fai mai niente”. Oggi vorrei dirgli che avrei voluto che fosse stato davanti al computer con me; ma e’ troppo tardi, o cmq non e’ il momento opportuno. Allora invece di raziocinare “in astratto e generale” (ie: legge), ragioniamo in concreto: i miei genitori (io classe 1978) si son fatti le pippe, come il resto della loro generazione (salvo doverose eccezioni ovviamente; se mi confronti con Godel, o Fermi-Denoth-Gerace-De Finetti; sono un sagaiolo), e non ci sono stati dietro come utopisticamente si dovrebbe; non hanno maturato la necessaria conoscenza (anche solo istintiva) di questi strumenti. Pero’ io si; e oggi ci siamo noi barbari… che a suon di bastonate sulle gengive qualcosa abbiamo imparato… cazzo… impiegateci, invece di ragionare in astratto e generale. Castrandoci chimicamente. Mi devo fare pure io una mela al cianuro?

  4. la mia era una domanda ingenua, non una provocazione: domandavo a stefano (e alla comunità qui aggregata) dove fosse la notizia. immagino che la risposta sia che la notizia non c’è o meglio è il fatto che le leggi che abbiamo non colgono (nè affrontano in molti casi) la realtà che cambia.
    in questo senso la sentenza è un ottimo “casus ragionandi”. Non capisco però dove vuoi arrivare ragionando in concreto sui dati: “siamo barbari”, “bastonate sulle gengive”, “impiegateci” etc, cosa vuoi dire, cosa proponi in concreto?
    che per i “reati” in ambiente digitale non ci sia responsabilità sui minori? si può immaginare una legislazione per il mondo fisico e una per quello digitale? o che quelli di cui si parla qui non siano “reati”?

  5. Sono d’accordo con te; la notizia non c’e’. E la corte si e’ allargata.
    “siamo barbari”: cresciuti allo stato brado… nel senso che non avevamo molte persone a cui chiedere spiegazioni. OnLine eri un bimbominkia che scassava; qualcuno gentile c’era, ma molti ti prendevano in giro sornioni. OffLine c’erano le pizzate delle BBS, c’erano altri eventi amatoriali. Ma anche solo arrivarci… soprattutto se non eri dentro una grande citta’… era gia’ di per se un problema. Imparavamo leggendo. E oggi e’ uguale; chi sa e’ troppo impegnato a correre dietro ai soldi (promuoversi come Esperto e Paladino presso aziende e istituzioni).
    “bastonate sulle gengive”: bollette telecom. A casa mia era un dramma a puntate bimestrali.
    “impiegateci”: chiedete a noi – che siamo cresciuti con questi strumenti – come fargli usare questi strumenti in modo sano, invece di farlo fare ad educatori che li hanno studiati sui libri.
    No. Quello digitale non ha bisogno di legislazione, ha bisogno di tecnici che comprendono i concetti {preoccupazione,incertezza,idea migliore} di questa frase di Claude Shannon:
    “La mia più grande preoccupazione era come chiamarla. Pensavo di chiamarla informazione, ma la parola era fin troppo usata, così decisi di chiamarla incertezza. Quando discussi della cosa con John Von Neumann, lui ebbe un’idea migliore.”
    E la risposta {meccanica statistica, entropia, vantaggio} di Von Neumann:
    “Mi disse che avrei dovuto chiamarla entropia, per due motivi: “Innanzitutto, la tua funzione d’incertezza è già nota nella meccanica statistica con quel nome. In secondo luogo, e più significativamente, nessuno sa cosa sia con certezza l’entropia, così in una discussione sarai sempre in vantaggio””
    Se non capisci questo non puoi lavorare come tecnico dell’informazione. Le corti e il diritto centrano poco. I read your mail.

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