Libero.it sconfitto da Mediaset per i video pirata – Tom’s Hardware

Libero.it sconfitto da Mediaset per i video pirata – Tom’s Hardware.

Mediaset ha vinto la causa civile contro Italia Online (oggi Libero.it di proprietà Wind) per i 1600 estratti video-televisivi pubblicati illegalmente sul proprio portale.
… Il Tribunale di Milano a distanza di tre anni ha riconosciuto la violazione delle norme sul diritto d’autore, e quindi richiesto la rimozione di tutte le clip. Ogni video non cancellato dal sito attiverà una penale di 250 euro al giorno.
Sebbene Mediaset (Rti) abbia richiesto un risarcimento di 100 milioni di euro il giudice ha deciso rimandare la decisione a un’altra causa.

(e di non estradare aco in USA 😉
Mi piacerebbe capire se Libero.it fa scelte editoriali o meno.
Perchè nel caso di Youtube mi pare sia notorio, da cui discende un ruolo diverso dall’hosting provider (ovvero di servizio media audiovisivo) con conseguente responsabilità. Ma nel caso di Libero.it non ne sono certo. (o forse è la non rimozione una volta notificati ?)

Sul tema della domanda di risarcimento di Mediaset, continuo a pensarla così, in assenza di novità (non ci sono ?).
Un po’ più lungo ma a mio avviso interessante è questo.

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2 thoughts on “Libero.it sconfitto da Mediaset per i video pirata – Tom’s Hardware”

  1. La sentenza parziale del Tribunale di Milano applica il principio di diritto sancito dalla Corte di Giustizia nelle cause riunite C-236/08 C-237/08 e C-238/08 che avevo commentato a questo link:
    http://blog.quintarelli.it/blog/2010/03/eu-privacy-opinion-12010-on-the-concepts-of-controller-and-processor.html?cid=6a00d8341c55f253ef0120a96b2c64970b#comment-6a00d8341c55f253ef0120a96b2c64970b
    illuminanti sono le pagine da 37 a 39 del PDF fornito da Lepido al link
    http://danielelepido.blog.ilsole24ore.com/files/sentenza-7680-2011.pdf
    che spiegano che questi (chiamiamoli) “video-providers” sono ormai più vicini ad una qualificazione giuridica di “content providers” che a quella di “hosting providers”.
    Un po’ quello che dicevo qui:
    http://blog.quintarelli.it/blog/2009/12/ecco-le-motivazioni-della-cassazione-che-conferma-che-gli-isp-italiani-devono-sequestrare-the-pirate.html?cid=6a00d8341c55f253ef0120a7794b6e970b#comment-6a00d8341c55f253ef0120a7794b6e970b
    quando commentavo l’inadeguatezza della dir.2000/31/CE a governare i nuovi fenomeni ed i nuovi strumenti del c.d. web 2.0.
    Per quanto riguarda la questione “se Libero.it fa scelte editoriali o meno”, alle pagine da 42 a 45 del PDF si dice chiaramente che Italia On line s.r.l. opera “attivamente” sui contenuti (in questo la sentenza è conforme al famoso precedente in ambito penale dello stesso Ufficio Giudiziario di cui si è parlato qui: http://blog.quintarelli.it/blog/2010/04/sentenza-google-vividown.html
    l’orientamento è conforme anche per quanto attiene l’esclusione dell’esigibilità di un controllo preventivo del detto provider).
    Infine opportuno è il chiarimento (a pag.46 della sentenza) che la responsabilità civile (per colpa) può provenire anche dall’inottemperanza ad una semplice diffida stragiudiziale, non occorrendo in tal caso l’intervento dell’Autorità Giudiziaria o Amministrativa.

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