Sulla responsabilità dei direttori di testate online e blogger

Devo una risposta a chi mi ha sollecitato un commento a questo articolo di Repubblica: Il direttore di un giornale web non risponde di omesso controllo.

In primo luogo ricordo che a differenza degli USA, la Cassazione decide su casi specifici e sfumature diverse possono portare a decisioni diverse. (certamente l’orientamento dei giudici a fronte di una sentenza della Cassazione tendera’ ad essere simile, a meno appunto che non ci siano sfumature diverse).

Mi è piaciuto il commento di Fulvio: Fulog | Fulvio Sarzana.

Il Direttore infatti non è stato assolto dal reato di omesso controllo su quanto scritto sul sito da un giornalista nel contesto dell’attività editoriale, ma solo dall’omesso controllo ( e si suppone) censura nei confronti di un lettore che aveva mandato una lettera alla testata, lettera poi pubblicata dalla testata telematica e che avrebbe avuto carattere diffamatorio ( il che non si saprà mai in quanto nel frattempo il reato era stato dichiarato prescritto dalla Corte di Appello) ed in questo senso la Cassazione ha equiparato il direttore della testata ad un blogger o al moderatore di un forum che non interviene sui commenti postati da terzi e non può esserne considerato responsabile.

… Quindi non assenza di responsabilità del direttore di una testata ma incapacità di controllare quanto scritto da un cittadino con una lettera inviata alla testata telematica, essendo palese fra l’altro il disaccordo del direttore della testata con quanto scritto dal lettore, come ha sentenziato la Cassazione, perché altrimenti in caso di accordo il direttore avrebbe risposto “in proprio” della diffamazione.

presumo che il sistema editoriale pubblichi direttamente i commenti, senza moderazione.

mi sembra una decisione sensata: sei responsabile di cio’ che pubblichi ma se qualcuno commenta diffamando  e tu non ne sei a conoscenza, il responsabile e’ l’autore del commento.

resterebbe da capire cosa succede se il diffamato si rivolge alla testata portandola a conoscenza del contenuto diffamatorio e chiedendone la rimozione. in questo caso secondo me chi ha la responsabilita’ editoriale è portato a fare una scelta ed ad assumersene la responsabilità.

mi sembra molto sensato.

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1 thought on “Sulla responsabilità dei direttori di testate online e blogger”

  1. Per rispondere alla domanda posta in calce da Quintarelli può essere utile rileggere questo post ( http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/prosciolto-provider-di-sito-a-luci-rosse.html#comments ) in cui richiamavo l’art.16 e l’art.17 del D.Lgs.70/2003, applicabili anche per le testate online.
    Nella sentenza della Cassazione 35511/2010 si legge infatti:
    (inizio virgolette)
    Ad abundantiam si può ricordare che l’art. 14 D. Lsvo 9.4.2003 n. 70 chiarisce che non sono responsabili dei reati commessi in rete gli access provider, i service provider e -a fortiori- gli hosting provider (cfr. in proposito ASN 200806046-RV 242960), a meno che non fossero al corrente del contenuto criminoso del messaggio diramato (ma, in tal caso, come è ovvio, essi devono rispondere a titolo di concorso nel reato doloso e non certo ex art 57 cp).
    Qualsiasi tipo di coinvolgimento poi va escluso (tranne, ovviamente, anche in questo caso, per l’ipotesi di concorso) per i coordinatori dei blog e dei forum.
    Non diversa è la figura del direttore del giornale diffuso sul web.
    Peraltro, anche nel caso oggi in esame, sarebbe, invero, ipotizzabile, in astratto, la responsabilità del direttore del giornale telematico, se fosse stato d’accordo con l’autore della lettera (lo stesso discorso
    varrebbe per un articolo giornalistico). A maggior ragione, poi, se lo scritto fosse risultato anonimo.
    Ma -è del tutto evidente- in tal caso il direttore avrebbe dovuto rispondere del delitto di diffamazione (eventualmente in concorso) e non certo di quello di omesso controllo ex art 57 cp, che come premesso, non è realizzabile da chi non sia direttore di un giornale cartaceo.
    Al XXXX, tuttavia, è stato contestato il delitto colposo ex art 57 cp e non quello doloso ex art 595 cp.
    (fine virgolette)
    In definitiva concordo con l’interpretazione data da Sarzana nel suo blog.

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