Guest post: Innocenzo Genna sulla NGA recommendation

[ricevo e pubblico, da Innocenzo Genna, già Presidente dell'associazione europea degli operatori alternativi e vicepresidente dell'associazine euroepa degli ISP.]

Il testo finale della raccomandazione NGA conferma la “virata” pro-competitiva del Commissario Kroes che, dopo qualche incertezza iniziale al momento di assumere il mandato, sembra aver messo con decisione la barra in direzione di una maggiore concorrenza. Il tutto con grande pena per gli incumbents, che avevano visto nel Commissario Kroes una possibilità di “restaurazione” dopo il quinquennio liberalizzatore della Reding.

Perché la raccomandazione NGA è così importante per la concorrenza? Perché I 27 paesi della UE hanno scelto vie nazionali su come sviluppare le reti NGA dando luogo a soluzioni controverse e frammentate. Alcuni regolatori si sono fatti coinvolgere in negoziazioni con l’incumbent e con il potere politico, finendo con lo svolgere compiti di politica industriale e non di regolazione.

La raccomandazione NGA riporta ordine nel settore; da un lato, creerà uniformità tra i 27 paesi membri; dall’altro, pone dei “paletti” alla discrezionalità dei regolatori, indicando i principi da seguire. I regolatori dovranno giustificare le scelte divergenti dalla raccomandazione, e così il compito armonizzante della Commissione si farà più sostanziale.

La lobby degli operatori incumbents sul testo della raccomandazione è stata fortissima, giacché essi si aspettavano una consacrazione formale delle regulatory holidays introdotte in Germania e Spagna (e indirettamente anche in Francia). Ma questo non è successo, grazie alla resistenza del Commissario Kroes e a due importanti fattori concomitanti che hanno aiutato il commissario olandese: la sentenza della Corte di giustizia del dicembre 2009 che ha confermato l’illegittimità delle regulatory holidays in Germania; e l’approvazione del pacchetto regolamentare  nel novembre 2009, con il quale i governi europei, nonostante le pressioni del Cancelliere tedesco Merkel, hanno rifiutato di legalizzare tali modelli di deregolamentazione.

Il testo finale della raccomandazione è stato perciò “purificato” dalle iniziali clausole che, con la scusa di facilitare modelli di coinvestimento atti a razionalizzare le risorse degli investitori, in verità introducevano vacanze regolatorie forzose. Tali clausole sugli accordi di coinvestimento e sul multifibra sono state preservate, ma non implicano più meccanismi automatici di deregolamentazione, che invece dovrà seguire procedure di analisi di mercato.

Lo stesso può dirsi della segmentazione geografica. Essa viene per certi aspetti incoraggiata, ma senza introdurre deregolamentazioni apodittiche senza appropriata analisi economica. Non vi è quindi spazio per esperimenti di zone variamente colorate come ipotizzato dal comitato NGN italiano, peraltro a esclusivo beneficio della strategia rimonopolizzatrice di Telecom Italia.

Interessante è un passaggio della raccomandazione NGA che ha permesso di chiarire che la modalità standard di prezzo del bitstream deve essere l'orientamento al costo, mentre il retail-minus è una modalità secondaria ("where there are sufficient competitive constraints on the downstream retail arm of the SMP operator").

In ultima analisi, la raccomandazione NGA prevede l’estensione del framework regolamentare alle fibre ottiche, senza deroghe ed eccezioni, salvo alcuni adattamenti finalizzati a tener conto dei maggiori rischi – se effettivi – da parte degli investitori.

Non mancano clausole che suscitano qualche preoccupazione per gli operatori competitivi, come quella che consente lo sconto-quantità nelle forniture wholesale (un meccanismo che potrebbe consentire agli incumbents degli indubbi vantaggi concorrenziali e nonché comportamenti potenzialmente discriminatori). Ma è qualcosa che dovevamo aspettarci in un testo oggetto di molti compromessi, e comunque le autorità antitrust continueranno a vigilare.

Tutto sommato, consumatori, imprese ed operatori possono essere contenti di questa raccomandazione NGA. Gli incumbents non avranno più l’alibi dell’incertezza regolamentare per non investire, mentre gli operatori alternativi avranno sufficienti garanzie che lo sviluppo delle reti avverrà in un contesto realmente competitivo.

Va però sottolineato che la chiave di volta per lo sviluppo delle reti NGA – questo discorso riguarda particolarmente l’Italia – sarà la regolazione ed il pricing delle reti tradizionali. Sembra paradossale, ma è così. Finché un incumbent continuerà a generare sovraprofitti dalla rete tradizionale, la migrazione verso le reti NGA non avverrà mai, oppure verrà effettuata solo in maniera sporadica  e solo per “contrastare”  le iniziative NGA dei concorrenti più agguerriti, con il risultato di peggiorare il digital divide.

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4 thoughts on “Guest post: Innocenzo Genna sulla NGA recommendation”

  1. la mia era più un auspicio …… spero almeno che il piano ngn della regione lombardia possa aprire i cantieri al più presto e non raggiunga solamente le grosse città ….. non vorrei ricadere, proprio adesso che ne sono uscito (da poco più di un anno il mio paese è raggiunto da un ottimo servizio hyperlan eolo e da inizio 2010 sulla centrale telefonica è attiva adsl), in un nuovo e penso più preoccupante “digital divide di ritorno”.

  2. il mio era più un auspicio …… spero almeno che il piano ngn della regione lombardia possa aprire i cantieri al più presto e non raggiunga solamente le grosse città ….. non vorrei ricadere, proprio adesso che ne sono uscito (da poco più di un anno il mio paese è raggiunto da un ottimo servizio hyperlan eolo e da inizio 2010 sulla centrale telefonica è attiva adsl), in un nuovo e penso più preoccupante “digital divide di ritorno”.

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