Le Versioni Online dei Quotidiani Non Vanno a Tavoletta | Il Giornalaio

Le Versioni Online dei Quotidiani Non Vanno a Tavoletta | Il Giornalaio.

I dati diffusi purtroppo non comprendono l’Italia ma una lettura dei dati degli altri paesi del vecchio continente fornisce comunque un orientamento su quali possano essere le dimensioni del fenomeno anche della nostra nazione.

teniamo presente che l’universo indirizzabile di una fonte in inglese e’ 2-3Bn mentre per una fonte in italiano e’ 30-40M…

re. i dati, una ricerca fatta dal Sole indica 10,7% come uso da smartphone, 2,1% da tablet.

Nella fascia 18-24 1,7%; 0,9% in 25-34; picco a 4,1% in 35-44, poi cala. pare mostrare che i tablet li hanno i GenY che lavorano, i ragazzi che vivono in casa; i giovani post università e e primo impiego, invece, molto meno… chissa’ perche’… (domanda retorica)

dal punto di vista dei conti vanno visti i progetti editoriali fatti per i device (che hanno un importante significato di comunicazione in se’, con un target molto selezionato e di valore), oltre a pubblicità e ricavi da vendita.

teniamo anche presente che in italia siamo gli unici, praticamente, a fare lo sfogliatore del quotidiano in PDF che è _identico_ al quotidiano per essere considerato copia digitale analoga alla copia cartacea (cambia solo il device di fruizione: carta o tablet/PC); pensavo fosse una cosa antidiluviana, invece è molto gradita dai lettori. non è affatto detto che sia sbagliata…

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24 thoughts on “Le Versioni Online dei Quotidiani Non Vanno a Tavoletta | Il Giornalaio”

  1. Pier Luca Santoro

    Caro Stefano,
    Grazie della citazione. Non mi è chiaro se i dati che riporti sono riferiti ai quotidiani italiani in generale o in maniera specifica al Sole24Ore. Mi spieghi gentilmente, grazie. Inoltre la ricerca che citi dov’è disponibile?
    Ciao
    Pier Luca

  2. Pier Luca Santoro

    Grazie.
    Rispetto ai dati diffusi da comScore, che ho ripreso, i dati che citi farebbero dell’Italia il primo paese al mondo per lettura di quotidiani in mobilità [da smartphone] ed il secondo, dopo Singapore, attraverso i tablet. Non ti sembra un po strano?
    Ciao
    Pier Luca

  3. >teniamo anche presente che in italia siamo gli unici, praticamente, a fare lo sfogliatore del quotidiano in PDF
    >che è _identico_ al quotidiano per essere considerato copia digitale analoga alla copia cartacea (cambia solo il
    >device di fruizione: carta o tablet/PC); pensavo fosse una cosa antidiluviana, invece è molto gradita dai lettori.
    >non è affatto detto che sia sbagliata…
    Ok, apprezzabile consentire di sfogliare il pdf ad un prezzo decisamente accettabile (0,79€ con acquisto in app) MA:
    perchè non è prevista la fruizione dello stesso pdf (acquistato regolarmente) su altri devices? magari è possibile tra iphone e iPad, non so..
    Ma se compro il pdf mentre sono in giro e vorrei rileggerlo a casa dal mac, perchè devo essere costretto a rovistare nella cache dell’app per iphone, trovare dei file anonimi che se rinominati in .pdf si rivelano essere il pdf cercato,ma pagina per pagina (costringendomi poi ad unire le pagine in un unico pdf)?
    E’ un procedimento abbastanza cervellotico, talmente tanto da indurre chi ha meno voglia di “smanettare” a cercare semplicemente il pdf su google e capitare su siti tipo http://avaxhome.ws/ che fanno questo lavoro praticamente ogni giorno. Ah, e gratis.
    conclusione: ben venga la fruizione di contenuti su tablet, passi anche la discriminazione dello user-agent, ma se qualcosa è stato acquistato immagino sia un proprio diritto fruirne dove piu ci aggrada, o sbaglio?

  4. la risposta è abbasta semplice.. perche mancano i sistemi di autenticazione unificati integrati ai sistemi di billing e cio perche apple non fornisce le informazioni necessarie degli acquisti fatti sullo store.

  5. Stefano Quintarelli:
    “la risposta è abbasta semplice.. perche mancano i sistemi di autenticazione unificati integrati
    ai sistemi di billing e cio perche apple non fornisce le informazioni necessarie degli acquisti
    fatti sullo store.”
    ma a questo punto: perchè l’editore non si fa un suo store basato su tecnologie “aperte ed interoperabili” e rende non più fruibili i suoi contenuti sui device Apple lasciando all’utenza ogni ulteriore azione ?
    quanto è (ancora) economicamente conveniente stare nel garden Apple alle condizioni imposte da Apple ?

  6. poco.
    pero’ Apple non ammette una applicazione di store nell’apple store.. per cui la gente non puo’ installarselo facilmente.
    l’unica e’ html5 e da qualche parte nel mondo qualcuno ci sta provando

  7. >la risposta è abbasta semplice.. perche mancano i sistemi di autenticazione unificati integrati ai sistemi di
    >billing e cio perche apple non fornisce le informazioni necessarie degli acquisti fatti sullo store.
    Grazie, era una stranezza così assurda che speravo veramente fosse un problema tecnologico e non di scelta manageriale.
    Butto un sasso: una App non può firmare digitalmente un documento? non potrebbe semplicemente firmare un pdf (magari criptandolo) e inviarlo per mail/ renderlo disponibile come documento da itunes?
    Non sono molto esperto di drm applicati ai pdf, aspetto smentite:)

  8. @Stefano Q. : nel commento di prima intendevo proprio dire di “lasciare a piedi” gli utenti Apple.
    Lo store dell’editore non comprendeva “la mela”.

  9. >qualunque workaround apple non te lo approva. puoi prendere un pdf dal web e vederlo anche su ipad (basta che vai sullo shop su web)
    🙁 siamo sempre punto e a capo…
    ps: sul sito ho trovato solo questo link
    http://www.quotidiano.ilsole24ore.com/
    in cui parla di abbonamenti,da dove si scaricano le singole copie?

  10. Sarebbe interessante fornire un dato anche per siti diversi da quelli dei quotidiani(non so facebook, gmail, questo o altri blog). Senza un termine di paragone e senza sapere quale sia la percentuale della popolazione che effettivamente possiede un tablet non mi pare si possano trarre conclusioni sensate. Ad esempio pare che negli Stati Uniti a maggio (http://pewinternet.org/Reports/2011/E-readers-and-tablets/Report.aspx) solo 8 persone su 100 abbiano effettivamente acquistato ipad o simili, mentre credo sia realisticamente molto superiore la quota di popolazione che ha uno smartphone. Quindi il tablettista medio usa molto di più il suo device per consultare i giornali on line di quanto non lo faccia il possessore di smartphone.
    Inoltre nella tabella de il giornalaio si parla di traffico e non di accessi, questo dato a mio avviso è influenzato dalla velocità e dai termini di contratto relativi alla connessione sfruttata da smartphone e tablet. Mi sembra realistico pensare che se sono dal pc di casa connesso con la fibra posso permettermi di fruire di servizi più “pesanti”(video) piuttosto che se accedo da un tablet connesso alla rete 3g in un’area densamente popolata.

  11. non ho capito perche dici il tablettista medio usa molto di più il suo device per consultare i giornali on line di quanto non lo faccia il possessore di smartphone
    per un giornale accesso si intende visitatori. (almeno qui)

  12. premetto che commentavo i dati di comscore ripresi da “il giornalaio”
    mettiamo che la popolazione di un paese è 100, quasi tutti hanno un telefono cellulare e diciamo la metà di questi cellulari è ormai uno smartphone (mi pare un’approssimazione realistica ma non ne sono sicuro), quindi la metà della popolazione ha la possibilità di accedere a siti di quotidiani on line tramite smartphone ma genera solo tra l’1 ed il 7 per cento del traffico totale su tali siti. Se ad avere un tablet sono solo in otto(dato USA, probabilmente in altri paesi sono meno) ed i tablet contribuiscono da un minimo dello 0.3 ad un massimo del 2.8 per cento del traffico sui siti in questione, mi pare che il contributo relativo in termini di traffico sia superiore per i tablet che per gli smartphone, anche se in termini assoluti il secondo è superiore.
    Ma forse mi è sfuggito qualcosa.

  13. Post molto interessante Stefano.
    Personalmente credo che le copie elettroniche dei quotidiani siano dovute ricadere nel pdf della versione cartacea per un oggettivo problema di disparita’ qualitativa tale da non giustificare il pagamento.
    Non leggo il sole ma mi limito a consultare corriere e repubblica.
    La distanza rispetto al cartaceo è tale ( e ripeto spaventosamente tale ) da farmi pensare che ci sia una redazione separata (magari in outsourcing ).
    Il sospetto ce l’ho per le argomentazioni scadenti negli articoli, la scarsa attenzione alle fonti e una generale trascuratezza nello scrivere un pezzo che dovendo essere “breve” per esigenze editoriali finisce per suonare come “buttato giu” alla bell’e’meglio. La stessa tendenza al “proclama con argomentazioni raffazzonate” la trovo anche in in “voglioscendere.it” e sul sito de “il fatto quotidiano”.
    Insomma anni luce di distanza da bbc.co.uk dove viene pubblicato si un articolo breve ma anche tutte le varie schede di approfondimento realizzate con uno stile “organico”.
    Risultato… sulla app possono solo fare l’upload del pdf.
    Pero’ sta cosa della chiusura sui diversi device nn la capisco…
    preferisco come fa il Manifesto.
    Mi abbono ho la password mi scarico il pdf dal sito e me lo guardo dove mi pare.
    Poi sono io che in quanto persona civile scelgo che magari il pdf lo passo a mio padre ( come gli passerei una copia cartacea ) ma non mi viene in mente di caricarlo su un sito perchè so che vivendo loro un momento di difficolta’ una mossa del genere li farebbe chiudere e finirei per non avere piu’ nessun pdf da leggere.

  14. bho cmq sia la stessa cosa ( in linea toerica)uno la potrebbe fare con la copia cartacea scannerizzandola.
    Io credo che la cosa funzioni perchè percepisco il valore editoriale dei loro articoli, come anche quello degli editoriali di le monde diplomatique.
    Mentre invece con Corriere e Repubblica spesso ho l’impressione che siano quotidiani che fanno business secondo il modello spiegato in “Capire il Potere” di Noam Chomsky ( ovvero il giornale non serve a vendere informazioni ai lettori ma a vendere lettori (selezionati segmenti a seconda delle diverse testate ) agli inserzionisti pubblicitari.
    Tutto qua.

  15. @Stefano: due mosche bianche.
    Se potessi avere un pdf da gestire a modo mio alla stessa maniera di una copia cartacea (e magari con opzioni che mi permettano di leggere un articolo in modo indipendente dalla impagniazione del cartaceo, alla stregua di un libro) pagherei.
    Ora ho praticamente smesso di leggere quotidiani per la poca flessibilità che ho nell’uso.

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