UPDATED:Azuni, il codice ed i pompieri regolamentari

UPDATE: Sotto la mia risposta al post di Vittorio Zambardino.

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Si sa, in genere i nostri rappresntanti istituzionali quando si approcciano ad internet lo fanno senza capire bene, ignorando le best practices mondiali e soprattutto non per promuovere le cose positive ma per porre dei limiti. E non che nel resto del mondo le cose vadano poi così meglio…

L'idea di fare per internet, essendo un ambiente mondiale, ciò che è stato fatto per il mare, non è nuova. Nel 2007 Vint Cerf, il papà di internet, all'Internet Governance Forum lo aveva proposto, però poi non c'era stata alcuna iniziativa istituzionale.

In preparazione della prossima riunione, il Ministro Brunetta riprende quell'iniziativa battezzandola "codice Azuni", col nome del sardo che secoli or sono armonizzò le leggi del mare.

L'idea è di iniziare a fare una raccolta di contributi dal basso per arrivare poi a una mappatura il più possibile sistematizzata dei problemi, le sfide che la rete pone, e delle opportunità che offre; successivamente come fece Azuni che raccolse le regolamentazioni di tutto il mondo, raccogliere le relative best practices regolamentari mondiali (o loro motivata assenza) e poi cecare di trarre da queste dei riferimenti regolamentari raccomandabili.

Questo sarà il contributo di proposta di metodo (e relativa attuazione) che il Ministro porterà al prossimo Internet Governace Forum, un luogo che ha sempre visto l'Italia molto attiva.

La mappatura delle best practices è certamente molto importante e, una volta esistente questa documentazione, si spera che i nostri rappresentanti vi faranno riferimento prima di fare proposte legislative. Oggi un tale riferimento non c'è e gli effetti delle proposte fai-da-te sono noti, costringendo molte persone a fare i "pompieri regolamentari"…

Invito quindi a partecipare con osservazioni di merito, proposte di opportunità e problemi che verranno sintetizzati nella tassonomia alla quale fare riferimento per la mappatura delle best practices. Questo è il sito dell'iniziativa.

UPDATE @Vittorio:  dici che non ho "una
cultura esattamente liberale, proprio no." E che la mia "prosa è
largamente riconoscibile in vari passaggi del documento" [in questo
post:
Azuni project: vedono pirati dove ci sono persone » Scene Digitali – Blog – Repubblica.it.].

scrivi nel titolo "vedono pirati" quando nel testo non si parla mai
ne' di
pirateria ne' di pirati (BTW; chiedi a qualcuno che era al tavolo cosa è
stato detto al riguardo a novembre). Al contrario si pone un accento
sulle opportunita' e i
valori positivi della rete.

andando sul personale, di grazia,
perche’ la mia cultura non sarebbe liberale ? da dove hai tale certezza ?
puoi citare fatti, scritti, ecc ? sulla base di cosa esprimi il tuo
giudizio ? mi pare che non ci conosciamo abbastanza per consentirti di
esprimere un giudizio siffatto;  andiamo a cena almeno una volta e solo
dopo, per piacere, giudica…

per quanto riguarda la prosa, mi
hanno invitato al tavolo dove ci sono 20 persone che partecipano ed ho
accettato volentieri, come ho sempre fatto, indipendentemente dallo
schieramento politico, come noto e pubblico, da destra a sinistra
passando per centro e sopra e sotto… In quelle occasioni ho visto il
ministro due volte assieme agli altri 19 partecipanti. (questo fa di me
il "consulente del ministro" ?)

ti posso rassicurare che nel testo non c'e' una sola frase che mi
possa essere attribuita e se qualcuno ti ha detto il contrario lo ha
detto senza conoscere come si sono svolti i lavori. certamente ho dato
un contributo e ho proposto punti ed emendamenti, ma la prosa proprio
non è la mia..

infine, non è un documento definitivo ma un invito
a contribuire. il diritto di critica è sacrosanto, ci mancherebbe…  anche i contributi sono largamente benvenuti. 

fine UPDATE

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16 thoughts on “UPDATED:Azuni, il codice ed i pompieri regolamentari”

  1. Cito dal sito:
    Con il documento“Codice Azuni versione Beta”, il dibattito sulla governance di Internet è da oggi (e per un mese) aperto a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla riflessione sulle problematiche, sulle sfide e sulle opportunità che Internet pone.
    Lasciare aperto un dibattito per il solo mese di agosto non è limitativo? Mi rendo conto che il prossimo IGF avrà luogo in settembre, ma non sarebbe stato opportuno aprire prima questo dibattito?

  2. secondo me si.
    ma questo e’ solo un primo passo.
    c’e’ un piano di lavoro (che non e’ scadenziato sulla base del prossimo IGF) che andra’ anche oltre il prossimo IGF, e che avra’ altri momenti di consultazione/interazione con il pubblico.
    questo e’ un primo passettino anche per rodare strumenti e modi.

  3. “Altri momenti di consultazione/interazione con il pubblico” stride un po’ con l’inciso “per un mese” (che a questo punto eliminerei), ma speriamo vada davvero come dici tu.

  4. re. i “consulenti”, non ho incassato nè incassero’ un euro, mi sono pagato e mi paghero’ le trasferte di tasca mia. (cosi’ adesso e’ pubblico)
    ho visto e collaborato decisamente molto di piu’ con il passato exministro che con il presente ministro (ma questo e’ pubblico da sempre)
    qualcuno deve avere raccontato non poche imprecisioni a Vittorio che su queste ha basato i giudizi che ha espresso.

  5. A parte le questioni polemiche ho serie perplessità su quel documento cosiddetto “beta”, a partire proprio dal fatto che non è così beta, almeno nei principi.
    Mi chiedo ma cosa: che c’è che non ci piace del “modello rfc” che funziona alla perfezione da decenni per il governo della rete, a parte che i “governi regionali” conterebbero quanto te e me? Forse anche meno.

  6. basta con questi professionisti del blogging e consulenti pagati fior fior di quattrini coi soldi di tutti per dire emerite…. lasciamo che sia la rete a scegliere come faccio io che scrivo questo commento che probabilmente sarà censurato e non torno neppure a leggere perché ho di meglio da fare, ad esempio continuare a contribuire all’informazione libera fregandomene di leggi e regolamenti perché la libertà è altro, per fortuna.

  7. @Alex: liberta’ non e’ fregarsene delle leggi.. Vedo che sei impermeabile.
    @Antonio: non c’e’ nulla che non piace, pero’ vengono proposte leggi senza essere informati, e questa e’ una costante e ci sono pompieri volontari che corrono a tentare di spegnere i focolai. Ma ancora peggio, ci sono cose positive da fare che non vengono fatte, esempi che si possono seuire. accessibilita’ dei dati, copia personale, interoperabilita’, neutralita’ della rete, ecc.

  8. Caro alex di reset-italia.net, Stefano non ti censurerà, ma lascerà il tuo post in bella vista perché ti qualifica meglio di qualsiasi altra cosa.
    Se c’è un problema nella società dell’informazione, è la superficialità con cui si affronta l’abbondanza di informazioni (ad esempio quelle presenti su questo blog) e di pseudo-informazioni.
    Tu sei l’emblema di questo pressappochismo. La libertà di informazione si esercita osservando il “dovere di approfondimento”. Tutto il resto è gossip.

  9. Libertà non è fregarsene delle leggi! Belle parole dovresti ripeterle alla persona che ha fatto il concorso per la cattedra universitaria con la certezza di vincerla dato che era l’unico concorrente! Se ne hai il coraggio.

  10. @ Stefano: grazie per la risposta. quoto: libertà non è fregarsene delle leggi, certo, ma possibilmente abolirle, soprattutto se inutili, piuttosto che crearne di nuove. altrimenti resta sempre la disobbedienza civile, primo stadio di una sana e necessaria rivoluzione. chi crea le leggi? in nome di chi? sempre il potere, in nome di se’ stesso, per preservare se’ stesso, riproducendosi. pertanto sentendomi estromesso da questo gioco, non avendo alcuno status quo da difendere se non quello di elemento di una maggioranza perennemente minoritaria, mi sento autorizzato a sconfinare in qualsivoglia azione contro leggi evidentemente lontane dagli scopi della democrazia, sebbene vicine formalmente ai suoi metodi.
    @ Riccardo: certo, io sono pressapochista, superficiale, fazioso, lo so, mi piace provocare per vedere la risposta 🙂
    la libertà di informazione si esercita come cazzo ci pare. approfondire non è un dovere, ma un diritto semmai, che il potere vuole negare. tant’è che la stampa ufficiale, i giornalisti dell’ordine e non quelli come noi, non iscritti ad alcun ordine, molto spesso (alcuni sistematicamente) sfociano nel gossip. le prime pagine sono gossip, non informazione necessaria, sono presupposizioni, non approfondimenti secondo precisi criteri scientifici e/o deontologici. ciò prescinde dalla bravura dei giornalisti, è colpa degli editori che nel caso dei blog sono i giornalisti stessi.
    trovi che un’informazione sia gossip? non la leggere, non votarla, non diffonderla, non conterà nulla. di solito la rete premia il meglio, alla lunga. non mi capita di vedere in testa alle classifiche blog di pessima qualità.
    ad esempio questo blog mi pare molto approfondito e ben curato, per questo è conosciuto. se non lo fosse non avrebbe così tanto seguito. quindi lasciami informare come meglio credo e tu fallo come meglio credi, ma evita di sentenziare cosa è o non è informazione. perché chi dovrebbe farla professionalmente è un contaballe. tra i blog invece qualcosa di vero c’è sempre, se non altro la rabbia di chi scrive, tradotta in faziosità e pressapochismo.
    grazie

  11. ps: se segui qs blog avrai certamente visto che recenti studi dicono che il web premia il primo link di google, e che ciò favorisce l’assimilazione acritica di notizie. non sempre il meglio, quindi.
    ma magari anche quello studio che è stato citato da tanti blog è di bassa qualità

  12. Ti sbagli alex, approfondire sarà forse solo un diritto per il cittadino comune, ma è un dovere morale (e deontologico) non solo per i giornalisti, ma anche per chi come te (e credo molti lettori di questo blog, me compreso) mette la libertà di informazione al vertice delle priorità.
    Le “rettifiche”, come la tua, difficilmente sono efficaci a cambiare la prima idea che ci si fa di un argomento (o, peggio, di una persona) alla prima lettura.

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