11 thoughts on “Barbareschi a Io Reporter”

  1. Barbareschi che parla di etica, condivisione, citando Linux… se penso che premeva – e preme forse ancora – su misure draconiane per internet come le disconnessioni…mi lascia dubbi su questo suo tema di condivisione e etica di scambio di contenuti…sulle modalità soprattutto…
    Scusami stefano se lo ripeto, ma non posso non ri-citare ciò che questo video mi preme di risottolineare con forza: ACTA.
    ACTA è un trattato le cui porte sono chiuse al Parlamento Europeo,Commissione Europea e a qualunque governo nel mondo e Parlamento. Spacciato per un organismo per rafforzare la sicurezza mondiale, è opportuno dire che creerà sicurezza e libertà di azione all’industria dei contenuti per tutelare il diritto d’autore.
    Scavalcando ogni possibile intervento istituzionale, che bloccherebbe le misure volute dall’industria, si sta procedendo verso una imposizione di far passare questo trattato e costringere una pesante modifica del quadro legislativo europeo e di qualsiasi Stato, sia Europeo sia non Europeo, perciò ritengo giusto, visto che il mondo dei media non ne parla mai di ACTA, di ricordare cosa fa ACTA e quali sono i pericoli maggiori, proprio in questo video si parla di etica, condivisione, di internet come un mezzo potente e che consente di scambiare contenuti, cultura ecc ma, essendo Barbareschi un autore e produttore, sentire certe cose di questo video mi fanno scontrare con quello che sia Barbareschi che l’industria contenuti vogliono.
    Riscrivo i punti di ACTA, proprio per sottolineare cosa cozza con quanto detto nel video:
    ACTA:
    – Verranno chiusi tutti i siti ritenuti illegali o mezzi che possono permettere una distribuzione di qualsivoglia contenuto di ogni tipologia (tracker,siti con link a contenuti tutelati e non tutelati…);
    – Verrà installata una misura di filtering – la Deep Packet Inspection – che permetterà l’intercettazione e l’inibizione di upload e download dei contenuti sia da parte degli utenti che degli autori stessi di opere. Unendo questo punto col primo, gli autori non potranno, quindi, trovare motivi validi a distribuire in autonomia i propri contenuti, che saranno distribuiti attraverso le major e i canali tradizionali;
    – Ogni forma concorrenziale di distribuzione, ogni contenuto che può ledere alla vita commerciale dei prodotti distribuiti dall’industria dei contenuti, sarà perseguita e i prodotti non potranno più esistere. Questo, ad esempio, dichiara la morte del software libero, quale è Linux e ogni prodotto open source;
    – Tutto questo sarà imposto attraverso una procedura che non consente una discussione e una visione da parte degli organi istituzionali come Commissioni, Parlamenti di qualsiasi continente e Stato, andando quindi a modificare i quadri legislativi per permettere a questo trattato, ACTA, di essere attuato;
    A meno che l’etica e condivisione citata da Barbareschi non sia dal punto di vista dell’industria dei contenuti che prevede ciò, se è qualcosa di diverso da quanto previsto in ACTA che va ad impiantare, forse questo governo e ogni Stato e Parlamento nel mondo dovrebbe alzare la voce e andare contro ACTA.
    A questo bisogna dare rilevanza sul caso in corso tra FAPAV e Telecom. FAPAV spinge per tutte le misure interne ad ACTA, perciò il Garante della privacy andrebbe informato e ACTA andrebbe pubblicizzato di più, con più visibilità.
    Mi riesce difficile credere alle procedure che FAPAV dice di aver fatto, che non ha IP e non ha fatto altro che creare statistiche dei download illegali…proprio in relazione all’appoggio delle misure menzionate sopra…se non ha gli IP il processo è già finito perchè non esiste alcun elemento…resta da chiarire cosa è stato chiesto di associare a Telecom dopo…e FAPAV non credo abbia chiesto caramelle per la gola… concordi Stefano?
    Chiedo scusa se non stato molto in linea col video…

  2. Sul video, a parte il discorso fatto che in parte si allaccia su qualche punto citato, dico:
    – Banda larga. Secondo me non ci sarà nulla per un bel po’ di tempo ancora…e noi resteremo come sempre il fanalino di coda…(forse manco quello)
    – Politici su era digitale. E’ vero, abbiamo dei politici che non sono al passo coi tempi e non hanno una visione futura nel digitale ne le competenze e conoscenze, tanto che fanno leggi che minano il futuro di internet e dell’era digitale.(e seguono a ruota l’industria dei contenuti senza obiettare) Guardano internet come un mezzo che pericoloso quando è il futuro, quando i contenuti saranno distribuiti attraverso questo strumento. E qui ci sta il discorso di prima…
    – Cyber Disarmo: il discorso sul fronte della lotta alle armi informatiche come i virus non è racchiuso solo al combattimento di questi ma si è allargato, appunto come dicevo prima, anche alla condivisione e scambi di contenuti, includendo misure spacciate per la sicurezza mondiale quando non è così;
    – Microsoft, Browser e Bruxelles. Non sono d’accordo sulla questione dei Browser tra Microsoft e Bruxelles perchè Microsoft non impedisce l’installazione di un qualunque browser diverso da IE, quindi non vedo limiti per nessuno. Diverso sarebbe stato se invece bloccava l’installazione di altri browser che allora, questo discorso, poteva starci. Ognuno è sempre stato libero di installare IE, Mozilla, Opera ecc…;
    – Censure a seguito aggressione del Premier. Ho notato, come al solito,che quando si cercano misure di contrasto a certe azioni irresponsabili di alcuni su social network o altre piattaforme e siti, si tenta di imbavagliare la rete e si allarga sempre il discorso ai contenuti scambiati illegalmente (o ritenuti scambiati illegalmente). Bisogna fare attenzione a non cascare nella rete della censura anche di fronte a questi atti gravi e anche destabilizzanti. Capisco bene che l’aggressione abbia scatenato fulmini e saette ma non perdiamo di vista che una legge coinvolge tutti e non solo chi commette queste azioni di pura irresponsabilità, poi chi fa queste azioni senza pensare dovrebbe riflettere che da un gesto irresponsabile ci va di mezzo lui e tutti gli altri.
    (ragione per cui ultimamente mi sono tolto di mezzo dai alcuni gruppi che cambiavano nome in continuazione su facebook)
    – “Le leggi ci sono già e bisognerebbe far rispettare alcune cose…”. Qua mi domando a cosa si riferisce…e non so perchè ricade il pensiero suil diritto d’autore, pirateria ecc..
    – Discorso linux ecc… Che c’entra linux col il modello di condivisione dello Stato?Non ho capito il discorso…(e forse ciò mi ha indotto a scrivere quel che ho scritto prima)
    Su una cosa è chiaro: qualcuno è acciecato e dice cosa bisogna fare. Questo qualcuno è l’industria dei contenuti.Ed è per questo che bisogna intervenire!
    – Se la rivoluzione è che un ragazzo prende una camera digitale, mette su web e lo vende, per quale ragione allora non si comprende l’importanza della creatività dell’utenza sulla possibilità degli strumenti che scarica gli permettono di fare?Perchè nessuno si domanda se numerossime piattaforme ci sono grazie a cose fatte dagli utenti o scaturite da contenuti fatti dagli utenti con, perchè no, da software scaricato?
    Bisogna monetizzare i download per ricompensare chi crea quegli strumenti…ma invece si criminalizzano!
    – “noi non dobbiamo prendere le armi…le nostre armi sono la cultura, la tecnologia e la conoscenza..”. Bene, con quanto ho detto prima nel commento precedente…direi che le armi le hanno impugnate!!(almeno gli industriali). E’ per questo che andrebbe bloccato ACTA…altrimenti sono parole al vento…come il discorso che segue…

  3. A prima vista in questo video Luca Barbareschi è un ottimo paladino di internet, belle parole, concetti standard sulla rete (parlare di Linux nel 2010 suscita entusiasmo solo in Italia visto che nel mondo è considerato una discorso base oramai)
    Provo a sintetizzare i miei commenti sui pensieri di Barbareschi:
    – Banda Larga. Non si farà nulla visto che i soldi non ci sono come detto da Luca. La cosa non mi sorprende visto che si è rasa al suolo la scuola pubblica per racimolare soldi. Se tagli la scuola, figuriamoci investire in tecnologia.
    – Classe politica. E’ vero che i politici non sentono a cuore la questione internet ma Barbareschi parla come un qualcuno che non ha responsabilità. Essere “solo” un parlamentare non fa eludere dalle proprie responsabilità verso i cittadini. Lui è dentro al palazzo ma a parte la battaglia banda larga e copyright mi sembra che è poco attivo per sensibilizzare i suoi colleghi. Fare una trasmissione tv mentre si è parlamentare mi disgusta perchè toglie tempo al proprio ruolo pubblico e fa capire che in fondo non è la propria primaria attività.
    – Cubo Vision. Tutto giusto quello detto da Barbareschi. In Italia non si fa mai squadra. Me lo dicevano anche al Mindthebridge 2008. Passati quasi due anni e facciamo sempre i soliti errori.
    – Streaming. Qui Barbareschi parla da “addetto ai lavori” e quindi è contro l’impedimento dello streaming via web. Purtroppo il suo capo fa soldi a palate con la tv tradizionale, ergo non ha interesse alla concorrenza, ergo vede il web con gli occhi di un imprenditore televisivo (anni 80). Essere in un partito non è un optional ma perchè si condividono idee e visioni del mondo.
    – Censura. Stesso discorso fatto per lo streaming. Barbareschi è dentro un governo che ammicca alla censura online. Lui non mi sembra che sensibilizzi i suoi colleghi sul tema.
    – Opportunità per giovani imprenditori. Molto vago. Doveva introdurre i concetti di venture capitalism, concorso pubblici a fondo perso, concorsi di idee. Invece mi ha parlato di suo padre partigiano. Concetto romantico ma che ad un giovane non rimane in testa
    Infine mi è dispiaciuto che non abbia parlato di royalties e filiera distributiva perchè secondo me in questo concetto Barbareschi è preistorico difendendo copyright ad oltranza e catenza distributiva come la conosciamo oggi.
    Peccato.

  4. Avevo sentito Barbareschi un pò di tempo fa parlare come produttore/distributore di fiction e non ero stato positivamente impressionato. Se ha cambiato idea o parzialmente rivisto la propria gli fa onore.
    Ovviamente ogniuno ha le sue idee, ma se tutti hanno una propria idea in un partito di governo la vedo dura fare leggi che migliorino qualsiasi aspetto della nostra esistenza, internet compresa.

  5. luca barbareschi

    sento cosi’ tanti pregiudizi nei miei confronti ce non so se vale la pena di commentare
    1 io non ho capi
    luca barbareschi

  6. La questione politica non voglio toccarla, ogniuno la pensa come meglio crede.
    Trovo difficile affrontare il tema tecnologia in una paese gerontocratico e non meritocratico (parola molto abusata in questo periodo).
    Luca Barbareschi è persona colta e sicuramente addentro alle questioni della rete e questo è un enorme passo avanti in un dialogo costruttivo.
    Mi sono permesso di dare la mie opioni dopo aver guardato tutto il video.
    Nessun pregiudizio. Solo semplici considerazioni di un semplice navigatore italiano.

  7. Luca Barbareschi, non c’è nessun pregiudizio neanche da me. Io ho commentato il video e ho fatto il confronto con la realtà e ricordo cosa fu da lei detto riguardo la pirateria.
    Per un momento aveva appoggiato le disconnessioni ma, se proprio devo essere sincero, sono rimasto sorpreso di come lei appoggi internet, almeno stando al video soprastante.
    Lei ha definito internet come una grande opportunità, un mezzo capace di far scorrere e arrivare molto rapidamente i contenuti e la cultura all’utente.
    Solo che io non appoggio la mentalità di repressione che viene adottata nei confronti del P2P e di alcuni siti come i tracker e similari, che altro non sono come riviste delle edicole.
    Io per primo, come ogni altro essere umano, ritiene un diritto il compenso lavorativo quindi nessuno ha mai detto che gli autori, produttori ed editori non debbano ricevere il compenso.Sarebbe come dire aboliamo lo stipendio… Di fatto la distribuzione che avviene a mezzo P2P/internet, è un po’ come avere lo scaffale del negozio ma in virtuale: l’utente prende un software per accedere a questo immenso patrimonio di contenuti, cerca ciò che gli interessa e lo scarica.
    La differenza sostanziale che c’è è che l’utente, quando non esisteva internet, doveva prendere un mezzo per recarsi in negozio ed acquistare il prodotto. Ora questo passaggio viene bypassato da internet e, quindi, a soffrire non sono gli autori ma gli intermediari che distribuiscono fisicamente in supporto i contenuti.
    Il decreto di recente approvazione firmato dal Ministro Bondi prevede un equo compenso che viene prelevato dagli acquisti di accessori capaci di permettere l’archiviazione e fruizione dei contenuti. Se da questo decreto si riesce a ripartire i proventi spettanti agli autori, nulla impedisce di fare la stessa operazione col P2P.In questo caso non si quanto spetta a un autore, produttore o editore perchè non si sa quanti contenuti di ogni autore potrebbero esserci, come nel P2P non si possono sapere, a meno di pesanti misure di filtraggio, cosa l’utente sta scaricando come contenuti e chi sono gli autori di quei contenuti, per cui non si sa quanto dare agli autori.
    Il decreto, a seconda del costo dell’accessorio e sue potenzialità, decurta dai 2 ai 5 euro che saranno versati alla SIAE.
    Ecco…se questo stesso ragionamento viene applicato al filesharing, che allo stato attuale consente di appropriarsi dei contenuti gratuitamente, si può fare una cosa del genere: si impianta un costo di 15 euro i cui proventi per i vari settori possono essere: 3 euro per il comparto musicale, 3 euro per il software, 3 euro per l’editoria, 3 euro per il cinema, 3 euro per SIAE.
    Se prendiamo la stima di Altroconsumo, un utente spende 110 euro solo per l’equo compenso portato dal decreto, con i 15 euro fissi che rendono a pagamento il P2P, l’utente all’anno spende 180 euro, 70 euro di differenza.
    In pratica si mette un equo compenso fisso sul P2P e si fissano le ripartizioni dei vari settori. Dato che nessuno può sapere quante canzoni di un preciso artista siano contenute in un Lettore MP3, nessuno potrà sapere lo stesso dato dal P2P.
    A questo punto il P2P non sarebbe più a sbaffo ma ricompensa gli autori allo stesso modo del decreto firmato da Bondi.
    Sicuramente però vanno abbandonate le linee di contrasto come ACTA, disconnessioni e va aperto un dialogo perchè il diritto d’autore è sì importante per ricompensare chi professionalmente crea contenuti digitali, solo che il diritto d’autore va modificato e reso più snello.
    Per me non conta più dove e come l’utente prenda un contenuto, basta che versi il compenso come avviene per qualsiasi cosa. E il P2P non impedisce certo di far arrivare compensi agli autori…cioè internet.
    Tutto sta di ammodernare il sistema di ripartizione dei proventi, il diritto d’autore e va, non dico abbattuto, ma rivisto il sistema e funzionamento di SIAE.
    Più si avanti più questo prima o poi sarà necessario. Gli intermediari saranno sostituiti da internet a poco a poco e leggi, trattati non fermeranno questo processo, lo ritardano e basta.
    Lei crede che internet abbia tutti gli strumenti perchè l’industria ne aveva bisogno?Crede che tutto ciò che ora si trova su internet ci sia per pura casualità?
    Tutto c’è perchè l’utente ha avuto la possibilità di avere gli strumenti da P2P, l’utenza in casa propria ha fabbricato delle piccoli applicativi da cui il mondo industriale ha in parte creato portali e spazi con gli spunti creativi dell’utente.
    E’ importante tutelare la creatività degli autori tanto quanto lo è quella degli utenti, perchè ogni cosa è stata creata attorno a ciò che l’utente fa e ha fatto con strumenti avanzati raggranellati.
    Internet deve restare così com’è, bisogna studiare e crearci un modello di business sostenibile prendendo spunto il funzionamento del decreto firmato da Bondi.
    ACTA, disconnessioni ecc non aiutano di certo…
    La cultura e la creatività personale dell’utente fa parte dell’immenso patrimonio culturale, è un bene importantissimo, attorno ai quali sono stati creati dei mercati.
    Luca, per un momento smetta di pensare di essere un produttore, autore…si fermi a riflettere e poi mi dica la sua idea.
    Ribadisco: non ho nulla contro di lei, alcun pregiudizio. Solo la mia personale opinione.

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