Google TV: non tutte le ciambelle riescono col buco

sono di piu’ quelle restituite di quelle vendute.

Google TV update: more Logitech Revue boxes returned than sold in Q1, price dropping to $99 | This is my next….

The Google TV-based Logitech Revue may go down in history as the product that forever changed the company. After a dismal Q1 in which the company lost $29.6m and “very modest sales” of the Revue were exceeded by returns of the product,

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28 thoughts on “Google TV: non tutte le ciambelle riescono col buco”

  1. Giuseppe Attardi

    C’è poco da fare, Internet e Tv non riescono a coesistere. Tutti I tentativi di “convergenza” sono falliti. I signori dei media si rassegnino.

  2. @Giuseppe: non proprio.
    Io pagherei per un device da cui posso liberamente fruire dei miei contenuti (e non solo Mpeg su DLNA, vedi cubovision)
    – che non sia un walled garden per i contenuti online
    – che mi permetta di registrare più programmi contemporaneamente (usando >2 tuners, ovviamente)
    – che abbia una EPG efficace che mi permetta di schedulare con precisione le registrazioni
    – che stile slingplayer, possa vedermi la mia programmazione (quella on air e quella registrata) in streaming da remoto
    – e non solo per canali TV, ma anche radio (dab magari?).
    e che possa usarlo come mini server domestico
    Se esiste, finora non è stato baciato dal mio portafoglio 🙂
    Se non esiste, mi è facile immaginare il motivo.. 😉

  3. > Google TV: non tutte le ciambelle riescono col buco
    diciamo che di alcune ciambelle riesce solo il buco!
    sulla coesistenza tra TV e internet ho una mia tesi: possono coesistere eccome, solo che per farlo devono saltare, o meglio riconfigurarsi, 2 ruoli non proprio da poco:
    – quello dei broadcaster
    – quello delle concessionarie di pubblicità
    e la ricetta di questa riconfigurazione non penso che sia un algortimo nella testa pur brillante di qualche ingegnere della Silicon Valley!

  4. si fa il prossibile, in attesa di un interesse dei cittadini, che probabilmente arriverà solo quando ci saranno abbastanza giocattoli in circolazione. Un bell’esempio è il prossimo http://www.appsforitaly.org che darà qualche strumento in più per curiosare coi dati che ci riguardano da vicino.

  5. Caro Stefano,
    abbiamo (ASSOPROVIDER) presentato istanza di sospensione in autotutela al MiSE ed esposto alla Corte dei Conti contro il “Beauty Contest” perchè in Italia la gestione delle FREQUENZE è profondamente INIQUA ed ormai INTOLLERABILE per chi abbia un po di cognizione di causa :-).
    I motivi sono diversi anche da quelli che tu citi, perchè nell’epoca della convergenza le frequenze sono SOLO un mezzo di trasporto BROADCAST totalmente scorrelato dal contenuto, l’unico elemento che differenzia una frequenza da un’altra e la capacità di propagazione per watt (che decresce al crescere della frequenza utilizzate) e quindi se l’obiettivo è la distanza le frequenze più basse sono le più pregiate.
    Le frequenze non obbediscono alle leggi umane ma solo a quelle della fisica (non si fermano alla porta di casa e non rispettano quindi la proprietà privata) e costituiscono un bene collettivo (non pubblico) visto che esiste il problema della competizione per l’utilizzo esclusivo.
    Ne deriva che si debba massimizzare l’utile COLLETTIVO non quello individuale, ed di conseguenza il valore non dipende da quanto ALCUNI privati sono disponibili a pagare.
    Il massimo sfruttamento(utilizzo) di una frequenza si raggiunge quando la frequenza è LIBERA (non assegnata o detto in altri termini non licenziata, alias UNLICENSED) e quindi la nostra provocazione è che se le TV(oligopolistiche) non se ne fanno nulla e sono solo un problema di costi MEGLIO!! e le frequenze INUTILI per loro vengano rese UNLICENSED e cioè che da GRATIS SOLO PER LORO si passi A GRATIS PER TUTTI!

  6. Una possibile asta competitiva per le frequenze tv (i 6 mux ora nel concorso di bellezza) non andrebbe di certo deserta se l’Antitrust italiano mettesse finalmente un limite all’enorme concentrazione presente del mercato pubblicitario in mano a Rai e soprattutto a Mediaset. Solo questo semplice atto potrebbe aprire realmente il mercato tv italiano. E invece oggi, non solo non si dà il via all’asta, ma l’Autorità per la concorrenza consente (con dei particolari paletti secondo me aggirabili http://www.tvdigitaldivide.it/2011/12/14/fusione-dmt-mediaset-primo-ok-dellantitrust/) allo stesso gruppo di Cologno Monzese di far nascere un altro monopolio stavolta nel mercato delle torri degli operatori di broadcasting attraverso la fusione tra Elettronica Industriale (Mediaset) e Dmt.

  7. attenzione che per le torri TV c'e' anche raiway e quindi un duopolio.
    certo, la concentrazione della pubblicità è un punto rilevante, sia per le concessionarie che per i centri media; per produrre effetti su una ipotetica asta ciò richiederebbe nuove normative prima dell'asta stessa.
    tante sono le leggi che potrebbero essere cambiate in italia in modo procompetitivo (banale anche considerare taxi, farmacie, ed altre cose di questi giorni).
    con le leggi e la struttura del mercato attuale, non mi pare si possano intravedere grandi possibilità che una ipotetica asta non fallisca

  8. Il governo ha accolto nell’aula della Camera due ordini del giorno analoghi, di Idv e Lega, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta «a titolo oneroso». Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti. L’ordine del giorno della Lega, di cui il primo firmatario è Roberto Maroni, ricorda il cosiddetto «beauty contest», cioè il bando di gara per l’assegnazione gratuito delle frequenze in digitale terrestre. http://www.corriere.it/politica/11_dicembre_16/asta-frequenze-approvato-odg_fa672cd8-280b-11e1-a7fa-64ae577a90ab.shtml

  9. Se a nessuno interessano perché il precedente Governo precedente ci ha dedicato tanta energia ?
    Al di là di ragionamenti sulle risorse disponibili, non sottovaluterei il fatto che probabilmente a Mediaset quelle frequenze servono come l’aria per poter fare concorrenza a Sky sviluppando l’HD. Offriranno tanto ? Offriranno poco ? Qualcosa dovranno offrire, soprattutto se ci sarà la clausola che in caso di asta deserta il Governo valuterà usi alterantivi alla televisione.

  10. perché dici "tanta energia" ?
    certamente quattro euro li possono tirare su, dipende dalla base d'asta. se la base d'asta fosse 0, anche tu ed io ci metteremmo quattro lire.
    se la base d'asta fosse sui livelli scritti sui giornali in questi giorni, andrebbe deserta. se fosse molto più bassa, non andrebbe deserta ma si incassa poco.
    rispetto alle aspettative determinate a mio avviso dalla stampa, continuo a pensare che sarà un flop.

  11. Un duopolio delle torri però tremendamente simile a quello degli ascolti e della raccolta pubblicitaria, cioè quel duopolio che ha bloccato un mercato tv che con l’intrduzione del digitale terrestre e la moltiplicazione dei canali, dei servizi, e con le nuove modlità di fruizione avrebbe dovuto aprirsi a nuovi investitori. Invece a parte due nuove emittenti digitali (dico due: Real Time e Cielo) lanciate da operatori nuovi che riescono a raccogliere le briciole lasciate da Rai e Mediaset (più Ti Media che è ancora confinata in una nicchia di mercato), questa distorsione di mercato, punita dell’Unione Europea con le sazioni sulla violazione delle regole comunitarie sulla concorrenza, è pure riuscita a mandare in fallimento l’unico investitore straniero, Dahlia Tv, che ha portato quel poco di concorrenza (ma solo nel mercato pay) sulla piattaforma del dtt. Ora, con l’apertura del governo all’asta per le frequenze (che è però ancora da valutare) vedremo come andrà a finire, se questa televisione italiana potrà cambiare realmente.

  12. Questo è l’ennesimo segno che #ACTA non serve.
    Se qualcuno è in flagranza di reato (nel caso specifico lo deciderà un giudice), la normativa vigente è in grado di tutelare gli aventi diritto.

  13. il punto è se tu sei a conoscenza se un determinato contenuto che promuovi e' infringing o meno.
    un crawler generico non lo sa e, quando gli viene notificato, deve rimuoverlo.
    qui, da quanto capisco, c'era attivita' editoriale specifica quindi dire "non ne ero a conoscenza" mi pare assai poco plausibile..

  14. si tratta probabilmente di uno scherzo geniale. ho contattato la GDF e non ne sanno nulla. qualcuno ha fatto probabilmente un defacing (la scritta della GDF rimandava al servizio immagini Pinky.net) e adesso ovviamente non può che scattare l’oscuramento poiché l’attività dei due siti era illegale
    d.

  15. Ho sospettato dello scherzo proprio per il server su cui v’era l’immaginona, ma la GdF per ora non mi ha saputo dare notizie ufficiali sulla cosa.

  16. Il tecnico che ho interrogato infatti mi ha spiegato che, sebbene la cosa sia strana, non è comunque impossibile.
    Rimane il fatto che a distanza di 3 ore dal primo contatto la GdF non ha potuto avere ancora informazioni ufficiali. Stanno approfondendo la questione, mi dicono.

  17. A giudicare dai titoli di alcuni dei film che si vedono nello screen capture mi chiedo se qualcuno ha il diritto di maltrattare così gli eventuali spettatori.
    Bisognerebbe tutelare l’intelligenza prima che il mercato, i beni e i servizi.

  18. ho letto un po su internet quello cercando quella legge
    e dice in poche parole che loro hanno messo in vendita film o hanno messo in noleggio film o hanno comprato film da qualcuno senza diriti d’autore

  19. veramente non capisco…
    mi pare che e' proprio il server originale ad essere stato sequestrato, infatti da qualunque posto tu provenga, l'IP address cui risolve il dominio, porta ad un server con quella pagina.
    non mi pare ci sia un filtro DNS poisoning.
    invece l'altro sito che citi mi risulta non poisoned nè in italia nè all'estero.

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