Pensare Digitale

A volte penso che la nostra classe dirigente abbia difficolta’ a “pensare digitale”.

È difficile contenere le informazioni al giorno d’oggi. Il segretissimo Rapporto Caio, non nelle mani di qualche misterioso malintenzionato ma in possesso di dirigenti governativi, è finito loro malgrado su wikileaks. Più a lungo viene tenuto segreto qualcosa che la gente vuole conoscere e più aumenta il suo potenziale di pubblicazione fuori dai patri confini.

L’obbligo di rettifica sul web, forse, più che sui termini temporali cui deve sottostare la stampa online e che non si capisce bene perchè debba essere esteso anche ai siti amatoriali, senza redazione e magari anche soggetti ad impedimenti momentanei, forse -dicevo- farebbe meglio a pensare alle peculiarità del mezzo.

Se qualcuno mi diffama ed io ottengo una rettifica con un nuovo post, possiamo stare certi che quello diffamante sarà sempre nei primi posti dei motori di ricerca, quello correttivo invece sarà virtualmente invisibile.

Premesso che per rimuovere un contenuto prodotto da chi non ha responsabilità editoriale è sufficiente ricorrere alle norme sulla privacy, nel caso di una rettifica online sarebbe meglio fosse prevista come testo aggiuntivo da inserire nel post originale, in alto, con un testo sempre uguale e specifico, così per vedere le rettifiche comminate al mio blog sarebbe sufficiente una semplice query: ‘site:quintarelli.it rettifica ai sensi di legge’.

idea semplice ed efficace.

Che viene pensando digitale, non pensando ad una successione di edizioni cartacee…

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1 thought on “Pensare Digitale”

  1. Ma sinceramente sono l’unico a pensare al web come sara’ dopo le prossime leggine ?
    Anche nel tuo post vedo solo una analisi del testo oggi, ma cosa succedera’ domani nel web ?
    Nulla di serio, credono tutti.

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