Neutral access a Urbino

Non sono potuto andare al convegno Neutral Access di Urbino per sopravvenuti impegni; ho mandato questo contributo …

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8 thoughts on “Neutral access a Urbino”

  1. io invece vorrei capire se ho capito ( 🙂 )
    il principio sarebbe che fondamentalmente dove non c’è scarsità di risorse il servizio di accesso ad internet non viene “gestito” in alcun modo, è semplicemente best effort. Sopra a questo si possono vendere dei servizi “plus” tipo “con noi Youtube è sempre al massimo, cadesse il mondo ma ti carichiamo lo streaming almeno a 4 Mega”. Corretto?
    Invece dove c’è scarsità (es.: accesso wireless o zone linea fissa con centrali sature) sarebbero concesse pratiche di “gestione” (tipo limitare il protocollo P2P) ovviamente in piena trasparenza contrattuale, senza andare ad infilare il naso in cosa il cliente fa (tipo se condivide film porno o l’ultima distribuzione linux) e di fatto rispettando la neutralità della rete. Ho capito bene?

  2. Faccio l’avvocato del diavolo.
    1) Alcuni operatori decidono che di default la porta 25 in uscita sia bloccata. Secondo me questa pratica è buona per la lotta a spam/malware/virus e la cosa “giusta” sarebbe dire che il cliente deve potersela sbloccare o richiedere di sbloccarla gratuitamente. Ma se facciamo che “la base” è un best effort in cui nessun tipo di filtro o qos viene applicato allora non sarebbe più possibile. (questo vale anche per altre protezioni simili tipo il blocco di alcune porte in ingresso)
    2) Alcuni operatori (sicuramente alcune server farm, forse anche gli operatori?) gestiscono limiti sul traffico ICMP in quanto nessun protocollo ha bisogno realmente di inviare grosse quantità di pacchetti ICMP (magari di grandi dimensioni) e molto spesso l’abuso di questi pacchetti è legato ad attacchi di rete (DoS/DDoS). Anche qui mi sembrerebbe più giusto permettere agli operatori questo “default” se però lasciano all’utente la libertà di rimuovere tali “gestioni” in maniera semplice e gratuita. Partire dal best effort totale impedirebbe tali “protezioni” perchè non glielo vedo l’utente medio che va su un pannello e si attiva “l’ICMP rate limit” consapevolmente. Capisco che diventa poi difficile stabilire che il limite ICMP è giusto mentre quello UDP/RTP sarebbe anticompetitivo, ma forse bandirli tutti dalla “base” può avere anche effetti negativi e non solo positivi.
    3) Perchè, dove le risorse sono limitate, non dovrei poter scegliere su che protocollo “spendere” le mie? Non sarebbe meglio stabilire che dove le risorse sono limitate allora di base la limitazione dovrebbe non guardare ai protocolli usati ma solo alla banda utilizzata ed eventualmente droppare dei miei pacchetti casualmente prima che io possa andare ad inficiare sulla banda del vicino? Perchè, anche con risorse limitate, dovrei poter occupare 1mbit con un download http ma non poter occupare la stessa banda in p2p? Almeno all’interno della banda garantita dovrei poter fare quello che voglio anche in questi casi, no?
    PS: molto interessante il video, soprattutto non avevo mai considerato l’effetto rete degli operatori più grossi rispetto ai più piccoli in relazione a questo aspetto del QoS. Ascoltarti/leggerti è sempre tempo speso bene.

  3. 1,2) perche’ ? glielo si spiega e lui lo sceglie. abbiamo spiegato i pretensionatori e l’ABS… (in I.NET avevamo una configurazione di default che applicavamo a tutti i clienti che lo chiedevano, e la spiegavamo e la fornivamo)
    3) nulla dico riguardo a dove le risorse sono limitate.
    anche qui ci sono n sottocasi, da esaminare uno alla volta, ma cominciamo da qui…

  4. @Stefano: l’esempio dell’ABS non regge, secondo me. Dal 2004 l’ABS è obbligatorio e non facoltativo. Secondo la logica della neutrality che esponi, sarebbe più neutrale costringere le case automobilistiche a vendere macchine senza ABS e poi fornire come opzione (a pagamento o gratis, ma comunque su richiesta) l’ABS. Non è così e il fatto che sia stato reso obbligatorio credo dimostri proprio il mio dubbio. Molte linee internet si attivano online senza parlare con nessuno: io non sono convinto che sia così indolore far sì che l’utente che non ha tempo e voglia di leggere si trovi con una linea più vulnerabile e potenzialmente più dannosa per internet. Se poi questo danno sia o meno ampiamente bilanciato dal vantaggio di avere neutralità (e lo metto sulla bilancia perchè forse non c’è un modo per garantire neutralità senza rinunciare a queste cose) non lo so valutare, ma sono abbastanza sicuro che quel danno ci sia e non sia trascurabile e credo che sia giusto tenerlo presente.

  5. ogni analogia e una analogia e quindi non 100% isomorfa.
    per 25 anni labs non e stato obbligatorio, e siamo riusciti a spiegarlo
    perche non potrebbe essere possibile spiegarlo, anche se comprando online ?
    pensa agli antivirus…
    quando me ne occupavo io a fine anni 80 (avevo una azienda apposta, ho fatto lassistant sysop per lallora bbs mcafee e ho conosciuto steve chang) la gente manco sapeva cosa era virus..

  6. infatti rimanendo nella stessa analogia potrei anche dire che per guidare una auto si deve prima prendere la patente e nel prendere la patente si viene informati anche su questioni di sicurezza e spazi di frenata.
    Per usare internet o comprare una ADSL non è necessaria alcuna patente: se ciò che un utente fa senza avere conoscenze può ledere solo se stesso allora tutto ok, ma se una massa di persone poco informate propaga virus e malware perchè poco informate allora può diventare un problema. Ecco allora che gli operatori si preoccupano di inserire filtri antispam a loro discrezione (non “opt-in”) e allo stesso modo mettono filtri sull’accesso (porte, pacchetti di determinati tipi).
    L’antivirus è meglio spiegabile perchè è uno strumento che serve a proteggere in primo luogo se stessi. L’antiflood ICMP o il blocco della porta 25 è uno strumento che in primo luogo tutela il resto di internet dal fatto che tu non sai difenderti (e magari appunto non hai nemmeno un antivirus).
    Puoi spiegare alla gente che in autostrada non si può fare inversione perchè è pericoloso, ma uno spartitraffico di cemento è un deterrente molto maggiore.
    Secondo me siamo ancora troppo lontani dal momento in cui ci sarà la consapevolezza dell’utente medio di cosa vogliano dire quei servizi (blocco di porte, shaping di protocolli) e quindi una normativa che impone che tali “servizi” siano attivabili solo su richiesta la trovo pericolosa. Mi chiedo se non possa essere comunque valida una normativa che dice che l’utente deve poter scegliere il best-effort in qualunque momento e senza costi aggiuntivi (via configurazione web immediata) ma che il servizio può includere “di default” parametri differenti (puoi bloccarmi la porta 25 di default ma devi darmi un metodo veloce perchè io possa sbloccarmelo). Immagino che abbiate valutato anche questa ipotesi e quindi mi piacerebbe capire perchè l’avete considerata inefficace ai fini della neutrality. Così facendo lasceremmo ai siti P2P di spiegare agli utenti come togliere gli eventuali “servizi” non graditi e il compito quindi di documentare l’utente che sarà interessato a documentarsi (cosa che invece non avviene quando l’auto documentazione serve a tutelare gli altri, visto che il senso civico in italia si trova nei libri di storia e nei musei).

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