Semplice domanda a Parisi sulla Net Neutrality

Sole 24 ore [Parisi]

Se intendiamo che il gestore della rete non deve discriminare tra contenuti, al netto della normale gestione per garantire il funzionamento, siamo d’accordo. Mi sembra invece improponibile che gli operatori tlc, che investono per aumentare la qualità delle proprie reti, non possano garantire velocità maggiori e certificate ai content provider che, a parità di condizioni, sono disposti a pagare di più per offrire al proprio cliente un servizio migliore».

Non so se Parisi ha letto il mio commento al riguardo. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa…

Ma la domanda semplice è:  Supponiamo che io sia Interista e che Telejuventus paghi fastweb per prioritizzare il suo contenuto (mi puo’ stare bene che Fastweb lo faccia sull’accesso di Telejueventus, a richiesta di Telejuventus) ma io, tifoso interista, sul mio accesso internet, devo subire l’onta della prioritizzazione voluta dalla Juve ?

deto in altri termini, si considera lecito che A paghi per prioritizzare non il proprio accesso ma  quello di B ?

Il mio accesso accesso e’ mio, lo pago io, e non voglio che mi si prioritizzi il traffico di altri.

E’ un mio diritto ?

e, si badi bene, non puo’ essere un opt-out, ma un opt-in e, si badi bene, deve essere fatto senza condizionamenti…

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3 thoughts on “Semplice domanda a Parisi sulla Net Neutrality”

  1. Proviamo un attimo a “girare” il discorso:
    lo troviamo un content disposto a pagare per farsi prioritizzare il traffico?
    La cosa ha senso solo se il traffico senza prioritizzazione è così scadente da rendere necessaria una tale attività.
    Come si sentirà un cliente in uno scenario del genere? Siamo sicuri che il primo effetto non sia quello di farlo scappare altrove?
    Oppure qualcuno crede seriamente che gli operatori siano in grado di organizzare un cartello e “puntarlo” all’unisono e di volta in volta sui vari content da estorcere?
    A me sembra solo tempo sottratto a al business, anche un comunicato stampa dovrebbe sottendere un minimo di analisi e di serietà.
    Non accetto che manager pagati profumatamente (e indipendentemente dalle sorti delle aziende che conducono) diano fiato in questo modo alla bocca.
    In due giorni due fesserie (ancora mi gira per la testa quella di Bernabè).
    La categoria dei manager non ha di che gioire 🙁

  2. se sei una piattaforma che distribuisce contenuti, farai ricorso a un CDN (content delivery network, non la vecchia linea affittata) solo aldilà di un certo volume di traffico. Però a quel punto vorrai essere sicuro che in cambio dei tuoi soldi, il CDN dia all’utente finale un servizio migliore, e questo dipende a monte dal contratto con il carrier (nel caso, Fastweb). Nella fattispecie non mi sembra che Parisi abbia torto.

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