Serious fact-checking: Dagli esperti mi guardi Dio

Il Messaggero Veneto di oggi:

Anche se la comunità scientifica è ancora divisa sulla possibilità che l’uso del telefonino possa danneggiare la salute, il professor Mario Canciani, della clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia e consigliere comunale di maggioranza, nonché componente dell’Associazione contro l’elettrosmog, avverte: «Se un bambino mentre telefona viene sottoposto a risonanza magnetica si vede che le radiazioni arrivano a metà cervello. Nell’adulto, invece, si fermano prima. Tenuto conto però che il bambino ha tante cellule che si riproducono velocemente, queste stesse cellule inglobano le radiazioni che, alla lunga, possono causare un’alterazione del Dna».

Vorrei sapere in quale macchina il Professore fa le Risonanze Magnetiche (Wikipedia). Penso che la comunità scientifica potrebbe premiarlo, se lo conoscesse. Sia per la medicina che per la fisica.

Per la medicina, in quanto non è possibile usare le RMN su pazienti che possano avere materiale ferromagnetico (es. schegge da un incidente); la RMN del Professore invece non ha problemi ad avere al suo interno un telefonino, quindi si moltiplica la possibile utenza.

Per la fisica le ragioni sono molte:  essere riuscito a far funzionare un apparato elettronico in una RNM;  riuscire a rilevare i campi di un cellulare all’interno di una RMN; riuscire a dimostrare che le onde elettromagnetiche rallentano fino a fermarsi in un cervello umano e non solo in un condensato di Bose-Einstein, ecc.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

6 thoughts on “Serious fact-checking: Dagli esperti mi guardi Dio”

  1. Amico mio come sai io ho vissuto moltissimi anni come ricercatore di cose mediche, vedere persone che con nessuna cognizione di causa impostano esperimenti molto fantasiosi è purtroppo molto comune e la voglia di finire sul giornale con lavori che con un eufemismo potrebbero essere definiti dubbi grande.
    Ammesso anche che l’esperimento sia stato fatto non mi stupirebbe sapere che quello che è stato visto non è che l’ombra del telefono, secondo me a telefono spento l’immagine sarebbe la stessa!
    In ogni caso in questo genere di cose l’approccio è epidemiologico: confrontando popolazioni ad uso del cellulare intenso e popolazioni dove non lo usano non si è ad oggi rivelata alcuna significativa differenza nella incidenza di qualche malattia.
    Anche per esempio tutta la storia di radio vaticana si è rivelata una bufala dovuta alla errata impostazione della sperimentazione (campione troppo esiguo), facendo i conti bene si vede come i bambini di Roma hanno molta più probabilità di contrarre una leucemia se confrontati con quelli che abitano vicino alle antenne. Probabilmente l’elettromagnetismo non conta nulla, contano gli scarichi delle automobili.
    L’idea della cellula che ingloba le radiazioni è molto fantasiosa, se fosse vera potremmo pensare a batterie biologiche?
    Mah…
    roberto

  2. E’ estremamente semplice: PRIMA fai telefonare uno per N minuti POI messo giù il telefono gli fai una RMN. Lo dico da ex-telco che di indagini e studi su queste cose ne ha viste a badilate.
    Se poi vogliamo discutere della validità dello strumento o dei metodi di analisi, bene. La questione così come la metti nel post però è del tutto fuorviante e fuori luogo.

  3. “Se un bambino mentre telefona viene sottoposto a risonanza magnetica si vede che le radiazioni arrivano a metà cervello. Nell’adulto, invece, si fermano prima”
    e’ una castronata. senza appelli.
    se mi dici che il riscaldamento dei tessuti e’ piu’profondo perche’ il diametro della testa e’ inferiore, il dato e’ ovvio.
    se poi vogliamo discutere della differenza dell’effetto del riscaldamento sui bambini e sugli adulti, facciamolo.
    allora, l’articolo, dovrebbe avere detto “nei bambini, dato il minore volume della testa, il riscaldamento dei tessuti interessa zone che negli adulti non sono interessati” e questo era un modo serio.
    scritto come e’ scritto mi ricorda Oriano Ferrari che, nella galleria del vento, con strumentazioni sofisticatissime, misurava cose improbabili.
    non ho criticato l’altra parte della frase per clemenza. avrebbe dovuto dire che “secondo uno studio (non 1000, ndr) il riscaldamento dei tessuti porta ad una riproduzione cellulare alterata, con maggiori effetti sui bamibini, data la maggiore riproduzione cellulare”.
    Se non loho fatto, e’ per principio di precauzione perche’ detto studio pare abbastanza peer-reviewd e

  4. Il diametro della testa di un bambino è inferiore di quello di un adulto.
    La f.e.m. indotta in un conduttore, per effetto pelle si ferma ad alcuni mm al di sotto del conduttore, indipendentemente dal diametro.
    Potrebbe trattarsi di un fenomeno simile, dipendente dalla profondità linare del tessuto e non dal volume. In questo caso mi sembra ovvio che gli effetti del fenomeno siano maggiori con una testa più piccola.

  5. Certo, il giornalista ha scritto la castronata. Attento però: distingui bene il pezzo dall’indagine. Sappiamo come è stata fatta? No, perché un pezzo giornalistico NON può dircelo, ma non perché l’articolista sia bravo o meno, o meglio non solo per quello, ma più fondamentalente perché un lavoro scientifico lo si giudica dai suoi risultati, esposti da chi la ha fatti, e scritti seguendo gli standard che la comunità scientifica si è data.
    Invece ho come l’impressione che tu sia del gruppo “il fatto che il cellulare faccia male è una cagata pazzesca” e abbia preso questo articoluccio non solo per dire che L’ARTICOLO è una scemenza, ma anche quello che ci sta dietro, il che non si può dire a priori anche se l’articolo fosse stato scritto bene.
    In altri termini possiamo SICURAMENTE dire che l’articolo è pietoso, ma veramente NULLA possiamo dire se la ricerca siua seria o meno per il semplice fato che di “fatti” su cui basarci non abbiamo nulla, a meno che di fatti scritti in questo modi si voglia parlare. Io il titolo del post lo cambierei, quanto meno…
    Io di opinioni non ne ho, giusto per essere chiari, ne dall’una ne dall’altra parte. In anni di ricerche, una sola cosa è certa: i danni (se ve ne sono) derivanti dall’uso del telefono sono statisticamente confrontabili in frequenza con altri fattori ambientali conosciuti o meno che sono correlati con l’insorgenza di malattie tumorali nella regione orbitale.
    Poi, con un bel pò di buon senso, io il cellulare, sia ai grandi che ai piccini, lo farei usare il meno possibile perché, anche se si dimostra che non fa male al cervello in quanto organo, sicuramente fa male all’attenzione ed al tempo dedicato a sè stessi ed agli altri.

  6. Non penso ch ci sia tale eventualità. non lo so. per questo…
    “non ho criticato l’altra parte della frase per clemenza. avrebbe dovuto dire che “secondo uno studio (non 1000, ndr) il riscaldamento dei tessuti porta ad una riproduzione cellulare alterata, con maggiori effetti sui bamibini, data la maggiore riproduzione cellulare”.
    Se non loho fatto, e’ per principio di precauzione perche’ detto studio pare abbastanza peer-reviewd”

Leave a Comment

Your email address will not be published.