Confusione sul wifi…

Leggo in questa Circolare (pdf) della federazione italiana dei Pubblici esercizi che, secondo loro, 

Al riguardo si deve segnalare alle Associazioni in indirizzo che alcuni operatori di informatica stanno proponendo la vendita di programmi di identificazione dei clienti che accedono ad internet tramite Wi–Fi sostenendo che sussisterebbero degli obblighi e delle responsabilità in capo ai gestori di pubblici esercizi che mettono a disposizione della clientela il sistema di accesso in parola.
Al riguardo si ribadisce che nel nostro ordinamento non sussiste alcuna disposizione che prevede tali adempimenti mentre, al contrario, esistono precise norme a tutela della privacy dei cittadini che potrebbe addirittura essere violata da tali sistemi.
La presente interpretazione, oltre che sulle norme di legge, è suffragata da una precisa ed inequivocabile presa di posizione del Governo assunta formalmente dal Ministro Elio Vito che, con la acclusa risposta ad una interrogazione parlamentare, ha chiarito “che sono abrogate le disposizioni per l’identificazione degli utenti, il monitoraggio delle operazioni e l’archiviazione dei dati e non è intenzione del Governo ripristinare restrizioni”.

riportando la risposta dell'On. Vito alla interrogazione parlamentare formulata dall'On. Lanzillotta che recita

Il Ministero dell’Interno ribadisce che sono abrogate le disposizioni per l’identificazione degli utenti, il monitoraggio delle operazioni e l’archiviazione dei dati e non è intenzione del Governo ripristinare le restrizioni all’utilizzo e all’accesso alla rete WiFi, abolite con la disposizione del decreto-legge.

Questo è corretto. il Ministero dell'interno ha abolito l'obbligo (aveva intenzione di introdurre altre norme, ma questa idea pare tramontata anche in considerazione di tutte le emergenze che si è trovato a gestire).

Quello che non è corretto è desumere che non esistano ALTRI obblighi, che invece discendono dal Codice delle Comunicazioni e da una Delibera dell'Autorità delle Comunicazioni.

 

Vediamo di ri-spiegare..

Cominciamo col dire la rete pubblica di telecomunicazioni e' qualunque accesso ad un operatore. fastweb, tiscali, mclink, telecom … whatsoever.

Chiunque offre al pubblico servizi di accesso alla rete pubblica di telecomunicazioni deve essere titolare di una autorizzazione generale (ovvero deve essere un operatore di telecomunicazioni) che ha un certo insieme di obblighi.

L'AGCOM ha chiarito che "Non si considera fornitore di un servizio pubblico di telecomunicazioni … quell’esercente l’attività commerciale, quale ad esempio gestore di bar, albergo, pizzeria, tabaccheria, che, non avendo come oggetto sociale principale l’ attività di telecomunicazioni, mette a disposizione della propria clientela le apparecchiature terminali di rete".

L'abolizione citata implica che

  • non occorre piu' chiedere fotocopia del documento di identità a fini antiterrorismo
  • negli esercizi pubblici che offrono al pubblico in via prevalente l'accesso ad internet, occorre la licenza preventiva del questore.
  • Se il servizio invece e' accessorio (bar, ristoranti, alberghi, ecc), non occorre la licenza del questore.

Ma qui entra il tema del codice comunicazioni e dell'autorità:

  • se metti un terminaleper offrire servizi al pubblico, non sei un operatore
  • se metti un punto di accesso (non un terminale) sei un operatore con gli obblighi che ne conseguono.

Come peraltro e' sempre stato, anche se generalmente disatteso, e non solo in Italia.

Strasintesi:

  • no copia della carta di identita' per nessuno.
  • sei un circolo privato/azienda ? no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
  • sei un bar con un terminale ? no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
  • sei un bar con un access point ? no licenza al questore, si autorizzazione generale (e obblighi conseguenti) (oppure fai un abbonamento con un operatore che eroga il servizio presso di te, come fanno la provincia di roma, rete luna, panservice e altri)

La domanda sorge spontanea: come fare dunque senza diventare operatore e gestire gli obblighi conseguenti ? (molte decine se non centinaia di migliaia di euro per la compliance agli obblighi di cui sopra)

Semplice, non comprare una ADSL da un operatore qualunque (che, per inciso,  nella quasi totalità dei casi vietano anche di  dare il servizio a terzi) e chiedere il servizio ad un operatore (molti piccoli lo fanno) che consenta la redistribuzione del servizio e che assicuri la compliance regolamentare nella fornitura di autenticazione, logging, risposte alla autorita' giudiziaria, ecc.

Cosa "rischia" l'esercente ? Qui vale il discorso dell'assicuraizone auto. Finchè non fai un incidente non rischi nulla ed è un costo puro… Se però qualcuno fa qualcosa di illegale con il tuo accesso, di cui tu sei titolare, devi dimostrare la tua estraneità (e ce la farai ? hai violato il contratto con il tuo operatore nel quale ti sei assunto la precisa responsabilità), e poi devi dimostrare di non essere stato negligente.

Se invece poi passa una ispezione della polizia postale o della finanza, rischi anche una sanzione non banale. Anche nell'accesso alla rete, se è la stessa su cui stanno tuoi archivi di dati personali (es. registri di clienti), ci può essere anche un profilo di mancato rispetto delle norme minime di sicurezza…

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7 thoughts on “Confusione sul wifi…”

  1. Grande Stefano,
    Spero che qualcuno (soprattutto del governo che ha deregolamentato senza chiarire troppo) legga prima che Al Zauairi mandi una email da un bar italiano 🙂

  2. Impeccabile. Secondo me pero’ c’e’ molta confusione in giro e la risposta dell’On. Vito lascia aperta la porta a un’interpretazione in cui l’accesso alla rete wifi viene equiparato all’uso di un pc. Che senso ha per esempio dire che non occorre piu’ monitorare e archiviare quando monitorare e archiviare sono compresi tra gli “obblighi conseguenti”?

  3. Grande Stefano, chiaro e conciso. E chiedere le dimissioni del presidente Fipe no?
    buona giornata
    pmc

  4. Salve,
    Sono un gestore di un bar, volevo sapere per attivare il servizio wi-fi devo comunicarlo in questura? che altri permessi devo chiedere.
    Rimango in attesa di un Vostro gentile riscontro.
    Cordiali Saluti
    Roberto

  5. Salve a tutti,
    avrei bisogno di un’informazione e cioè per quello che concerne un’eventuale connetività adsl fornita ad un condominio tramite una rete wireless, come deve essere considerato ancorchè i terminali siano privati ma possano accedere solo quelli autorizzati?
    Grazie per l’informazione.

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