Mediaset risponde ad Apple

ed ecco l’output dell’RFP del luglio 2009

Mediaset lancia Premium Net Tv – LaStampa.it.

Il gruppo Mediaset ha annunciato per domani, mercoledì 23 febbraio, il debutto “Premium Net Tv”, un nuovo sistema di tv non-lineare. Prevista l’offerta di più di mille diversi contenuti, anche in HD: cinema, serie tv, cartoni, documentari, calcio. Oltre ai programmi delle reti Mediaset degli ultimi sette giorni. L’offerta prevede la distribuzione in streaming e on demand di contenuti già andati in onda e di titoli di diverso genere. Prevista anche l’offerta di oltre 200 film con prime visioni pay-tv aggiornate quotidianamente. Il sistema network independent è completamente aperto e visibile con un decoder digitale terrestre abilitato con Bollino Gold o con una connessione Adsl di qualsiasi operatore telefonico.

“in streaming e on demand” confonde pere con mele.
immagino intenda “live” o “on demand”
e resta da capire se “streaming” o “cached”.

ma sono pronto a scommettere che si ratta di streaming; il STB chiuso con caching de contenuti lo hanno per fare advanced caching over the air sul DTT.

faccio una previsione: andra’ bene (se non e’ MHP!!!, senno’ si stanno installando una legacy, per la serie “andiamo avanti cosi’…”) fino a quando avrà un takeup tale che la user experience sara’ negativa (perche’ una cosa e’ tollerare una interruzine o pausa ogni tanto quando guardi una clip di 10 minuti sul pc, altra cosa e’ quando guardi un film ad alta definizione attaccato al video proiettore…)

andranno da dei soloni che gli diranno che devono farsi la content delivery network, d’altro canto sui manuali c’e’ scrito cosi’, no ?
senza capire che la strada che vedi davanti alla finestra ha il casello di ingresso dall’altra parte d’italia (aka, una cache in uno stadio di linea di TI collegato localmente alla rete di TI non e’ visibile da un utente rilegato nello stesso stadio di linea di altro operatore, se non passando attraverso il punto di peering, tipicament a milano o roma).

allora gli diranno di andare da tutti gli operatori e mettere cache con IP address di tutti gli operatori. e quando realizzeranno che l’andamento dei prezzi dei dischi/SSD e’ tale che, forse, era meglio un’altra scelta achitetturale, allora Apple gli avrà eroso una bella fetta di mercato.

mi pare di rivevere film gia’ visti…

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25 thoughts on “Mediaset risponde ad Apple”

  1. Da questo e dal tuo post precedente mi pare di capire che più che Mediaset che risponde ad Apple, è Telecom che risponde a De Benedetti.
    Se il primo, prima del TSO, voleva tassare gli ISP perché facevano business con i contenuti degli editori, adesso sono l’ISP (singolare, non è un errore 🙂 che vuole tassare i fruitori e gli editori perché gli intasano il tubo. Ed ogni nuovo servizio che intasa il tubo fa sì che la libertà d’uso del tubo da parte del fruitore finale sia sempre più costosa in modo da spingerlo a rinunciarvi in tutto o in parte. Liberando banda da rivendere agli editori.
    Scherzo solo un po’.

  2. Per ora lanciano un box Telesystem senza disco, con qualche titolo anche in HD (4 Mbit). Puro streaming da catalogo VoD.
    La RAI e’ pronta e parte con Sony (App proprietaria Sony). Ma la RAI dovrebbe indicare la via adottando standard aperti quali HTML e tenere il controllo del servizio senza subire i capricci del gatekeeper dei vari AppStore(tm). In Italia c’e’ chi e’ pronto col decoder connesso e aperto gia’ sugli scaffali di MediaWorld & Co.

  3. http://www.dday.it/redazione/3022/Premium-Net-Tv-tutti-i-dettagli.html
    Come
    Premium Net Tv è un’applicazione interattiva MHP che accede a contenuti trasmessi via internet. Per funzionare bisogna perciò collegare il decoder alla rete e avere un accesso a Internet da almeno 900 Kbps. Ci sono poi tre profili di velocità per ciascuna delle due risoluzioni (SD e HD) e il sistema è in grado di modulare la velocità (e, di conseguenza, la qualità del filmato) e seconda della banda disponibile in quel momento. Per accedere ai filmati in alta definizione è necessario avere almeno 3,2 Megabit/s di banda, con un profilo più elevato a 4,5 Mbps. Su web, invece, si ha accesso ai soli contenuti in standard definition.

  4. servizio analogo a quello di La7 su STB MHP bollino gold http://www.dday.it/redazione/1413/La7-On-Demand-ora-lMHP-acquista-un-senso.html e su pc con la7.tv , e a quello che sta per lanciare RAI con la stessa tecnologia http://www.digital-sat.it/new.php?id=23921 ; la differenza e’ che solo chi ha la scheda mediaset premium puo’ vedere, gratis, premium net!!
    ps
    mhp non e’ vecchio, e’ solo che e’ broadcaster friendly (in contrapposizione a Consumer Elettronics Manifacturer friendly), per questo sui TV connessi la CE ha tolto la parte streaming MHP e lasciato solo la parte “menu’ interattivi” 😉

  5. per PAN: con MHP il gatekeeper o application store e’ ogni singolo canale DTT a cui sei collegato a un certo momento; con HTML e’ il costruttore della TV (vedi le “connected tv” e i blu ray player di samsung, lg o sony etc che usano HTML) . terzium non datur: l’idea di avere “un browser” che va su qualunque sito web streaming , e che viene indirizzato dall’utente che scrive con il telecomando http://www.qualcosa.etcetc non esiste perche’
    1) da un lato non interssa ai CE vendor,
    2) dall’altro non interessa ai broadcaster
    per lo stesso identico motivo non esistono tv o stb che permettono di fare browsing di applicazioni mhp su siti http, che sarebbe lo stesso un mondo “aperto” e perfettamente definito negli sacri testi degli standard.
    Chi prova a costruire device con questa logica (si chiami googletv o altro) semplicemente non entra nel giro dei contenuti premium dei broadcaster e quindi ha una possibilita’ commerciale solo di nicchia; i grandi CE che controllano i pannelli lcd sono stati abili a obbligare i broadcaster ad accettare obtorto collo le loro platform di CE vendor appunto ma c’e’ un ragionevole accordo che due son gia’ troppi e internet di mezzo non serve.
    qui starebbe la forza dei telcos di rompere questa allenza ma nessuno si sta muovendo in maniera sensata al riguardo.

  6. Stefano, il tuo discorso sulla CDN è un po’ criptico. Premesso che non sono un esperto – e che probabilmente non ho visto il film di cui scrivi 🙂 – mi pare che essendo la rete un collo di bottiglia non ci siano molte alternative per il broadcaster che vuole dare questo servizio con una buona QoE: o fai come BskyB e usi il wireline solo come canale di ritorno, oppure hai bisogno di accordi specifici con chi è proprietario della rete. La CDN può essere la base tecnica di uno di questi accordi: è vero che per controllare tutta la rete dovresti fare accordi con tutti gli operatori infrastrutturati, ma se molti tuoi clienti sono sulla rete TI puoi iniziare da quella (posto che TI abbia una CDN adeguata), e magari scopri che ti basta anche per il futuro. Quali alternative architetturali può avere un bcaster, che è poco o per nulla infrastrutturato?
    grazie del chiarimento
    Carlo

  7. beh, se BskyB fa quello che fa, ci sara’ una ragione…
    non esiste un proprietario della rete ma n.
    se metti delle cache in una centrale, collegata alla rete di TI, sei visibile solo dgli utenti di TI che vengono dirottati li’. (che fanno routing li)
    ovvero, due utenti che abitano nello stesso condominio, afferenti ad isp diversi anche se collegati alla stessa centrale, uno preleverà dalla cache, l’altro no.
    allora posso mettere la cache sulle reti di tutti, ovvero all’interno della centrale mettere a cache sulla rete di tutti coloro i quali hanno in quella centrale un punto di routing. ovvero devo fare dei contratti con tutti e gestire la complessita’ relativa.
    ammesso e non concesso che se l’oepratore X ti ospita in una centrale all’interno del suo armadio per farti esporre i tuoi contenuti ai suoi abbonati, da quello stesso armadio ti consenta di tirare un cavo fino al dslam dell’operatore Y nell’armadio vicino.
    Ammesso e non concesso che anche l’operatore Y accetti di pigliare un cavo che viene dall’armadio dell’ oepratore X e invece non ti costringa a un contratto piu’ costoso in cui ti impone di mettere una macchina (cache) anche nel suo armadio.
    questo vale solo per tutti gli oepratori che nella centrale fanno routing.
    ovvero oepratori che fanno ULL su quella centrale, perche’ quelli che hanno abbonati in bitstream in quella stessa centrale, e’ come se gli utenti entrassero da casa loro in una galleria che sbuca presso un solo punto dell’operatore a livello nazionale. (con relativo overbooking sui backhauling e sulla raccolta degli stessi)
    per tutti questi utenti non c’e’ routing a livello di centrale, manco sanno che la centrale esiste.
    spannometricamente, cominciamo col dire quindi che in italia ci sono 12,5M di accessi broadband circa, di cui 7M di telecom (e quel 55% li posso indirizzare con un accordo con TI (non tutti per la verità, ma facciamo ottimisticamente come se)), poi ci sono 3M tra bitstream e similari (e quel 25% non li posso indirizzare), il resto (2,5M, 20%) sono DSL su ULL che posso indirizzare facendo accordi con gli altri operatori (se me li fanno fare) e impiantando una pletora di cache in giro da gestire.
    auguri.

  8. Io non ci capisco un gran che, pero’ constato che la mia Alice7M, va a malapena a 2M, se tento di guardare qualche cosa in streaming e’ un continuo “stop&go”. Essi’ che vivo a Segrate, non in qualche landa sperduta dell’Appennino centro-meridionale. In questa situazione la vedo dura fornire contenuti in HD e anche per quelli in SD, mi sa che o c’e’ un apparecchio che fa da buffer che si carica nei rari momenti in cui la banda c’e’, o mi sa che stiamo parlando del mondo dei sogni. Ma magari ho scritto delle sciocchezze.

  9. non può essere cached se no sarebbe un servizio inutile. I film che già ti trovi in cache dal DTT penso che basterebero. Loro stanno pubblicizzando il ‘scegli da un vasto catalogo, skiscia il tasto e vedi subito’ quindi è streaming ma se sono un pò intelligenti lo hanno fatto ibridio come la ATV di Apple che quando noleggi una cosa inizia a scaricartela in background, se arriva bella veloce ti avvisa che puoi vedere il contenuto immediatamente premendo play altrimenti puoi aspettare che finisca di scaricarlo tutto. Ma la cosa veramente ben fatta in ATV è che se hai la linea veramente intasata non perdi mai quei 5 euro di noleggio che hai già pagato visto che dal momento del noleggio hai ben 30gg per completare lo scaricamento del video e le 48 ore per visionarlo partono solo dalla prima volta che premi play..

  10. Finche sono pochi, va bene.
    Il caching via rete serve per avere i dato di fruizione dellutente (oltre ad altre cose) in modo da profilare e cachare solo contenuti giusti, ovvero usare dischi più piccoli e far costare meno i stb.
    Io, su 30 film di mediaset premium on demand, come gusti, sono interessato solo a 3-4

  11. Sul discorso CDN… Stefano ti diro’ ormai la banda ultimamente la stanno regalando a secchiate, in particolar modo per servizi ion livestreaming. 100 tera mese a 300$ fai tu.
    Tra l’altro non penso assolutamente che a mediaset manca denaro per prendersi una cdn da akamai che assicurano fino a 2 milioni di utenti in contemporanea.. fai un po’ tu.

  12. Ti aggiungo una cosa:
    Sono da segnalare inoltre alcune limitazioni, che obbligano l’utente a non poter usufruire il servizio per più di 60 ore al mese.

  13. credo che l’unico “vantaggio” che una Akamai potrebbe dare a Mset stia nel fatto che la assolverebbe dall’incombenza di stipulare gli accordi di peering di cui sopra. Ma di fatto Akamai non è certo distribuita nella rete a livello locale, e quindi non controlla i colli di bottiglia…per cui serve a poco. Letto quanto sopra mi sono fatto l’idea che il problema non sia tanto la piattaforma di delivery usata (CDN, streaming servers, altro…) quanto la presenza di alcune feature intelligenti lato end users come quelle citate da Gianni sopra.

  14. non mi risulta che Akamai sistribuisca così capillarmente sul territorio italiano. A me servirebbe la cache sullo stadio di linea di Olgiate e non credo proprio che Akamai verrà mai a mettermela. Del resto non la mette neppure telecom e difatti il servizio di iptv di TI non è disponibile in zona.

  15. uhm… ho risolto il problema degli scatti, in questo caso dipendeva da me.. downloadhelper interferisce con il loro oggetto scritto in silverlight.. interessante quello che fanno. Sembra che i video siano spezzettati in tanti piccolissimi segmenti che il player scarica in background, assembla in sequenza e playbekka.. probabilmente, questi piccoli segmenti possono essere sparpagliati in tante locazioni diverse dando al client un guadagno in banda paragonabile a quello che hai con bittorrent, solo che questo è progressive download in http.
    Bisogna vedere se il giochino continua funzionare anche con tanti client oppure porta al sovraccarico degli application server di akamai per via dell’enorme numero di http query generate….

  16. ciao,
    il box di Mediaset riceve un MPEG-TS a pezzettini, usa HTTP e ogni volta richiede un pezzo a bitrate diverso, adattandosi a come sta andando la banda. E’ una versione proprietaria di quanto descritto in questa RFC draft (usata da iPhone e iPad): http://tools.ietf.org/html/draft-pantos-http-live-streaming-05
    @Gabriele: sì, di fatto ogni Broadcaster gestisce le App MHP che veicola sulle sue frequenze/mux. Infatti premendo il tasto APP l’utente vede l’elenco delle APP disponibili su quel MUX. Questo è inaccettabile per i consumatori che vedono uno standard “nazionale” aprirsi a Internet per lo streaming video ma non per l’approvvigionamento delle APP (anche MHP).
    Sul mercato ci sono almeno due prodotti che permettono all’utente di inserire un URL qualsiasi e salvarla nei Preferiti: i TV Philips Nettv e la Blobbox di Telesystem (che è anche un PVR come il MySKY, con una EPG terrestre molto estesa è anche *tematica* eliminando l’handicap dell’ordinamento LCN per i canali “sotto l’orizzonte”).
    ciao,
    pan

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